
Lavoro: crisi colpisce traduttori, conoscenza lingue straniere non basta più
ultimo aggiornamento: 09 settembre, ore 18:31
L'intervista a Ornella Hugony, general manager Cti (Communication trend Italia), gruppo leader in Europa nel settore linguistico.
Milano, 9 set. (Labitalia) - La conoscenza delle lingue straniere ormai non basta più. Da una parte ci sono i laureati in lingue, desiderosi di entrare nel mondo del lavoro, che si trovano dinanzi molte barriere e ben poche possibilità rispetto a quelle sperate nell’intraprendere la carriera universitaria. Dall'altra le aziende, di piccole, medie e grandi dimensioni, che dovendosi confrontare con la globalizzazione, pretendono collaboratori altamente specializzati. A fare il punto con LABITALIA Ornella Hugony, general manager Cti (Communication trend Italia), gruppo leader in Europa nel settore linguistico.
"Il settore linguistico -spiega- ha risentito della crisi. Trattandosi di un settore inserito nei servizi e in particolare del terziario avanzato, attinge ordini di produzione-traduzione da tutti i comparti dell'economia, quindi da aziende che operano sia nella produzione come aziende farmaceutiche, meccaniche, automotive, sia nei servizi (finanziari, bancari e informatici)".
"Riuscire ad entrare nel mondo del lavoro per i giovani neolaureati -sostiene- diviene sempre più difficile, le barriere all'ingresso sono alte: rispetto alla domanda, l'offerta non è specializzata, ovvero molte persone si laureano in lingue ma non sono in grado di fornire servizi (traduzione, interpretariato) idonei rispetto alle richieste del mondo del lavoro".
"Soltanto nel 2009-2010 -ricorda Ornella Hugony- gli studenti iscritti al primo anno di un corso di laurea in lingue sono stati 10.749, di cui l'80% donne. Un numero troppo alto che però oltretutto non appaga le richieste qualitativa. Gli sbocchi professionali per chi si laurea in Lingue, oltre alle possibilità di insegnare (mercato già saturo), sono quelli del traduttore, del revisore linguistico o dell'interprete".
"Al di fuori delle richieste del settore linguistico le proposte di lavoro -continua- per i laureati in lingue sembrano limitarsi a proposte di tipo segretariale. E' sufficiente una ricerca nei siti 'trova lavoro' per accorgersi che, eccezion fatta per la posizione di segretaria d’azienda, non vi sono annunci specificatamente riferiti a laureati in lingue, bensì a laureati in altre discipline con conoscenze linguistiche".
"Se, invece, si hanno le competenze richieste dalla professione di traduttore tecnico specializzato -precisa- le possibilità di lavoro aumentano notevolmente. Cti dal 1995, promuove master di specializzazione per traduttori e interpreti, orientando la formazione in una direzione diversa, offrendo ai laureati in lingue corsi che permettano di accrescere le proprie competenze in funzione delle esigenze del mercato e delle reali opportunità di lavoro".
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