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"Abusi, un caso a Monaco con Ratzinger vescovo". Vaticano: Papa del tutto estraneo

ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 20:04
Roma - (Adnkronos) - Secondo quanto riferisce il 'Sueddeutsche Zeitung' "il parroco venne scoperto e fu trasferito da Essen a Monaco nel 1980". Monsignor Robert Zollitsch ha annunciato "una nuova disciplina in materia di scandali sessuali". Questa mattina l'incontro con il Papa che ha difeso il celibato: "E' l'autentica profezia del regno di Dio". Diocesi Vienna, Cardinale Schoenborn non ha messo in dubbio in alcun modo il voto di castità. La Santa Sede: "Senza attenuanti i preti che hanno approfittato dei minori"
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Città del Vaticano, 12 mar. (Adnkronos) - Nel periodo in cui l'attuale Pontefice Benedetto XVI era arcivescovo di Monaco e Freising un parroco con precedenti di abusi sessuali venne trasferito nella comunità della chiesa locale. A scriverlo è il quotidiano tedesco 'Sueddeutsche Zeitung': "L'allora arcivescovo Joseph Ratzinger deve aver avallato il trasferimento del prete pedofilo da Essen a Monaco nel 1980", vi si legge. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, interpellato sul caso del prete pedofilo trasferito a Monaco quando Ratzinger ne era arcivescovo, ha spiegato che "Ratzinger era completamente estraneo alla vicenda".

Con un comunicato ufficiale diffuso nella serata di oggi poi la sala stampa della Santa Sede ha ancora precisato: ''A proposito delle anticipazioni del quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung circa un sacerdote della diocesi di Essen, con precedenti di abuso sessuale, trasferito nella diocesi di Monaco di Baviera ed immesso, dopo un periodo di cura, nell'attivita' pastorale ai tempi in cui era arcivescovo il Card. Joseph Ratzinger, un comunicato della Arcidiocesi di Munchen und Freising spiega i fatti, di cui si assume 'piena responsabilità' il Vicario Generale della Diocesi di allora, Gerhard Gruber''.

La chiesa tedesca intanto prepara nuove misure per affrontare il problema. ''La Congregazione per la dottrina della fede sta valutando tutte le iniziative prese dalle diverse conferenze episcopali in materia di abusi sessuali, per cercare di armonizzare le nuove norme nate nelle diverse situazioni con quelle del Vaticano'' ha detto oggi ai giornalisti il presidente dei vescovi tedeschi, monsignor Robert Zollitsch, riferendo alla stampa in seguito al colloquio avuto questa mattina con il Papa incentrato in buona parte sullo scandalo pedofilia che ha colpito il clero tedesco. Il presidente dei vescovi ha confermato infatti di avere avuto colloqui con la dottrina della fede per discutere delle iniziative prese dai vescovi tedeschi. E' dunque allo studio una nuova ''istruzione'' vaticana che, mettendo insieme i differenti provvedimenti presi in Paesi come Stati Uniti, Irlanda,Germania, Olanda e Austria, dalle chiese locali, metta a punto una nuova disciplina in materia di abusi sessuali''.

Proprio questa mattina Benedetto XVI ha difeso l'istituzione del celibato nella Chiesa cattolica ricevendo in udienza i partecipanti al convegno teologico ''Fedelta' di Cristo, fedelta' del sacerdote'', promosso dalla Congregazione per il clero. ''L'orizzonte dell'appartenenza ontologica a Dio costituisce - ha affermato li Pontefice - la giusta cornice per comprendere e riaffermare, anche ai nostri giorni, il valore del sacro celibato, che nella Chiesa latina e' un carisma richiesto per l'Ordine sacro ed e' tenuto in grandissima considerazione nelle Chiese Orientali''. ''Esso e' - ha aggiunto - autentica profezia del Regno, segno della consacrazione con cuore indiviso al Signore e alle 'cose del Signore', espressione del dono di se' a Dio e agli altri''.

''Quella del sacerdote è, pertanto, un'altissima vocazione - ha detto ancora il Papa - che rimane un grande mistero anche per quanti l'abbiamo ricevuta in dono. I nostri limiti e le nostre debolezze devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a sé, rendendoci partecipi della sua missione salvifica''. ''Infatti - ha detto ancora Ratzinger - la comprensione del sacerdozio ministeriale e' legata alla fede e domanda, in modo sempre piu' forte, una radicale continuita' tra la formazione seminaristica e quella permanente. La vita profetica, senza compromessi, con la quale serviremo Dio e il mondo, annunciando il Vangelo e celebrando i Sacramenti, favorira' l'avvento del Regno gia' presente e la crescita del Popolo di Dio nella fede''.

Il card. Schonborn ''non ha messo in dubbio in alcun modo il celibato nella Chiesa cattolica di rito latino''. Lo ha dichiarato ieri Erich Leitenberger, portavoce dell'arcidiocesi di Vienna, rispondendo ad alcune interpretazioni dei media su alcune dichiarazioni dell'arcivescovo. Secondo l'agenzia di stampa cattolica Kathpress, nell'ultima edizione di ''thema kirche'', periodico dei collaboratori dell'arcidiocesi, Schonborn aveva affermato che sugli abusi ''deve esserci solo la via della verita' ed e' assolutamente necessario mettere al primo posto le vittime".

Riprendendo le parole esatte dell'arcivescovo, l'agenzia di stampa precisa che il cardinale aveva auspicato un esame delle cause di abuso, tra cui: ''La questione della formazione dei sacerdoti, cosi' come la questione di quanto e' accaduto con la 'rivoluzione sessuale' della generazione del '68. Ne fanno parte il tema del celibato, cosi' come il tema dello sviluppo della personalita'. E ci vuole anche una buona porzione di sincerita', nella Chiesa, ma anche nella societa'''.

Schonborn chiedeva inoltre un ''cambiamento'': ''Per ogni nuovo caso di abuso, avvenuto nella Chiesa o altrove, mi chiedo: 'E tu, hai davvero fatto qualcosa per il cambiamento?''. Riallacciandosi alle parole di Schonborn, Leitenberger ha concluso: ''La sincerita' e' auspicabile anche nei resoconti sulle dichiarazioni di personalita' della Chiesa''.

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ugc
Senzio ha scritto (12/03/2010 - ore 16:34) segnala un abuso
ugc
La castità dei sacerdoti non è prevista esplicitamente in nessun documento cristiano. Fino al sesto secolo i preti si sposavano regolarmente. In un concilio fu stabilita questa norma. La castità non è quindi un "dono" di Dio, ma una scelta di uomini, perché i concili sono opera di uomini non sempre illuminati dallo Spirito Santo. Si continua ancora dopo le amare esperienze cattoliche ad insistere su questa specie di tabù. Finiamola con la brutale ipocrisia, caro Papa.
ugc
ugc
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