
Testa (Unappa), occorrono regole per Agenzie pratiche amministrative
ultimo aggiornamento: 08 marzo, ore 12:50
L'Unione Nazionale Professionisti Pratiche Amministrative è l'associazione no-profit che organizza gli imprenditori che svolgono attività di 'disbrigo di pratiche amministrative'.
Roma, 8 mar. (Labitalia) – Si chiama Unappa (Unione Nazionale Professionisti Pratiche Amministrative) l'associazione no-profit che organizza gli imprenditori che svolgono attività di 'disbrigo di pratiche amministrative'. Costituita nel 1991, l'associazione in questi anni ha continuato a crescere, di pari passo a una realtà economica in veloce trasformazione e dal 2001 Unappa ha il mandato di Ufficio di Registrazione per la distribuzione della Firma Digitale (R.A.O.), offrendo ad ogni agenzia associata la possibilità di divenire Ufficio di Registrazione InfoCert. "Il target dei nostri iscritti -dice a LABITALIA Nicola Testa, presidente Unappa- è molto vario, perché vario il contesto in cui operiamo. La mancanza di regole chiare poi, consente di amplificare questa particolarità. Unappa oggi rappresenta qualche migliaio di operatori, anche se in realtà, le sue azioni impattano sul settore che conta circa diecimila imprese (fonte registro imprese). E' assai difficile fare elenco per la frantumazione che insiste sul nostro lavoro. Si può essere imprese, professionisti singoli, uffici di consulenza varia, e così via. Se ci chiamiamo agenzie di pratiche amministrative, munite di regolare autorizzazione, i numeri che ho indicato sono vicini alla realtà".
Per questa categoria, però, un riconoscimento vero e proprio ancora non c'è. "Ci rifacciamo a norme arcaiche -ricorda Testa- e non più legate all'epoca attuale". Basti dire, ironizza il presidente dell'Unappa, che l'unica norma esistente "semplice, inefficace, potremmo anche dire oramai inutile" è "un regio decreto del 1931". "Penso sia abbastanza chiaro –commenta il presidente dell'Unappa- che per soggetti come noi, impegnati nell'era della tecnologia a tutto campo, questo strumento legislativo sia oramai non più funzionale. Nel nostro settore e questo è sbagliato, non esistono regole”. Anche se, avverte Testa "non ci interessa proteggerci", "il mercato ci ha pagato e considerato idonei”. Per questo dice Testa "se il mercato avesse qualche regola, anche banale, sarebbe meglio. Quantomeno per fare chiarezza". E spiega: "Se una persona oggi vuole fare un'Agenzia, può farlo senza autorizzazione, anche se prevista, in quanto è talmente difficile individuare l'area di competenza che si evita il problema. Questo non vuole dire, proteggere, ma esporre e avviene spesso, il consumatore. La nostra associazione riceve tante segnalazioni di disservizio che puntualmente, essendo nel network vengono sanzionate e regolarizzate. Basti solo pensare al fatto che un associato Unappa ha polizza obbligatoria, parte pagata dall'associazione, parte a suo carico diretto, obbligatoria. Gli altri operatori del settore, non l'hanno di sicuro, visto che per ottenerla abbiamo dovuto sudare non esistendo una classificazione di rischio".
"Speriamo molto nella sensibilità del Governo o dei Governi -prosegue Testa- visto che è tanti anni che discutiamo e forse per tanti altri lo faremo. Di fatto, una grande opportunità è stata data, alle associazioni, dalla direttiva europea servizi. Concretizzatasi nel decreto legislativo 206/07, ha portato a prendere in considerazione seriamente i casi delle associazioni. Anche noi questìanno proporremo la nostra pratica, speriamo possa darci una ventata di soddisfazione e maggiori possibilità e tranquillità. Siamo certi che il Paese abbia compreso bene -conclude Testa- che, avere operatori qualificati, non protetti ma responsabilizzati, sia una garanzia per il consumatore che sempre più dobbiamo, tutti insieme tutelare". All'interno della categoria "molte donne -aggiunge Testa- potremmo dire prevalenti agli uomini”. E come qualifica "dal laureato al semplice titolare di scuole dell'obbligo e –assicura il presidente dell'Unappa- la preparazione, sul campo, di tutti è equivalente”. Il nostro è un "mestiere" che si costruisce in corsa, nel tempo. La formazione, diciamo che oggi, ha raggiunto livelli sicuramente superiori, ma non possiamo non tenere presente che il mercato è fatto di tutti e che tutti -dice Testa- al pari di ogni altro, sono parte attiva del sistema e del risultato".
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