
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi
ultimo aggiornamento: 15 giugno, ore 09:49
Barroso e Lewandowski sottolineano che "di fronte alla crisi più grave che l'Ue abbia mai conosciuto dalla sua istituzione, le negoziazioni sul quadro finanziario sono anche un banco di prova per la capacità dell'Unione di agire per forgiare il suo futuro".
Roma, 15 giu. (Labitalia) - "Il lavoro come priorità strategica, lanciando un piano straordinario per giovani e donne". Lo dice, a 'l'Unità', Stefano Fassina responsabile economia e lavoro del Pd, lanciando l'Assemblea del Pd sul lavoro che si tiene oggi a Napoli.
"Dobbiamo rimettere ordine tra variabili strumentali e obiettivi. Le variabili strumentali sono gli spread, i saldi di finanza pubblica; l'obiettivo è valorizzare la persona che lavora. Se continuiamo a parlare come broker di Wall street saremo incomprensibili, in particolare per le giovani generazioni", dice il responsabile Economia del Pd.
"Che fosse necessario andare al riordino di uno strumento importante quale è la protezione civile era consapevolezza di molti. Ciò non solo per recuperarne la funzione originaria, dopo i gravissimi snaturamenti introdotti dal Governo Berlusconi. Ma anche perché il nostro Paese, a grave rischio sismico e con un dissesto del suolo che ha pochi eguali, è caratterizzato dall'assenza di una pratica coerente di prevenzione e da un accavallarsi di norme in materia". Lo scrive su l''Unità' Enrico Panini segretario confederale Cgil.
"La previsione della possibilità di superare il blocco della spesa derivante dal patto di stabilità - che, insisto, non può sostituirsi alla necessità di alimentare strutturalmente lo specifico fondo - deve rappresentare, invece, la scelta in base alla quale si rafforza e qualifica ulteriormente l'impegno alla protezione e tutela della sicurezza dei propri cittadini, a partire da quelli socialmente più deboli".
"Siamo consapevoli che la previdenza non può sopportare trattamenti privilegiati. Chiediamo al Governo di affrontare con noi, in trasparenza, il problema del lavoro nel settore professionale, per rispondere all'esigenza dell'adeguatezza delle prestazioni e alla necessità di garantire, nel lungo periodo, l'equilibrio dei bilanci". A dirlo, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, Andrea Camporese presidente Adepp (Associazione delle casse professionali).
"Credo sia arrivato il tempo per una chiamata alla responsabilità reciproca - sostiene - non chiediamo soldi, non abbiamo ricette precostituite. I professionisti, però, sono parte del mondo del lavoro. Viviamo le difficoltà generali, ma abbiamo competenze che possono essere valorizzate".
"L'Ue deve assicurare che i problemi relativi alla competitività siano riconosciuti tempestivamente e affrontati con riforme strutturali. Questo è lo scopo del nostro nuovo modello di governance economica, comprese le nuove regole per la spesa dell'Ue. Fa parte di questa nuova governance una nuova politica di coesione che collega strettamente l’accesso ai fondi strutturali e di coesione e l’attuazione di riforme strutturali per la crescita mediante i cosiddetti contratti di partenariato". Lo scrivono, su 'La Stampa', José Manuel Barroso presidente della Commissione europea e Janusz Lewandowski commissario europeo alla Programmazione finanziaria e al Bilancio.
"Proponiamo - scrivono - che i futuri bilanci dell'Ue investano molto di più in ricerca e innovazione, efficienza energetica, istruzione e infrastrutture, conformemente alla nostra strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile".
"Il quadro finanziario pluriennale - sottolineano Barroso e Lewandowski - è più di un'agenda per la crescita e l'occupazione. Di fronte alla crisi più grave che l'Ue abbia mai conosciuto dalla sua istituzione, le negoziazioni sul quadro finanziario sono anche un banco di prova per la capacità dell'Unione di agire per forgiare il suo futuro".
"L'Italia sta percorrendo la strada giusta per uscire dalla crisi, essendosi impegnata in una serie di riforme importanti che ora vanno implementate e i cui risultati si vedranno col tempo". Lo dice in un'intervista al 'Corriere della Sera' il numero uno della Banca centrale tedesca Jens Weidmann. "Il premier Mario Monti - spiega - negli ultimi mesi si è impegnato in riforme importanti, ora si tratta di implementarle, ed è un processo che prende tempo prima che dia i suoi frutti".
Il governatore della Bundesbank spiega di non credere alla teoria del "prossimo in fila", che vede nell'Italia il nuovo candidato al contagio, e reputa sufficiente il margine di sicurezza garantito dall'ammontare del pacchetto di aiuti annunciato per salvare il settore bancario spagnolo, pari a 100 miliardi di euro". Alla vigilia delle elezioni in Grecia, Weidmann respinge la tendenza a indicare tale appuntamento come l'unica questione sul tappeto ma avverte che se Atene non rispettasse gli accordi verrebbero interrotti i finanziamenti internazionali.
"E questo può avere ripercussioni sulla sua possibilità di rimanere nell'euro" ammette il numero uno della Bundesbank. Sul tema degli eurobond, Weidmann spiega poi che va affrontato discutendo delle cessioni di sovranità e della via comune verso quella che sarebbe un'unione politica, passo necessario per un debito comune. Ma "chiedere soltanto gli eurobond non ci porta da nessuna parte".
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