
Cgil: Senato intervenga per cambiare norme su pensioni
ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 10:10
Il segretario confederale Lamonica, "trovare soluzione per lavoratori in mobilità e per tutti gli esodi".
Roma, 6 feb. (Labitalia) - ''Si deve trovare subito una soluzione per tutti i lavoratori in mobilità, per tutti gli esodi, per tutti gli accordi individuali e collettivi, insomma per tutti quei lavoratori che per diversi motivi rischiano di rimanere senza lavoro, quindi senza stipendio, ma anche senza pensione''. Ad affermarlo in una nota è Vera Lamonica, il segretario confederale della Cgil con delega ai problemi previdenziali e del welfare.
I guasti provocati al mercato del lavoro ''da una riforma violenta quanto immotivata'', sottolinea la sindacalista, ''sono molto pesanti e vanno immediatamente affrontati e risolti. E ora il Senato puo' farlo'''.
Secondo la Cgil, non è dato sapere quanti siano effettivamente i lavoratori coinvolti perchè le fattispecie interessate sono tantissime: accordi collettivi, accordi individuali, piccole e piccolissime aziende, uscite senza ammortizzatori. Comunque, rileva Lamonica, ''si tratta di un numero molto superiore a quello che il Governo lascia intendere e di quel bacino coperto dalle risorse stanziate finora ma in questo momento è sicuro che vengono rimessi in discussione anche accordi di aziende grandi e importanti, o perchè sono stati sottoscritti nel lasso di tempo tra il 4 e il 31 dicembre 2011,o perchè prevedono la risoluzione effettiva del rapporto di lavoro successivamente al dicembre 2011''.
La drammaticità della situazione per migliaia di lavoratori e lavoratrici, rileva l'organizzazione di Corso d'Italia, è resa evidente dai primi elenchi parziali delle aziende interessate. Per il settore metalmeccanico, Agile/Eutelia (386 esuberi), Alenia (747), Fiat Irisbus (653), Fiat Termini Imerese (640), Fincantieri (1240), Selex Elsag (230), Wirpool (495).
Per il settore edile: Rdb (137 esuberi), Unical (50). Per il farmaceutico, Sanofi (460), Sigma Tau (569). Nel settore dei servizi: Poste italiane (2.000), Defendini (400), Telepost (125). Per il trasporto aereo: Alitalia/Meridiana e altre (5.000, 4 anni di cig più 3 di mobilità dal 2008). Poi ci sono tante altre procedure ancora aperte, tanto per citarne una, l'Alcoa con 1.000 lavoratori coinvolti.
Tutti questi casi, sottolinea Lamonica, ''sono purtroppo solo la punta di un iceberg molto consistente. Si tratta di un drammatico limbo, di migliaia di storie individuali di persone a cui non si dà ancora nessuna risposta certa. Abbiamo conquistato il risultato che la Camera riaprisse la discussione -aggiunge la sindacalista- ma le modifiche apportate non sono sufficienti. Bisogna garantire a tutte le fattispecie interessate la data del 31 dicembre. Bisogna aumentare le risorse previste, non bisogna fare riferimento alla data effettiva di risoluzione del rapporto di lavoro, bensì a quella di sottoscrizione degli accordi''.
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