
Cgil, a Montecitorio presidio 'Parlamento del lavoro'
ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 19:41
In contemporanea con il dibattito nell'Aula di Montecitorio sulle 'misure urgenti da adottare per contrastare la crisi economica in atto'.
Roma, 17 mar. (Labitalia) - Circa 300 lavoratori delle principali aziende in crisi del paese sono stati in presidio davanti alla Camera dei deputati in contemporanea con il dibattito nell'Aula di Montecitorio sulle 'misure urgenti da adottare per contrastare la crisi economica in atto'. In un'assemblea pubblica, lavoratori, sindacalisti e esponenti politici, hanno messo al centro la crisi e i suoi effetti sul lavoro e sull'occupazione, costituendo quello che è stato definito "il Parlamento del lavoro".
Dietro le parole "il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Palazzo. Parliamone fuori", lavoratori provenienti da diverse regioni d'Italia hanno rivendicato "il diritto che le istituzioni si occupino dei problemi veri del paese: la crisi che investe pesantemente il nostro paese e che il governo vuole negare nella sua cruda realtà", come ha sottolineato il responsabile del dipartimento Settori produttivi della Cgil nazionale, Salvatore Barone. Una realtà, come spiega la Cgil, "fatta da oltre 1 miliardo e 200mila ore di cassa integrazione dall'inizio della crisi e da stipendi da 750 euro al mese". E che il governo "abbia voluto negare la pesantezza della crisi", per Barone, lo dimostra il fatto "che oggi, per la prima volta dal suo insediamento, il governo discuta di crisi economica e di strategie per uscirne fuori".
La Cgil, con questa iniziativa che segue lo sciopero generale del 12 marzo, chiede di "chiudere la fase dei rinvii e di passare al varo di provvedimenti concreti a favore del lavoro nella consapevolezza condivisa che la crisi non è affatto alle nostre spalle".
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