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Fillea Cgil, in Italia a operai edilizia salari netti inferiori a quelli europei

ultimo aggiornamento: 12 gennaio, ore 10:25
Presentata a Roma una ricerca che mette a confronto la condizione deigli edili italiani con quella dei colleghi europei.
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Roma, 12 gen. (Labitalia) - Salari lordi in linea con quelli degli altri paesi europei, ma stipendi netti e potere d'acquisto inferiori. E' la condizione economica degli operai edili italiani, secondo il sindacato di categoria Fillea Cgil, che ha messo a confronto la condizione dei lavoratori italiani con quella dei colleghi europei, usando come parametro i dati di una ricerca condotta dal sindacato europeo delle costruzioni. La ricerca, commissionata dalla Commissione europea, ha analizzato la situazione dei lavoratori delle costruzioni in 9 paesi (Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Ungheria). E i risultati, se confrontati con la situazione italiana, danno, secondo la Fillea che ne ha discusso oggi durante il seminario 'Salario, professionalità, organizzazione del lavoro, contrattazione territoriale: dall'esperienze dell'edilizia per andare oltre l'accordo separato', un panorama sconfortante della condizione degli edili nel nostro Paese.

Se, infatti, il salario lordo di un operaio specializzato italiano (1.883,97 euro) si avvicina quello degli altri paesi europei come Gran Bretagna (1.794,78), Finlandia (2.162,50), Spagna (1.612,36),le cose cambiano se si vanno a confrontare i salari netti. Ai 1.120,96 euro che al mese, infatti, vanno in tasca dei lavoratori senza figli a carico nel nostro paese (1.273,56 in caso con due figli), fanno da contraltare i 1.282,44 degli edili spagnoli, i 1.309,72 della Gran Bretagna, i 1.467,78 del Belgio, i 1.584,73 dei Paesi Bassi, i 1.658,12 della Danimarca, i 1.700,94 della Germania. Con l'Italia in questa 'speciale' classifica si posiziona in terz'ultima posizione: solo in Polonia (446,15 euro) e in Ungheria (199,35 euro), 'new entry' nella Comunità europea, gli edili guadagnano meno di quelli del Belpaese.

E la situazione non cambia di molto se si va a confrontare il salario orario degli operai specializzati italiani con quelli dei colleghi europei. Mentre ai nostri lavoratori vanno 10,89 euro all'ora, molto meglio stanno i danesi (17,46), i tedeschi (15,48) e i lavoratori dei Paesi Bassi (10,62). Peggio degli italiani stanno gli spagnoli (9,32), gli inglesi (10,62), polacchi (3,74) e ungheresi (1,88). Per la Fillea, alle prese in questo periodo con il rinnovo del contratto dell'edilizia, la condizione retributiva degli operai italiani, non in linea con quella degli altri paesi europei, è quindi frutto del fatto che "nel nostro Paese persiste un sistema fiscale sperequato che colpisce pesantemente solo il lavoro dipendente".

Senza dimenticare, ricordano dal sindacato, che dal confronto con gli altri paesi europei emerge "quanto siano differenti le condizioni salariali nei paesi europei e quanto sarà lungo il percorso per arrivare a una più reale integrazione". Differenze retributive che naturalmente si riversano sul salario con potere d’acquisto dei lavoratori. Gli italiani anche sotto questo aspetto stanno meglio, con 1.098,98 euro (senza figli a carico), solo di polacchi (826, 20) e ungheresi (316,43).

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