
Schiavella (Fillea), a imprese in edilizia chiediamo coerenza su legalità
Il leader della Fillea Cgil, Walter Schiavella (foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 30 aprile, ore 13:27
Il leader del sindacato da Palermo, basta con logica 'piccole imprese uguale minori regole'
Palermo, 30 apr. (Labitalia) - "Dove sta la coerenza delle imprese?". E’ la domanda che ha posto oggi il segretario generale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, aprendo la conferenza stampa di presentazione, nella Camera del Lavoro di Palermo, del pacchetto di proposte degli edili Fillea sul tema delle aziende confiscate e sequestrate alle mafie, a trent’anni dalla morte di Pio La Torre, ispiratore della legge che diede il via ad una nuova e determinante fase di contrasto ai poteri della criminalità organizzata con l’introduzione del reato di associazione mafiosa, il sequestro e la confisca dei beni.
"Con le imprese -ha ricordato Schiavella- abbiamo in questi anni condiviso la necessità di affermare pienamente la legalità come premessa per rilanciare lo sviluppo, le regole come terreno per una sana competizione che selezionasse le imprese di qualità, la regolarità del lavoro come condizione di crescita verso un modello di sviluppo orientato alla sostenibilità, ma ogni volta che si arriva al punto di tradurre i principi in norme efficaci e cogenti -avverte- ecco che rispunta il ritornello sulla burocrazia, sulle regole che intralciano il libero dispiegarsi dell'attività imprenditoriale, sulla scarsa flessibilità che rende poco produttivo il lavoro, sulla specificità di un modello di impresa piccola, frammentata e destrutturata ma ancora proposto come vincente".
"Di fronte alla corruzione che inquina il mercato, di fronte alla penetrazione criminale nel settore delle costruzioni -ha spiegato ancora Schiavella- di fronte al dilagare della concorrenza al ribasso, del lavoro nero ed irregolare, dello sfruttamento e dell'insicurezza che genera centinaia di omicidi nei cantieri, la coerenza deve far premio sugli interessi di bottega".
E allora, si chiede il leader del sindacato degli edili della Cgil, "come non affrontare davvero la necessità di dare regole trasparenti al mercato degli appalti senza piegarsi alla logica della corruzione e dei ribassi?" e "Come non agire concretamente con norme cogenti ed esigibili contro ogni utilizzo nel settore di forme assurde di flessibilità come il lavoro a chiamata, le partite Iva, l'associazione in partecipazione?".
Non più tollerabile per gli edili Cgil "che la difesa di un modello di micro impresa, come quello che oggi interessa la stragrande maggioranza del le aziende di settore, giustifichi in virtù di questo nanismo regole più blande in materia di trasparenza, di fisco, di sicurezza". Schiavella chiede una legge sulla qualificazione di impresa che però "non riesce a vedere la luce per l'ostilità delle associazioni artigiane, ma soprattutto per l'inerzia del governo" . "Basterebbe attivare quella delega prevista dal dlgs 81 in materia di sicurezza sul lavoro rendendo cogente la cosiddetta patente a punti per tutte le imprese che mettono piede nei cantieri secondo l'avviso comune sottoscritto dai sindacati di categoria e da quasi tutte le Associazioni imprenditoriali". Ma il ministro Fornero "è latitante e nel frattempo nei cantieri continuano irregolarità ed omicidi sul lavoro" ha concluso Schiavella.
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