
Spi Cgil, da volontariato anziani 18,3 miliardi l'anno
ultimo aggiornamento: 21 aprile, ore 17:14
Oltre 4,7 mln di over 55 sono impegnati in aiuti informali. Lo rivela uno studio dell'Ires per lo Spi. Cantone: "I nonni sostituiscono gli asili nido, le scuole materne e sopperiscono alla mancanza dei servizi".
Roma, 21 apr. (Labitalia) - Il nonno non è solo un aiuto prezioso per la mamma che lavora o un compagno di giochi per il nipotino. Da oggi, sarà bene considerare gli anziani sotto una luce diversa: l'Ires Cgil, infatti, ha stimato in ben 18,3 mliliardi di euro il valore aggiunto prodotto dalla popolazione over 55 nelle cosidette 'attività informali' quali appunto il sostegno ai carichi familiari o l'impegno nelle organizzazioni di volontariato. Una risorsa vera e propria che equivale all'1,2% del Pil e che, oltretutto, genera anche economie esterne positive, soprattutto a favore delle donne.
"Sul totale dei circa 23 milioni di pensionati italiani, 6 milioni hanno una pensione inferiore a 700 euro al meno e, fra questi, 4 milioni, la maggioranza, ha una pensione di meno di 500 euro al mese". Lo afferma la segretaria generale dello Spi Cgil, Carla Cantone con LABITALIA, a margine della presentazione della ricerca dell'Ires. A fronte di questo trattamento economico, prosegue Cantone "sono proprio le persone tra i 55 e i 75 anni che contribuiscono a sostituire un welfare che nel nostro Paese non c'è".
"La ricerca conferma - asserisce Cantone - che i nonni sostituiscono gli asili nido, le scuole materne e sopperiscono alla mancanza dei servizi che dovrebbero essere finanziati dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, che, invece, mette a disposizione solo poche risorse. E nel nostro Paese -ricorda la sindacalista- i non autosufficienti sono circa 3 milioni". Poiché si tratta di persone "con pensione molto bassa -sottolinea Cantone- chiediamo al governo aprire subito un tavolo per rivedere il calcolo per le pensioni e per estendere ai pensionati la 14ma".
Lo studio 'Il capitale sociale degli anziani. Stime sul valore dell'attività non retribuita', commissionato dallo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, è stato presentato questa mattina a Roma da Carla Cantone, segretario generale Spi Cgil. Sono intervenuti anche i ricercatori Ires Beppe De Sario e Alessia Sabbatini, e la responsabile del coordinamento scientifico, Maria Luisa Mirabile. Nelle attività di cura delle persone, nelle reti familiari o di prossimità e nelle attività di volontariato di interesse collettivo, gli anziani rappresentano "una dimensione di grande rilievo": gli over 54 impegnati nell'aiuto gratuito in Italia sono 4.701.000 (su un totale di circa 13 milioni di italiani impegnati in aiuti informali) e garantiscono ogni 4 settimane più di 150 milioni di ore di aiuto. Dagli anziani, insomma, arriva più della metà dell'intero monte ore dell'aiuto informale e gratuito erogato dai cittadini italiani. Inoltre, considerando le diverse tipologie e i destinatari degli aiuti, gli over 54 assolvono a circa l'80% delle ore di aiuto destinate all'assistenza dei bambini, e un assai significativo 40% delle ore destinate all'assistenza di adulti, evidenziando un doppio carico di cura. L'Ires paragona queste attività (al netto dell'aiuto rivolto ai bambini) a un monte retribuzioni di circa 348.660.984 euro per 4 settimane, cioè 4.183.931.808 euro l'anno.
Ma l'impegno più rilevante degli anziani è proprio con i bambini e, in particolare, con i nipoti. In Italia, si legge nello studio, ci sono 6.911.000 nonni. Di questi 'solo' 936.000 non si prendono mai cura dei nipoti, ma ben 5.948.000 lo fanno, in misura e modi diversi. Le stime proposte suggeriscono che l'impegno dei nonni possa essere quantificato tra i 103 e i 194 milioni di ore ogni quattro settimane. Il valore del 'lavoro dei nonni', in termini di equivalente retributivo, potrebbe ammontare a una cifra compresa tra 566.600.094 (minimo) e 1.063.541.378 di euro (massimo) per quattro settimane. Comunque, sottolinea ancora l'Ires, l'equivalenza reddituale del 'lavoro degli anziani' non è la sola dimensione del contributo delle generazioni mature al benessere sociale". E la stima del contributo dato dagli anziani con le attività informali di 18,3 miliardi di euro l'anno è "una cifra nient'affatto irrilevante -sottolineano i ricercatori- specie se paragonata ad altre grandezze di solito considerate impropriamente 'a debito' degli anziani". L'Ires cita a proposito che "il Fondo nazionale per la non autosufficienza per il 2009 è stato finanziato con soli 400 milioni di euro; il Fondo nazionale per le politiche della famiglia vede uno stanziamento di 185 milioni (137 milioni previsti per 2010); le pensioni di anzianità erogate dall'Inps ai lavoratori dipendenti (2 milioni 233 mila pensioni) nel 2009 ammontavano a circa 3,76 miliardi di euro".
dentro Lavoro
articoli correlati
tutte le notizie di Welfare


























