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Friuli Venezia Giulia, accesso a fondo precari e tirocini per giovani inoccupati

ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 17:59
Un sostegno alle catogorie che più risentono degli effetti della crisi.
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Trieste, 18 mar. (Labitalia) - Anche i lavoratori che sono stati sospesi o posti in riduzione di orario con ricorso alla cigs, alla cassa integrazione in deroga e i disoccupati potranno chiedere i finanziamenti, garantiti dal fondo precari, per l'acquisto di beni di consumo durevoli e per il credito al consumo in Friuli Venezia Giulia. Lo ha confermato questa mattina alla commissione Lavoro l'assessore regionale al Lavoro, Università e Ricerca, Alessia Rosolen, spiegando che il regolamento di gestione del fondo precari è stato così modificato in modo da recepire quanto previsto dall'accordo stipulato lo scorso 1° marzo tra la regione, le banche regionali, le rappresentanze sindacali, l'Anci e l'Upi.

Sempre a sostegno delle categorie che più risentono degli effetti della crisi e, nel caso specifico, dei giovani che hanno difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, la regione ha predisposto, come ha spiegato l'assessore Rosolen, un regolamento che norma la formulazione e l'accesso ai tirocini formativi e di orientamento, che "rappresentano una modalità di inserimento - ha confermato - finalizzata all'acquisizione di competenze tecniche e di relazione utili ad agevolare le scelte professionali".

La novità è data dall'inserimento nella regolamentazione della legge regionale 18/2005 dei tirocini estivi di orientamento, che favoriscono l'accesso di giovani e adolescenti alle conoscenze di base e l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. L'accesso al normale tirocinio è previsto per persone inoccupate o disoccupate che abbiano assolto all'obbligo scolastico e abbiano compiuto i 18 anni. Centri per l'impiego, università, uffici e istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale, comunità terapeutiche e servizi di inserimento lavorativo dei disabili avranno il compito di promuovere i tirocini, anche su proposta degli enti bilaterali, dei datori di lavoro, delle associazioni sindacali e dei lavoratori.

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