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Contro lo spopolamento di Venezia, la città celebra il suo funerale (VIDEO)

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ultimo aggiornamento: 14 novembre, ore 19:56
Venezia - (Adnkronos/Ign) - Una piccola bara rosa è stata posata a bordo di una imbarcazione tipica della laguna, una balottina coloratissima che porta il nome di Katia Ricciarelli. Gli scienziati del progetto Genographics raccolgono il dna dei veneziani. Lanciata anche una raccolta firme per "Aspiranti Veneziani"
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Venezia, 14 nov. (Adnkronos/Ign) - Detto fatto: si e' celebrato oggi il funerale di Venezia. La piccola bara rosa e' stata posata a bordo di una imbarcazione tipica della laguna, una balottina coloratissima che porta il nome di Katia Ricciarelli. In breve un gruppo di contriti veneziani ha deposto una corona di fiori gialli sul feretro: cosi' il corteo si e' avviato verso la sede del Comune lagunare, a Ca' Farsetti, ad un passo dal Ponte di Rialto. Li' sono stati letti i numerosi telegrammi di cordoglio inviati al sito venessia.com, associazione organizzatrice dell'evento per sensibilizzare sullo spopolamento della citta'.

Gli abitanti sono scesi sotto la soglia critica dei 60mila: un tetto che, secondo l'associazione 'segna una sorta di punto di non ritorno verso il declino abitativo della città e la sua conseguente morte.

Dal canto suo il Comune, riportando un commento dell'assessore alle Politiche della residenza, Mara Rumiz, sostiene che "alla data del 13 novembre, l'Ufficio Statistica del Comune registra 60.025 residenti nella città storica (27.688 maschi, 32.337 femmine). La soglia dei 60 mila residenti non è stata ancora stata sfondata, sia pure per 25 abitanti, e quindi "sarà come fare un funerale a babbo vivo, che in genere porta un po' di sfortuna".

La celebrazione però è nata in realta' per dare speranza: infatti, dopo la lettura dei telegrammi e dell'orazione, dinnanzi al feretro coperto con la bandiera della Serenissima, questo e' stato violentemente scoperchiato (a pedate) per dare la possibilita' di librarsi in volo, dai resti della Venezia da seppellire, di una Fenice quale simbolo della rinascita della venezianita'.

Contemporaneamente gli scienziati del progetto Genographics, voluto dal Worcester Polytechnic Institute del Massachusetts (Usa), hanno provveduto a raccogliere il dna dei veri veneziani, con un buon successo. Contestualmente è stata avviata una raccolta firme per "Aspiranti Veneziani". Ecco l'appello, gia' sottoscrivibile via web, fatto da Venessia.com: "sei stufo di vivere in una citta' qualsiasi? Vuoi uscire dal grigiore delle citta' moderne? Sei insofferente al degrado e al traffico della tua citta'? Sei stanco di vivere nell'insicurezza? Hai voglia di uscire dal tran-tran quotidiano fatto di macchina, lavoro e casa? Cerchi una citta' sicura dove crescere la tua famiglia? Sei un veneziano che si e' trasferito in terraferma e ora ha nostalgia di casa? Sei un visitatore rimasto incantato da Venezia? Insomma: sogni di vivere a Venezia? Questa petizione e' rivolta a te! Venezia, citta' modello al mondo per vivibilita', sicurezza, cultura e tradizioni, sara' onorata di accogliere te e la tua famiglia".

Quindi a chiunque volesse trasferirsi con armi e bagagli in citta' la disponibilita' e' massima: chi non ha mai sognato di vivere a Venezia? "Aderendo a questa petizione internazionale - spiegano da Venessia.com - contribuisci a rendere questo sogno realta'. Le adesioni saranno presentate pubblicamente al Comune di Venezia al quale verra' chiesto di attivare una riforma radicale nel campo della politica residenziale per ripopolare la citta'".

Durante la celebrazione di oggi sono stati letti decine di telegrammi virtuali di condoglianze inviati via web a Venessia.com.

Eccone qualcuno: "La mattina in cui ho visto sul conta-veneziani a San Bartolomio lampeggiare la cifra 59.984 mi sono sorpreso, io ateo, a farmi il segno della croce. Come quando passa il morto. I residenti, almeno quelli ufficiali, da quel momento erano meno dei gorilla di montagna dell'Uganda, specie dichiarata ad altissimo rischio di estinzione dal Wwf e per la quale l'etologa Diane Fossey negli anni Settanta si fece ammazzare. Non risulta che nessuno sia disposto al momento a sacrificarsi per salvare gli ultimi veneziani" scrive Pierluigi ricordando il display che in centro città, nella vetrina di una farmacia, viene quotidianamente aggiornato con il numero dei residenti.

Lo stesso 'conta-veneziani', così è stato chiamato, compare sul sito Venessia.com e viene riportato mensilmente anche sulle pagine della rivista veneziana indipendente 'Il Gazzettino Illustrato'. E ancora: "Venezia come l'Araba Fenice: dalle sue ceneri ne nascerà una nuova!!!" auspica Cesare. "Venezia è morta: desolato - dice Marco - per questa perdita irreparabile resta solo la città vuota e infestata da mutevoli umani frettolosi, a volte sbarcati da mostruose navi (aliene?), altre volte di incerta provenienza: unica certezza è la loro veloce razzia seguita da improvvisa sparizione al calare del sole. Intanto, noi superstiti, in attesa della consegna dei costumi tratti dal repertorio della Commedia dell'Arte, forniti dal Comune e Assessorato alla Cultura, avremo presto un nuovo ruolo di comparse da fotografare, affinché la città di Venezia sia più pittoresca, magari meglio del Venetian di Las Vegas, così non deluderemo turisti e mercanti, e, finalmente, smetteremo di lamentarci".

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