L'attentato ha provocato un cratere largo 2-3 metri
Foto Stato Maggiore dell'Esercito
A Kabul gli accertamenti del Ros, acquisito il video girato da un militare ferito
Foto Stato Maggiore dell'Esercito
ultimo aggiornamento: 21 settembre, ore 15:55
Roma - (Adnkronos) - Su incarico della Procura di Roma i carabinieri stanno indagando su diverse circostanze, tra cui i colpi di arma da fuoco sparati da uno dei 'Lince' dove i soldati sono rimasti feriti
Roma, 21 set. (Adnkronos) - A Kabul per incarico della Procura della Repubblica di Roma i carabinieri del Ros, incaricati di ricostruire le fasi dell'attentato che giovedì scorso ha provocato la morte dei sei parà della Folgore e il ferimento di altri quattro, stanno completando gli accertamenti per dare una spiegazione a diverse circostanze. Tra queste il fatto che, dopo lo scoppio, da uno dei 'Lince' dove erano rimasti feriti i quattro militari sono stati esplosi per almeno un minuto diversi colpi di arma da fuoco.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricercaDa quanto è stato già riferito al magistrato Giancarlo Amato, a determinare la sparatoria è stata la necessità di allontanare dall'area dello scoppio, dove giacevano i corpi dei sei parà rimasti uccisi, persone che potevano non solo alterare la situazione dei luoghi, ma che potevano approfittare delle circostanze depredando i corpi giacenti a terra.
I colpi, come è stato confermato, sono stati sparati in aria da uno solo dei parà e avrebbero raggiunto lo scopo. Perciò l'area, dopo lo scoppio che ha provocato un cratere largo dai due ai tre metri e profondo 70 centimetri, non è stata alterata e gli esperti del Ros hanno potuto svolgere i loro accertamenti. Tra questi anche l'eventualità che, una volta saltati in aria gli automezzi dai luoghi circostanti, i terroristi possono aver sparato in direzione dell'area colpita dall'attentato.
Per il momento gli accertamenti del Ros non riguardano l'automezzo Toyota trasformato in una bomba da 150 chilogrammi poiché i resti sono stati sequestrati dall'autorità afghana, alla quale dovranno ora rivolgersi i nostri investigatori per avere la possibilità di esaminarli. In Procura è stato intanto confermato che subito dopo l'attentato uno dei militari feriti ha girato un filmato con il suo telefonino. I Ros lo stanno acquisendo e poi lo invieranno al magistrato italiano che dovrà esaminarlo.
Il pubblico ministero Giancarlo Amato deciderà nei prossimi giorni quando far rientrare in Italia per sottoporli a perizia i resti dei due blindati 'Lince' coinvolti nell'attentato. Quello che apriva la fila della colonna è stato praticamente distrutto tanto che qui sono morti cinque paracadutisti. Il secondo ha visto la morte del militare che stava in torretta e quindi era meno protetto rispetto agli altri commilitoni che trovandosi all'interno hanno riportato soltanto lesioni.
Agli atti del fascicolo ci sono i verbali dei loro interrogatori avvenuti in Afghanistan. Il pubblico ministero Amato si riserva di sentirli prossimamente quando sarà completata la ricostruzione dell'accaduto. A questa contribuirà anche l'indagine del Ros incaricato di accertare quanti sono stati effettivamente i civili morti nell'attentato e i feriti. Inoltre si tenterà di stabilire se le morti e le lesioni siano conseguenti allo scoppio oppure se, come si sostiene da qualche parte, ai colpi sparati dai terroristi in direzione del luogo dell'attentato subito dopo l'esplosione.
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