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Etica, conoscenza ed esperienza: le soluzioni affinchè la consulenza finanziaria diventi uno strumento di welfare
ultimo aggiornamento: 18 novembre, ore 17:11
(IMMEDIAPRESS) UNI: Etica, conoscenza ed esperienza: le soluzioni affinchè la consulenza finanziaria diventi uno strumento di welfare
Presentata all’Università Cattolica del Sacro Cuore la norma UNI ISO 22222 sulla pianificazione finanziaria personale "di qualità": uno strumento per ricostruire la fiducia dei risparmiatori
Milano, 18 novembre 2009
Il cittadino/consumatore è in difficoltà: gli effetti disastrosi della crisi finanziaria non gli hanno fatto smettere di risparmiare anzi, secondo alcuni dati GFK Eurisko - presentati da Fabrizio Fornezza - aumenta la percentuale di famiglie italiane che risparmia (71%) e anche la quota di reddito dedicata al risparmio (12,4%), ma ha perso la fiducia nel mercato e nelle banche.
Il risparmio così "gira a vuoto" e non viene impiegato per sostenere progetti per il futuro (casa, scuola, pensione...).
Per fare ripartire il ciclo virtuoso del risparmio, il cittadino/consumatore chiede "buona consulenza finanziaria" (soprattutto la fascia dei "non investitori", cioè quel 69% che non è mai andato al di là del conto corrente o di un deposito vincolato...) e l’interesse è maggiore quanto più elevato è il valore aggiunto del servizio di consulenza finanziaria proposto.
Secondo gli esperti presenti al convegno organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, MilanoFinanza, Progetica e UNI (Forum Internazionale della consulenza finanziaria, Milano 18-19 novembre) il pacchetto delle soluzioni più adatte al problema è contenuto nella norma UNI ISO 22222 sui requisiti per i pianificatori finanziari, economico/patrimoniali personali (personal financial planning).
Secondo Lauren Willis (Loyola Law School, Los Angeles USA), Jackie Wells (Resolution Foundation, UK), Peter Lefferts (American Express Bank, USA) e Patrick Dufour (Association Francaise dei Conseils en Gestion de Patrimoine Certifiés, FRA) i requisiti etici stabiliti dalla UNI ISO 22222, le 6 fasi formali del processo di consulenza (definizione della relazione professionale, acquisizione delle informazioni dal consumatore e definizione degli obiettivi ed aspettative, analisi e valutazione dello status finanziario del cliente, sviluppo e presentazione del piano finanziario, implementazione del piano finanziario, monitoraggio del piano finanziario e della relazione professionale), i requisiti di competenza ed esperienza nonché la possibilità di certificazione del servizio "a norma" sono buona parte della soluzione, anche perché sono strumenti che danno vantaggi ad entrambe le parti contraenti: il consulente/pianificatore finanziario qualifica la propria prestazione e il cliente/consumatore ha maggiori elementi decisionali.
Secondo Lauren Willis il consumatore ha bisogno della norma UNI ISO 22222 come strumento di "autodifesa", perché se l’uso della norma non si diffonde velocemente, quando si sarà ricreata la fiducia il mercato USA presenterà gli stessi rischi che hanno portato al collasso del 2008.
Secondo Peter Lefferts l’approccio italiano alla soluzione della crisi di credibilità della consulenza finanziaria è stato esemplare (e agli antipodi di quello USA): definire le regole - cioè la norma UNI ISO 22222 - mentre il mercato si sviluppa e coinvolgendolo nelle scelte, anziché inseguirlo cercando di bloccarne l’evoluzione. Aiutando a trovare un equilibrio di mercato e una identità ben precisa per i professionisti che vi operano, i pianificatori finanziari personali avranno una migliore preparazione, maggiore credibilità e soprattutto una più facile identificazione rispetto alla giungla di differenti qualifiche professionali tipiche degli USA: la certificazione secondo la UNI ISO 22222 da parte di un’organizzazione indipendente sarà una semplificazione a tutto vantaggio del cliente. per maggiori informazioni: Alberto Monteverdi
Responsabile Area Comunicazione e formazione
UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione
Via Sannio, 2
20137 Milano MI
www.uni.com
Tel. 0270024385
Fax 0270024474
Il cittadino/consumatore è in difficoltà: gli effetti disastrosi della crisi finanziaria non gli hanno fatto smettere di risparmiare anzi, secondo alcuni dati GFK Eurisko - presentati da Fabrizio Fornezza - aumenta la percentuale di famiglie italiane che risparmia (71%) e anche la quota di reddito dedicata al risparmio (12,4%), ma ha perso la fiducia nel mercato e nelle banche.
Il risparmio così "gira a vuoto" e non viene impiegato per sostenere progetti per il futuro (casa, scuola, pensione...).
Per fare ripartire il ciclo virtuoso del risparmio, il cittadino/consumatore chiede "buona consulenza finanziaria" (soprattutto la fascia dei "non investitori", cioè quel 69% che non è mai andato al di là del conto corrente o di un deposito vincolato...) e l’interesse è maggiore quanto più elevato è il valore aggiunto del servizio di consulenza finanziaria proposto.
Secondo gli esperti presenti al convegno organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, MilanoFinanza, Progetica e UNI (Forum Internazionale della consulenza finanziaria, Milano 18-19 novembre) il pacchetto delle soluzioni più adatte al problema è contenuto nella norma UNI ISO 22222 sui requisiti per i pianificatori finanziari, economico/patrimoniali personali (personal financial planning).
Secondo Lauren Willis (Loyola Law School, Los Angeles USA), Jackie Wells (Resolution Foundation, UK), Peter Lefferts (American Express Bank, USA) e Patrick Dufour (Association Francaise dei Conseils en Gestion de Patrimoine Certifiés, FRA) i requisiti etici stabiliti dalla UNI ISO 22222, le 6 fasi formali del processo di consulenza (definizione della relazione professionale, acquisizione delle informazioni dal consumatore e definizione degli obiettivi ed aspettative, analisi e valutazione dello status finanziario del cliente, sviluppo e presentazione del piano finanziario, implementazione del piano finanziario, monitoraggio del piano finanziario e della relazione professionale), i requisiti di competenza ed esperienza nonché la possibilità di certificazione del servizio "a norma" sono buona parte della soluzione, anche perché sono strumenti che danno vantaggi ad entrambe le parti contraenti: il consulente/pianificatore finanziario qualifica la propria prestazione e il cliente/consumatore ha maggiori elementi decisionali.
Secondo Lauren Willis il consumatore ha bisogno della norma UNI ISO 22222 come strumento di "autodifesa", perché se l’uso della norma non si diffonde velocemente, quando si sarà ricreata la fiducia il mercato USA presenterà gli stessi rischi che hanno portato al collasso del 2008.
Secondo Peter Lefferts l’approccio italiano alla soluzione della crisi di credibilità della consulenza finanziaria è stato esemplare (e agli antipodi di quello USA): definire le regole - cioè la norma UNI ISO 22222 - mentre il mercato si sviluppa e coinvolgendolo nelle scelte, anziché inseguirlo cercando di bloccarne l’evoluzione. Aiutando a trovare un equilibrio di mercato e una identità ben precisa per i professionisti che vi operano, i pianificatori finanziari personali avranno una migliore preparazione, maggiore credibilità e soprattutto una più facile identificazione rispetto alla giungla di differenti qualifiche professionali tipiche degli USA: la certificazione secondo la UNI ISO 22222 da parte di un’organizzazione indipendente sarà una semplificazione a tutto vantaggio del cliente. per maggiori informazioni: Alberto Monteverdi
Responsabile Area Comunicazione e formazione
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