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Milleproroghe: via libera commissioni Camera con modifiche pensioni

ultimo aggiornamento: 20 gennaio, ore 15:51
I lavoratori precoci non saranno penalizzati se andranno in pensione, fino al 2017.


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Roma, 20 gen. (Labitalia) - Via libera al 'milleproroghe', da parte delle commissioni della Camera, con le modifiche sul capitolo pensioni. I lavoratori precoci non saranno penalizzati se andranno in pensione, fino al 2017. La copertura arriverà anche dall'incremento dei contributi degli autonomi, allo 0,15% nel 2016.

Le commissioni hanno quindi licenziato il provvedimento, con mandato al relatore, con le modifiche sul capitolo pensioni presentate questa mattina, su cui il Welfare ha espresso le proprie perplessità. Restano ancora da risolvere i nodi relativi al rinnovo dei contributi da destinare al fondo per l'Ippica, che è stato rinviato al comitato dei 18. Via libera, invece, all'emendamento che estende anche a quest'anno la franchigia dei lavoratori italiani che lavorano nei vicini paesi con cui l'Italia non ha sottoscritto accordi specifici per la tassazione, come la repubblica di San Marino o il principato di Monaco. L'importo della franchigia non tassabile sarà pari a 6.700 euro.

I lavoratori precoci, quelli che hanno raggiunto i 42 anni di contributi ma non i 62 anni d'età, potranno quindi andare in pensione fino al 2017, senza penalizzazioni. Per il conteggio dell'anzianità contributiva saranno validi anche i periodi di assenza dal lavoro per gravidanza e servizio militare, per malattia, infortunio e cig, mentre resta fuori da conteggio il riscatto degli anni di università.

La copertura arriverà da un incremento delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi che a regime, nel 2016, sarà dello 0,15%. Si prevede, a partire dal primo gennaio 2013, un incremento dello 0,01% delle aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computi delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigianali, commercianti e coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alle relative gestioni autonome Inps.

Novità anche per gli esodati, cioè coloro che hanno lasciato il lavoro prima di raggiungere i requisiti per andare in pensione, facendo riferimento al vecchio sistema previdenziale, che potranno utilizzare le vecchie regole. Viene inoltre fissato un nuovo termine per l'emanazione del decreto ministeriale, che individua la platea di soggetti esclusi dalla riforma (30 giugno 2012). La deroga alle regole previdenziali inserite con l'ultima manovra, si spiega, potrà interessare anche coloro il cui rapporto di lavoro "si sia risolto, in ragione di accordi individuali stipulati in data antecedente" a quella di entrata in vigore della manovra di dicembre.

La data di cessazione del rapporto di lavoro, si legge nella norma, dovrà risultare da "elementi certi e oggettivi, indicati nel medesimo decreto ministeriale; il lavoratore alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, dovrà risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi" che avrebbero conseguito il trattamento pensionistico entro 24 mesi. Il testo stabilisce inoltre che le risorse a disposizione saranno quelle già iscritte a bilancio, per i lavoratori messi in mobilità prima del 4 dicembre 2011. Ulteriori risorse, se quelle individuate non saranno sufficienti, arriveranno da un aumento del contributo che le imprese versano per gli ammortizzatori sociali.


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