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Welfare: sindacati chiedono tavolo e fondi per non autosufficienza

ultimo aggiornamento: 21 luglio, ore 20:20
Presentato dai ministri Sacconi e Fazio il Rapporto 2010
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Roma, 21 lug. (Labitalia) - Avviare subito un tavolo e finanziare il fondo per la non autosufficienza. A richiederlo i sindacati, commentando la presentazione del Rapporto 2010 sulla non autosufficienza, da parte dei ministri del Lavoro e Politiche sociail, Maurizio Sacconi, e della Salute, Ferruccio Fazio.

"Così come chiediamo da anni, è necessario un finanziamento adeguato del Fondo nazionale a sostegno delle persone non autosufficienti". A ribadirlo è la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica. Le cifre rese note oggi, aggiunge la dirigente sindacale, "sono state spesso analizzate dalle forze sociali, impegnate a garantire i diritti alle persone, soprattutto anziane, non autosufficienti". "Sono proprio queste cifre, e le proiezioni sull'invecchiamento della popolazione - ricorda - e sul conseguente aumento della domanda di servizi, che ci fanno chiedere da anni un finanziamento adeguato del Fondo nazionale a sostegno delle persone non autosufficienti".

Il governo fino ad oggi, spiega Lamonica, "ha finanziato il Fondo con soli 400 milioni che la manovra finanziaria cancella per i prossimi anni". "Nel contempo - avverte - è diminuita la quota destinata alle regioni dal Fondo nazionale delle politiche sociali e con l'ultima manovra si sono tagliati ulteriormente i trasferimenti ai territori a tutto danno dei servizi alle persone e alle famiglie". La Cgil chiede, quindi, al governo di "aprire un tavolo di confronto con le forze sociali e le rappresentanze istituzionali che abbia al centro il finanziamento del Fondo nazionale, alla luce della legge che deve essere varata per la definizione dei livelli essenziali, così come previsto dalla stessa legge quadro per il federalismo fiscale e dell'aggiornamento dei 'Lea' sanitari". Secondo Lamonica, "senza un confronto con tutti i soggetti interessati e un piano di investimenti per rafforzare la rete dei servizi, la situazione delle persone non autosufficienti è destinata a peggiorare ulteriormente a danno soprattutto delle famiglie interessate che - conclude - attualmente sopportano il carico maggiore sia assistenziale che finanziario".

Da parte sua, il segretario confederale della Cisl, Pietro Cerrito, avverte: "Da tempo abbiamo posto come urgente il tema della garanzia dei diritti fondamentali alla cura, all'assistenza, all'integrazione sociale delle persone non autosufficienti e del sostegno alle famiglie, non soltanto in termini di ristoro economico, ma anche di conciliazione del lavoro con l'attività di cura e di sistema dei servizi". Per la Cisl, "l'aver ottenuto per il quarto anno consecutivo il finanziamento del Fondo nazionale ha rappresentato un risultato importante, ma non sufficiente: infatti, data la rilevanza strategica del problema, si tratta di rendere strutturale la misura finanziaria attraverso l'approvazione di una legge nazionale".

"Le organizzazioni confederali e la Federazione dei pensionati Cisl - continua il sindacalista - per favorire questo risultato hanno presentato da tempo una proposta di iniziativa popolare che sembra ancora di grande attualità, soprattutto alla luce del dibattito apertosi tra governo e Regioni sulle risorse nazionali del sistema socio-sanitario e il loro utilizzo. Nello scorso mese di maggio - ricorda Cerrito - la Cisl ha ottenuto l'assicurazione dal ministro Fazio che si sarebbe aperto un tavolo di confronto congiunto con il ministro Sacconi sulle prospettive dell'assistenza alle persone non autosufficienti per creare quelle sinergie necessarie ad affrontare un problema di così vasta portata. Reiteriamo la richiesta - conclude Cerrito - affinché si avvii una discussione e un confronto di più ampia portata con le parti sociali e tutto il sistema delle autonomie locali, a partire dal tema dei livelli essenziali di assistenza e delle forme integrative a essi, che coinvolga e responsabilizzi tutti gli attori nella definizione di una riforma del sistema".

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