In Argentina nei giorni scorsi celebrato il primo matrimonio tra omosessuali dell'America Latina
Gay Pride (Adnkronos)
Nozze gay, Benedetto XVI: ''Allarme per le nuove leggi in Europa e America''
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ultimo aggiornamento: 11 gennaio, ore 13:26
Città del Vaticano - (Adnkronos/Ign) - Il discorso del Papa davanti al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede: ''In nome della lotta contro la discriminazione si colpisce il fondamento biologico della differenza fra i sessi''. Sull'ambiente: ''Basta egoismi, entro il 2010 accordo per combattere il degrado''. Dal Montenegro al Botswana, il Pontefice incontra in Vaticano i 178 diplomatici
Città del Vaticano, 11 gen. (Adnkronos/Ign) - Benedetto XVI ha criticato le leggi sulle unioni omosessuali e sul matrimonio gay che sono state approvate in alcuni Paesi europei e americani nel discorso tenuto questa mattina di fronte al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Il riferimento era al Portogallo, al distretto Federale di Città del Messico dove sono le nozze omosessuali sono diventate legge, e all'Argentina dove una legge in materia e in discussione mentre nello Stato della Tierra del fuego, sempre in Argentina, nei giorni scorsi è stato celebrato il primo matrimonio gay dell'America Latina con il permesso del governatore.
''Le creature sono differenti le une dalle altre - ha detto il Papa - e possono essere protette, o, al contrario, messe in pericolo, in modi diversi, come ci mostra l'esperienza quotidiana. Uno di tali attacchi proviene da leggi o progetti, che, in nome della lotta contro la discriminazione, colpiscono il fondamento biologico della differenza fra i sessi''.
''Mi riferisco, per esempio - ha aggiunto il Pontefice - ad alcuni Paesi europei o del Continente americano''. ''La libertà non può essere assoluta, perché - ha spiegato - l'Uomo non è Dio, ma immagine di Dio, sua creatura. Per l'uomo, il cammino da seguire non può quindi essere l'arbitrio, o il desiderio, ma deve consistere, piuttosto, nel corrispondere alla struttura voluta dal Creatore''.
Benedetto XVI ha poi dedicato una parte significativa del suo discorso davanti al corpo diplomatico al tema della tutela dell'ambiente, in quest'ambito ha auspicato che entro l'anno appena iniziato si possa raggiungere un accordo fra le nazioni e che si possano superare le difficoltà riscontrate alla conferenza di Copenaghen.
''Condivido - ha affermato il Pontefice - la maggiore preoccupazione che causano le resistenze di ordine economico e politico alla lotta contro il degrado dell'ambiente. Si tratta di difficoltà che si sono potute constatare ancora di recente durante la XV Sessione della Conferenza degli Stati parte alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, svoltasi dal 7 al 18 dicembre scorso a Copenaghen''. ''Auspico che, nell'anno corrente - ha aggiunto - prima a Bonn e poi a Città del Messico, sia possibile giungere ad un accordo per affrontare tale questione in modo efficace. La posta in gioco è tanto più importante perché ne va del destino stesso di alcune Nazioni, in particolare, alcuni Stati insulari''.
Secondo Benedetto XVI all'origine della crisi che ha colpito l'economia mondiale è la ''mentalità corrente egoistica e materialistica, dimentica dei limiti propri a ciascuna creatura. Oggi mi preme sottolineare - ha aggiunto - che questa stessa mentalità minaccia anche il creato".
''La custodia del creato è un importante fattore di pace e di giustizia'' e ''fra le tante sfide che essa lancia, una delle più gravi è quella dell'aumento delle spese militari, nonché quella del mantenimento o dello sviluppo degli arsenali nucleari - continua -. Ciò assorbe ingenti risorse, che potrebbero, invece, essere destinate allo sviluppo dei Popoli, soprattutto di quelli più poveri''. ''Confido, fermamente - ha aggiunto - che nella Conferenza di esame del Trattato di Non-Proliferazione nucleare, in programma per il maggio prossimo a New York, vengano prese decisioni efficaci in vista di un progressivo disarmo, che porti a liberare il pianeta dalle armi nucleari''.
Dopo il monito di ieri, il Papa è poi tornato a parlare della questione immigrazione. Le guerre, i conflitti, le violenze, ''unite ai flagelli della povertà e della fame, come pure alle catastrofi naturali e al degrado ambientale, contribuiscono a ingrossare le fila di quanti abbandonano la propria terra - ha osservato -. Di fronte a tale esodo, invito le Autorità civili, che vi sono coinvolte a diverso titolo, ad agire con giustizia, solidarietà e lungimiranza''.
''In particolare - ha aggiunto Ratzinger - vorrei menzionare i cristiani in Medio Oriente: colpiti in varie maniere, fin nell'esercizio della loro libertà religiosa, essi lasciano la terra dei loro padri in cui si è sviluppata la Chiesa dei primi secoli''. Quindi ha spiegato: ''E' per offrire loro un sostegno e per far loro sentire la vicinanza dei fratelli nella fede, che ho convocato, per l'autunno prossimo, l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi sul Medio Oriente''.
''Purtroppo, in alcuni Paesi - ha rilevato Ratzinger - soprattutto occidentali, si diffondono, negli ambienti politici e culturali, come pure nei mezzi di comunicazione, un sentimento di scarsa considerazione, e, talvolta, di ostilità, per non dire di disprezzo verso la religione, in particolare quella cristiana''. ''Urge, pertanto - ha rilevato ancora il Papa - definire una laicità positiva, aperta, che, fondata su una giusta autonomia tra l'ordine temporale e quello spirituale, favorisca una sana collaborazione e un senso di responsabilità condivisa''. Il Papa ha infine auspicato che ''l'Europa sappia sempre attingere alle fonti della propria identità cristiana''.
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