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L'esecuzione dei provvedimenti per la maggior parte in Piemonte

Blitz contro i No Tav in tutta Italia: 26 arresti per gli scontri in Val di Susa

ultimo aggiornamento: 26 gennaio, ore 21:40
Torino -(Adnkronos) - Venticinque provvedimenti di custodia cautelare in carcere e uno ai domiciliari. Colpiti i vertici del movimento e nomi di spicco dell'area antagonista. In manette anche due ex terroristi. Le accuse vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, a lesioni e danneggiamento (VIDEO). Studenti e attivisti occupano il tetto della sede Fs di Roma: "Liberateli". Corteo a Bologna contro gli arresti. Un migliaio alla fiaccolata in Val di Susa


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Torino, 26 gen. (Adnkronos/Ign) - Venticinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, 15 misure di obbligo di dimora, un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino. Sono questi i numeri di un blitz della polizia eseguito all'alba in diverse città d'Italia nei confronti di attivisti No Tav coinvolti negli incidenti avvenuti lo scorso 27 giugno e 3 luglio durante le manifestazioni in Val di Susa.

La Polizia in questi mesi ha visionato foto e filmati risalendo ai nomi delle persone che si sarebbero rese protagoniste degli scontri e per loro le accuse vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, a lesioni e danneggiamento. A Torino sono stati perquisiti anche tre centri sociali (El Paso, Barrocchio e Mescal).

"E' una cosa preordinata. E' stata fatta oggi anche per dare un segnale chiarissimo a tutti quelli che stanno cercando di alzare la testa in Italia e che prendono il movimento No Tav come esempio: vogliono dire a camionisti, pescatori e così via 'cercate di stare tranquilli altrimenti finite tutti in galera'. In più si vuole criminalizzare il Movimento cercando di dimostrare che è inquinato dai violenti", ha commentato il leader dei No Tav, Alberto Perino.

A quanto si apprende delle persone arrestate molte sono appartenenti all'area anarchica e antagonista. Tra questi Giorgio Rossetto, leader del centro sociale Askatasuna, considerato il braccio operativo del movimento No Tav, e Tobia Imperato, legato all'area anarco insurrezionalista torinese. Colpito dall'ordinanza di custodia cautelare anche l'ex brigatista Paolo Maurizio Ferrari, e l'ex terrorista di Prima Linea Antonio Ginetti. L'uomo, 60 anni con un passato di militante di prima linea e una serie di condanne scontate, è stato arrestato dalla Digos di Pistoia, città in cui vive. Nel suo appartamento è stato sequestrato materiale di vario tipo riconducibile agli scontri in Val di Susa.

Ma nel blitz è stato coinvolto anche il consigliere comunale di Villarfocchiardo, Guido Fissore, che sarebbe stato riconosciuto mentre colpisce gli agenti con una stampella, un cittadino spagnolo, Juan Antonio Fernandez, e una francese, Corentine Claudine Isabelle Anicot. Provvedimenti anche per un cittadino albanese, residente a Torino, e per un ecuadoriano frequentatore di ambienti antagonisti nel milanese.

Tra i denunciati, inoltre, tre ragazzi minorenni all'epoca dei fatti (oggi uno è maggiorenne): si tratta di un 15enne di Biella e di due sono residenti fuori dal Piemonte (uno è un 17enne di Milano). Tutti sono stati ripresi durante le manifestazioni in Valle mentre prendevano e lanciavo sassi o altri oggetti.

La Digos di Roma ha identificato, inoltre, due persone tra i manifestanti che il 3 luglio scorso avevano partecipato agli incidenti in Val Susa. Si tratta di un 25enne, esponente dei collettivi studenteschi, già denunciato in passato per fatti di ordine pubblico e arrestato questa mattina, e un 29enne, denunciato, per cui è stato disposto un obbligo di dimora. Entrambi sono stati riconosciuti tra le persone che lanciavano sassi contro le forze dell'ordine.

Le ordinanze sono state emesse dal gip di Torino su richiesta del procuratore aggiunto, Andrea Beconi, che coordina le indagini. Le città interessate dall'operazione, che ha toccato anche la Francia, sono state Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena.

"La partita per noi è ancora aperta - conclude uno dei leader del movimento No Tav, Lele Rizzo - e voglio esprimere la solidarietà a tutti indistintamente, sia a chi conosco, sia a chi non conosco''.

In tutta Italia poi manifestazioni e cortei per chiedere la liberazione degli attivisti No Tav. A Roma gruppo di studenti e attivisti di diversi movimenti ha occupato il tetto dell'edificio, dove si trovano gli uffici di Fs tra Castro Pretorio e viale del Policlinico. "Eravamo in duecento - racconta uno degli attivisti - abbiamo occupato simbolicamente per circa un'ora il tetto per chiedere la liberazione degli arrestati". A Bologna attivisti dei centri sociali e dei collettivi hanno dato vita questo pomeriggio a Bologna a un corteo di solidarietà per gli arrestati.


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