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Benzinaio ucciso, i colleghi pronti a scioperare: ci vuole più sicurezza

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ultimo aggiornamento: 10 agosto, ore 21:19
Roma - (Adnkronos) - All'indomani della rapina a un distributore il cui titolare è morto per un colpo di pistola alla testa, Figisc-Confcommercio minaccia una serrata "per rivendicare il nostro diritto a lavorare in sicurezza" con impianti dotati di telecamere e box blindati


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Roma, 10 ago. - (Adnkronos) - ''L'ennesima rapina ai danni di un impianto di carburante, questa volta conclusasi tragicamente con l'uccisione di un collega, alla famiglia del quale va tutta la nostra affettuosa vicinanza, deve far seriamente riflettere. Non è più possibile rimandare, infatti, ciò che noi gestori chiediamo da tempo: ossia una ristrutturazione delle pompe di benzina. Non possiamo più tollerare che un tragico avvenimento, come quello accaduto ieri, resti solamente un fatto di cronaca''. E' quanto dichiara il presidente della Figisc di Roma e provincia (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante), aderente a Confcommercio Roma, Maurizio Micheli.

''Le istituzioni e le compagnie petrolifere devono farsi carico del problema dotando gli impianti di sistema di sicurezza come telecamere e box blindati - aggiunge - Siamo stanchi di questa situazione più volte denunciata e mai ascoltata. Ecco perché siamo pronti a indire uno sciopero per rivendicare il nostro diritto a lavorare in sicurezza''

''Non si può perdere la vita per pochi centesimi al litro che si guadagnano. Da troppo tempo chiediamo misure di difesa passive che vanno rese obbligatorie, che si abbattano i costi delle carte di credito per ridurre il danaro sostituendolo con pagamenti effettuati attraverso i borsellini elettronici, che le gestioni siano assicurate a tutela dell'incasso''. Ad affermarlo in una nota è Franco Iorio, il presidente Regionale della Faib Confesercenti e vicepresidente nazionale che conosceva personalmente il benzinaio ucciso. Da diverso tempo, sottolinea, ''nostri colleghi hanno denunciato rapine e tentativi di furto che in questi ultimi tempi si sono intensificati. Occorre fare presto, assicurare alla giustizia i criminali che oggi hanno compiuto un atto così grave e occorre che gli strumenti di difesa passiva, con telecamere, casseforti con apertura a tempo, collegamenti in tele allarme con le forze dell'ordine, siano installati in tutti i distributori obbligando le compagnie petrolifere a dotarne gli impianti''.

Inoltre, prosegue, ''occorre che lo Stato, che incassa il 55% del prezzo dei carburanti (tra accise e iva) e in particolare il ministro Maroni, si faccia carico dei costi delle carte di debito/credito affinché i consumatori utilizzino sempre di più questi strumenti per pagare il carburante e senza che i costi bancari gravino sui consumatori e sui gestori che hanno un margine di guadagno irrisorio, di 3,5 centesimi al litro, prevedendo anche una assicurazione di Stato per tutti i gestori a tutela degli incassi che per il 98% sono destinati a compagnie petrolifere e Stato. Ci aspettiamo -conclude- di avere notizie sia sul prossimo arresto dei malviventi e su urgenti interventi per tutelare una categoria troppo esposta ai rischi della criminalita' violenta e di strada''.


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