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Lo psicologo, c'è stato il Salva Italia ora serve un Salva Italiani

Giuseppe Luigi Palma presidente Consiglio nazionale ordine Psicologi (Foto Labitalia)Giuseppe Luigi Palma presidente Consiglio nazionale ordine Psicologi (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 13 agosto, ore 11:49
Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine, fa il punto sulla situazione psico-sociale che stanno attraversando gli italiani.


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Roma, 13 ago. (Labitalia) - "C'è stato il Salva Italia, ora serve un Salva Italiani". A dirlo è Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi. "L'allarme - sostiene - viene rilanciato da più parti: solo in queste ultime settimane da autorevoli esponenti di Chiesa, come l'arcivescovo di Gorizia, così come da associazioni del volontariato, degli artigiani, degli imprenditori".

"L'attenzione - fa notare - torna alta sul fenomeno dei cosiddetti suicidi economici, una lunga lista di vittime della crisi che si abbatte sulla vita reale. Un fenomeno, questo, tristemente tipico dei periodi di difficoltà economica e che secondo dati recenti è cresciuto negli ultimi due anni di quasi il 25%: solo nei primi sei mesi del 2012 si sono già registrati più di trenta casi di suicidi".

"Ma se questi numeri - continua - rappresentano lo spaccato estremo e definitivo di un disagio che una persona non è in grado di sopportare, altre e altrettanto profonde sono le inquietudini che vediamo serpeggiare nell'animo e nei pensieri delle persone: si insinua il dubbio, la paura, l’ombra che porta a temere che qualcosa di grave e per certi versi irreparabile ed irreversibile possa capitare a ciascuno di noi: la crisi può colpire anche me".

"I segnali - ammette - ci sono: l'eliminazione progressiva del superfluo quotidiano, ma anche la constatazione che i risparmi si assottigliano, che il valore della propria casa, magari di poco, si riduce; che i negozi del quartiere scompaiono, che il posto di lavoro potrebbe diventare pericolante. La tentazione, specialmente dei cittadini di ceto medio (alto e basso), è quella di girare la testa dall'altra parte, ma il tarlo resta: non può che essere così, sentendo ogni giorno di rischio Grecia, rischio Spagna, e di euro appeso a un filo. Il tormento è quotidiano: spread a cinquecento, contagio imminente, baratro senza fondo, fine delle certezze individuali così come di quelle collettive".

"Dal nostro osservatorio - dice ancora il presidente degli psicologi italiani - avvertiamo una inquietudine diffusa, sottile, pericolosa: quella di che non sta (ancora) malissimo, ma che sa (o teme) di essere sulla soglia del baratro, vero o temuto: aziende in ristrettezze improvvise, mobilità, prepensionamenti: parole che per molti non sono più una lontana ipotesi per conoscenti sfortunati da consolare".

"Forse - osserva - più grave la situazione della vasta platea dei quasi cinque milioni tra professionisti e lavoratori autonomi intellettuali stremati dal precipitare della crisi su una situazione già difficile: pagamenti fermi, investimenti a zero, burocrazia ora più che mai insopportabile".

"L'affanno - spiega - sempre più spesso sembra prendere il sopravvento: accorparsi, dividere le spese, non mollare. L'agiata precarietà intellettuale degli anni passati che sfuma tra rimpianti e rimorsi". "La gente - continua Giuseppe Luigi Palma - si chiude in casa, uomini e donne; molto di più uomini che vivono il loro default come un’onta e una vergogna - di seconda e terza età, sono terrorizzati per figli e nipoti: serpeggia, rabbia, desolazione, ansia repressa. I sensi sono tutti concentrati sull’allerta che può evitare la caduta, il tonfo, il film dell'orrore del restare al verde e vedere il segno meno del proprio conto in rosso".

"Non sarà un bel settembre, quello che verrà - conclude - sembra quasi che il cuore e l'animo dei cittadini non riesca a (ri)sollevarsi. Monti pensando allo spread e al debito ha varato il SalvaItalia, ora servirebbe davvero un Salva Italiani".


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