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Ordine ingegneri, mai subordinati ai geometri

ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 14:36
Discussione sulla sentenza della Corte di Cassazione in materia.
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Roma, 5 mar. (Labitalia) - La questione del riparto delle competenze tra gli ingegneri e i geometri, anche alla luce della sentenza 19292 del 2009 con cui la Corte di Cassazione è intervenuta autorevolmente sulla questione, è stata al centro dell'assemblea dei presidenti degli Ordini degli Ingegneri. L'assise, che ha rinnovato recentemente il proprio vertice con la nomina di Giuseppe di Natale come presidente, ha avuto al centro del dibattito proprio il pronunciamento della Suprema Corte. Dopo le relazioni dell'avvocato Domenico Chinello e del presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando, il confronto si è soffermato sul giudizio espresso dalla recente sentenza.

In particolare, gli interventi, come si legge in una nota degli ingegneri, hanno sottolineato come il parere dell'autorevole organismo abbia ribadito che "ai tecnici solo diplomati" è consentita esclusivamente "la progettazione di modeste costruzioni civili, con esclusione in ogni caso di opere prevedenti l'impiego di strutture in cemento armato, a meno che non si tratti di piccoli manufatti accessori, nell'ambito di fabbricati agricoli o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo, e che per la loro destinazione non comportino pericolo per l'incolumità pubblica".

La discussione, continua la nota, si è poi concentrata "su questioni come l'unitarietà della prestazione di progettazione, cioè, nel caso che l'esecuzione del lavoro richieda la prestazione di un ingegnere, quest'ultimo non possa limitarsi a ricoprire un ruolo ausiliario, ma si dovrà demandare, al professionista con il titolo di formazione di livello superiore, il ruolo di responsabile ultimo dell'attività professionale esperita nel suo complesso". In sostanza, secondo gli ingegneri, "la responsabilità dell'attività di progettazione ricade sulle spalle del professionista laureato, il cui intervento è essenziale per la compiuta esecuzione della prestazione".

Alla conclusione dei lavori, l'assemblea ha espresso la sua soddisfazione per la sentenza della Corte di Cassazione e ha deliberato per la sua diffusione, dando mandato al Cni di sostenerne il contenuto in tutte le sedi istituzionali. Il presidente Di Natale ha espresso "piena soddisfazione per l'ampia partecipazione al dibattito", mentre il presidente del Cni, Giovanni Rolando, ha dichiarato il suo compiacimento per l'unità espressa dalla categoria che ha confermato la linea già intrapresa dal Cni. Rolando ha altresì sottolineato l'importanza che riveste il "dialogo tra le categorie dell'area tecnica", che però ha necessità di "partire da precisi punti di riferimento".

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