
Sicurezza e riconoscimento legislativo i doni richiesti dagli spazzacamini
ultimo aggiornamento: 29 dicembre, ore 13:06
Paoletti (Anfus), in aumento gli incendi dei tetti e delle canne fumarie.
Roma, 29 dic. (Labitalia) - Sicurezza, ruolo degli artigiani del fuoco domestico, riconoscimento legislativo e inquadramento in una legge specifica. Sono questi i temi a cui spazzacamini e fumisti devono pensare anche a Natale. "Un pensiero -dice a LABITALIA Giovanni Paoletti, segretario generale Anfus (Associazione nazionale fumisti installatori e spazzacamini manutentori)- va a tutti coloro che purtroppo durante questa stagione invernale sono rimasti coinvolti nei troppi incidenti causati da impianti non realizzati nel rispetto delle norme tecniche e sui quali non è stata effettuata la manutenzione".
"Un intervento di un mastro spazzacamino -rimarca Paoletti- avrebbe potuto salvare la vita ed evitare il peggio. Sempre di più e in aumento (9.200 solo nel 2008) gli incendi dei tetti e delle canne fumarie dovute alla mancanza di installazioni e manutenzioni a norma. Fondamentale il ruolo delle amministrazioni locali nell'informazione ai cittadini e nella battaglia contro inquinamento atmosferico".
"L'attenzione crescente per gli incendi delle canne fumarie e dei tetti in legno -osserva- ha suscitato l'interessamento dei comandi dei Vigili del Fuoco che stanno sensibilizzando l'opinione pubblica, a servirsi di persone qualificate per consulenze e manutenzioni. Questo spinge i tecnici aderenti ad Anfus all’aggiornamento formativo continuo".
Se volete vedere camminare sui tetti gli spazzacamini in alta uniforme, con cilindro e giacca dai bottoni dorati basta fare un salto a Verona dal 24 al 28 febbraio 2010 per conoscere questi tecnici che con il loro lavoro contribuiscono alla riduzione degli incendi, degli incidenti, permettono agli impianti di funzionare correttamente garantendo un reale risparmio energetico e aiutano l'ambiente a stare un po' più in salute.
Ma come era lo spazzacamino del secolo scorso? Il mestiere, agli inizi, era soprattutto appannaggio dei minori, bambini tra i 6 e i 10 anni. Quelli più minuti erano i candidati migliori, perché potevano calarsi facilmente all'interno dei camini e delle canne fumarie: erano agili e costava poco mantenerli. Nonostante la diffusione della professione, non nacquero istituzioni, né organizzazioni, che salvaguardassero i piccoli lavoratori e regolassero in qualche modo l'attività sia nello svolgimento della stessa che nei rapporti tra diversi gruppi di lavoro.
La professione fu destinata a un lento declino dopo il secondo conflitto mondiale, con la dismissione dei camini. Fino agli anni '60 era ancora possibile parlare con qualche spazzacamino diventato fumista. Oggi, però, esiste l'Associazione nazionale fumisti e spazzacamini, che ha aperto anche una scuola per l'avviamento alla professione.
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| poll ha scritto (11/01/2010 - ore 21:24) | segnala un abuso |
| Uno spazza ha srcitto che oggi è difficile che qualcuno si voglia sporcare le mani, vorremmo tutti stare seduti dietro una sedia e dirigere gli altri, ma fra poco GLI ALTRI non ci saranno più, cosicché spariranno gli artigiani e con loro molti MESTIERI NOBILI di una volta. Io gli ho risposto: non credo che i lavori manuali possano mai sparire, anzi secondo me vivranno una nuova vita. Il punto è che seduti a dirigere gli altri non porta a nulla mentre in piedi a risolver problemi per gli altri ci si nobilita, ci si sente utili, si contribuisce ad un bene comune; la socializzazione ! Ascoltare e fare, capire e risolvere è una gran cosa che rende l'uomo migliore... e lo spazzacamino è uno fatto così. | |
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