
Censis, integrare copertura assistenziale con ricollocazione al lavoro
ultimo aggiornamento: 12 gennaio, ore 13:23
Lo scenario richiede strumenti che possono combinare le risorse pubbliche non spese per la cig e i fondi bilaterali.
Roma, 12 gen. (Labitalia) - Incertezza sempre più generalizzata e crescente mobilità nel mercato del lavoro. Uno scenario che richiede strumenti che possono combinare le risorse pubbliche non spese per la cig e i fondi bilaterali con la partecipazione degli individui e delle famiglie, in una strategia complessiva che, integrando la copertura assistenziale con la formazione e la ricollocazione nel mercato del lavoro, sospinga l'uscita definitiva del sistema dalla logica dell'assistenzialismo. Questa la conclusione cui giunge il Censis nel suo progetto 'Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali', realizzato in collaborazione con Unipol e la cui sintesi è pubblicata nella collana 'Note e commenti' dell'istituto di ricerca.
"Di fatto, il sistema italiano - si spiega - si caratterizza per una commistione, in alcuni casi perversa, tra welfare categoriale e assicurativo: da un lato, le garanzie sono riservate ai lavoratori in base alla loro collocazione nel sistema produttivo, secondo un principio di 'riequilibrio' rispetto ad esso (di qui la distinzione, forte, tra welfare dei dipendenti e welfare degli autonomi), e dall'altro sussiste un principio assicurativo, per cui quanto più premio si paga, tanta più copertura si otterrà".
"E' evidente che questo intreccio produce categorie iperprotette (dipendenti ad alto reddito) - si avverte - e categorie pressoché prive di copertura (autonomi a basso reddito). Il decisore politico si è dimostrato consapevole del problema, e nell'emergenza della crisi economica ha individuato negli ammortizzatori in deroga una risposta che si è rivelata efficace, ma è evidente che il sistema degli ammortizzatori sociali vada riformato nel suo complesso, in senso inclusivo e valorizzando anche il ruolo che il mondo assicurativo può rivestire".
"L'intervento sulla discontinuità e sulle incertezze del lavoro, sia dipendente che autonomo, è stato infatti sempre pensato ex post, ovvero a sanare - chiarisce - le situazioni di crisi con gli ammortizzatori sociali, e soprattutto con la cassa integrazione".
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