
Industria mineraria, raggiunta ipotesi accordo per 2010-13
ultimo aggiornamento: 19 ottobre, ore 19:33
Interessa circa 7.000 i lavoratori dipendenti da una settantina di imprese minerarie, prevalentemente ubicate in Sardegna e in Piemonte.
Roma, 19 ott. (Labitalia) - Partiti con tre piattaforme separate, anche i sindacati dei lavoratori delle miniere hanno raggiunto un'intesa unitaria con Assomineraria - Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale dell'industria mineraria, scaduto il 31 marzo scorso. Proprio oggi infatti Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil e Assomineraria, si legge in una nota, hanno raggiunto l'accordo riferito al triennio 2010-2013 (circa 7.000 i lavoratori dipendenti da una settantina di imprese minerarie, prevalentemente ubicate in Sardegna e in Piemonte).
L'intesa sottoscritta prevede un aumento medio sui minimi di 125 euro (al V livello), in tre 'tranche': dal 1 novembre 2010, 41 euro; dal 1 aprile 2011, 43 euro; dal 1 aprile 2012, 41 euro. Inoltre, una una tantum di 287 euro (o 328 a seconda delle articolazioni aziendali) coprira' il periodo di vacanza contrattuale 1 aprile - 30 ottobre 2010. In sostanza, nel triennio 2010-2013 entreranno nelle buste paga dei lavoratori 3.500 euro in più, "che -fa notare soddisfatto Gabriele Valeri, segretario nazionale Filctem-Cgil- rappresenta una concreta risposta in difesa del reddito dei lavoratori del settore, così duramente colpito dalla crisi".
In primo piano anche una serie di significative novità normative, a cominciare dal delicato tema dell'ambiente di lavoro e sicurezza, "per il quale -aggiunge Valeri- abbiamo realizzato che le società committenti (è il caso delle manutenzioni) debbano privilegiare le aziende più qualificate nel rispetto delle norme sulla sicurezza", così come negli appalti non si potranno esternalizzare le attività facenti capo al ciclo produttivo minerario.
Sul capitolo del mercato del lavoro, la novità è che i sindacati hanno ottenuto un significativo miglioramento rispetto alle precedenti norme, abbassando al 30% il ricorso ai contratti a tempo determinato e a 'somministrazione lavoro', con la loro conseguente trasformazione a tempo indeterminato una volta trascorsi i 44 mesi dovuti alla somma dei due periodi.
Per la previdenza integrativa, previsto un incremento della quota (fino all'1,7%) interamente a carico delle aziende. Sale anche, da 12 a 16 euro mensili, il contributo delle imprese a 'Faschim' (il fondo sanitario integrativo presente nel settore); analogamente diminuisce, da 12 a 8 euro, l'importo a carico per i lavoratori.
Infine, una vittoria per gli operai: anche loro potranno godere del giorno di ferie (prima ne fruivano solo gli impiegati) del Patrono, S.Barbara (4 dicembre). Tale ipotesi di accordo sarà sottoposta alla consultazione di tutti i lavoratori per la discussionee la conseguente approvazione.
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