
Petriccioli (Cisl): previdenza complementare obbligatoria per adeguatezza
Il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli
ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 16:55
Il dirigente sindacale: fondi contrattuali di settore per rendere più flessibile il pensionamento
Roma, 9 feb. (Labitalia) - "Le misure di riforma del sistema previdenziale adottate dal governo ci consegnano due questioni che è quanto mai necessario e urgente affrontare, affinché non rimangano insolute: l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche e il tema dell'usura oggettiva e soggettiva del lavoro". Lo ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, intervenendo ai lavori del convegno 'La previdenza dopo la riforma fra l'incognita della crescita e la sfida demografica', organizzato oggi dalla Cisl.
"La più lunga permanenza al lavoro, in uno scenario di aumento della longevità della popolazione italiana, non risolve da sola - ha avvertito - il problema dell'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche. C'è un'emergenza generazionale, resa ancora più acuta dall'elevata precarizzazione dei rapporti di lavoro e dalla bassa diffusione della previdenza complementare nei settori della piccola e media impresa e del pubblico impiego".
"Se il secondo pilastro è necessario - ha spiegato - per raggiungere un livello di pensione dignitoso, esso deve essere reso effettivamente esigibile per tutti i lavoratori e per tutti i settori produttivi. La strada non è, dunque, quella proposta dal governo di un 'travaso' di contribuzione dal sistema previdenziale obbligatorio verso quello complementare privato, ma quella di rendere generalizzata l'adesione ai fondi pensione".
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