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Fra i principi dell’Islam c’è proprio il divieto dell’uso di strumenti musicali

Arriva il 'Taqwacore' e Maometto si trasforma in un punk rocker (VIDEO)

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ultimo aggiornamento: 20 marzo, ore 16:51
Roma - (Adnkronos) - La subcultura musicale, che stravolge alcuni principi fondamentali dell'ortodossia islamica, sta acquistando sempre più sostenitori negli Stati Uniti. I versetti del Corano 'rivisitati' raccontano di donne che diventano Imam e omosessuali accolti a braccia aperte nelle moschee
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Roma, 20 mar. (Adnkronos) – I versetti di Maometto rivisitati in forma neo punk, che raccontano di donne che diventano Imam, omosessuali accolti a braccia aperte nelle moschee e di un mondo fantascientifico, dominato dall’Arabia Saudita. E’ arrivato il ‘taqwacore’, la nuova sottocultura musicale che sta emergendo con forza negli Stati Uniti e che stravolge alcuni dei principi fondamentali dell’ortodossia islamica. Il movimento, in esponenziale crescita negli Stati Uniti tra i giovani immigrati musulmani, fa derivare il nome dalla contrazione delle parole ‘taqwa’ (timore di Allah ) e ‘hardcore’, ed unisce principi islamici- seppur rivisitati in chiave moderna- con musica rock-punk delle più spinte. Un connubio che potrebbe sembrare assurdo, soprattutto se si pensa che, fra i principi dell’Islam, c’è proprio quello del divieto dell’uso di strumenti musicali. Ma che in America si è sviluppato grazie al romanzo omonimo di Michael Muhammad Knight, nero americano convertitosi all’Islam nel 1992 dopo aver letto la biografia di Malcom X. Nel suo libro, uscito in Italia col nome di ‘Islampunk’, come una sorta di Jack Kerouac islamico Knight si ripropone di cercare una ‘rinascita’ all’interno di principi obsoleti da mettere in crisi, creando nuovi modelli da seguire.

E così, su Youtube oggi impazzano sempre più le performances di gruppi taqwacore dai nomi significativi come Vote Hezbollah, Infibulates e Osama Bin Laden’s tunnel diggers, fino ai più noti Kominas nelle quali giovani rockers arabi e fanciulle con il burqa si dimenano come fossero ad un concerto dei Sex Pistols. Un ossimoro culturale così paradossale potrebbe minare, alla lunga, i principi più ferrei dell’ortodossia islamica? “Escludo categoricamente che il fenomeno abbia vita lunga – dice all’ADNKRONOS Massimo Zucchi, ex vicepresidente dell’Unione Islamici Italiani - perché ogni volta che c’è stato un movimento che conteneva elementi contrari all’ortodossia si è sgretolato in pochissimo tempo”. L’uso degli strumenti musicali è davvero vietato ai giovani musulmani? “C’è un detto, attribuito al Profeta, che sostiene che uno dei segni della fine del mondo sarebbe stato proprio il momento in cui si fosse permesso l’utilizzo di strumenti musicali – spiega Zucchi –. C’è unanimità sul divieto non si converge sulla sua gravità”. Percussioni e voce ad esempio, spiega l’islamico, sono ammesse. “In Palestina c’è un gruppo rap che ha avuto un enorme successo, e non è stato contestato dai sapienti, nessuno ha avuto niente in contrario. Usano solo percussioni e voce, sono bravissimi”. E in Italia, è possibile che si creino movimenti come il taqwacore? “Per quel che posso dire con la mia esperienza non credo proprio - afferma Zucchi. Anche in Italia esiste naturalmente l’espressione del malessere giovanile tra i giovani musulmani, che spesso vivono la crisi di trovarsi a metà tra Oriente e Occidente. Ma si risolve con la consapevolezza e lo studio dei testi”.

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