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Confesercenti: art.18 non è priorità, ci preoccupa tema ammortizzatori

ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 19:12
"Le problematiche dell'art.18 non riguardano la stragrande maggioranza delle imprese di Confesercenti e di Rete Imprese Italia", spiega il vicedirettore generale Mauro Bussoni.


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Roma, 9 feb. (Labitalia) - Al tavolo per la riforma del mercato del lavoro, l'art.18 "non è una priorità, quello che invece ci preoccupa è il tema degli ammortizzatori sociali, perché, se per estenderli a tutti, si fanno pesare i costi su imprese e lavoratori, questa è una cosa che non ci possiamo assolutamente permettere". Così Mauro Bussoni, vicedirettore generale di Confesercenti, parla con LABITALIA dei temi sul tavolo del confronto tra governo e parti sociali.

"Le problematiche dell'art.18 -spiega Bussoni- non riguardano la stragrande maggioranza delle imprese di Confesercenti e di Rete Imprese Italia. E non abbiamo nessuna preclusione ad affrontare il tema invece di modifiche migliorative dell'operatività: tutto quello che può portare a una semplificazione e una riduzione del contenzioso è ben venuto".

"L'aspetto di cui in questo momento ci preoccupiamo -ribadisce il vicedirettore generale di Confesercenti- è quello degli ammortizzatori sociali e dell'eventuale costo che potrebbe gravare su imprese e lavoratori, che in questo momento invece non possono accettare alcun carico neppure minimo".

Bussoni spiega infatti che se anche "ci venisse chiesto un contributo pari all'1% questo si tramuterebbe in media per un lavoratore in un ammanco di 100-150 euro l'anno e per un'impresa con 10 dipendenti, in un costo di 1.500 euro annui". E si tratta di imprese che finora "hanno garantito occupazione".

Bussoni invita poi a ripensare anche all'uso degli ammortizzatori: "Occorre dire -avverte- che fino ad oggi in taluni casi la cassa integrazione è stata utilizzata anche in modo improprio e che magari ne hanno potuto usufruire per 6-7 anni aziende praticamente 'decotte'".


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