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Era incaricato di 'piazzare' il filmato di via Gradoli
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Caso Marrazzo, dopo Brenda è giallo sulla morte di Cafasso: potrebbe essere stato ucciso
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ultimo aggiornamento: 23 novembre, ore 17:09
Roma - (Adnkronos/Ign) - Inizialmente si era pensato che il pusher e protettore di trans, deceduto il 12 settembre, fosse stato stroncato da un'overdose, ma ora non si escludono altre ipotesi. Secondo indiscrezioni sarebbe stato proprio lui a girare il video scandalo. L'autopsia: Brenda morta per asfissia (VIDEO). L'abitazione dopo il rogo (FOTO Studio Aperto). Si indaga per omicidio. L'ultima intervista (VIDEO)
Roma, 23 nov. (Adnkronos/Ign) - Gianguerino Cafasso, personaggio di primo piano nella vicenda Marrazzo, morto il 12 settembre scorso in una camera d'albergo di via Salaria, potrebbe essere stato ucciso. Inizialmente si era pensato che Cafasso, indicato come pusher e protettore di trans, fosse stato stroncato da un'overdose di cocaina, ma ora gli investigatori non escludono invece che possa essere la prima vittima del giallo che venerdì scorso ha visto anche la morte di Brenda, il trans che, come risulta dall'inchiesta, ebbe due incontri con l'ex presidente della Regione Lazio.
La svolta che chiarirà definitivamente il capitolo 'Cafasso' si avrà entro la settimana in corso e in Procura non si nasconde la possibilità che il decesso, indicato inizialmente per overdose, non sarà archiviato per questo motivo ma si collegherà necessariamente con la tragica fine di Brenda. In questo caso l'ipotesi accusatoria diventerà di omicidio volontario ad opera di ignoti. Il pubblico ministero Francesca Passaniti ha già in mano tutti gli elementi emersi dall'autopsia di Cafasso e dall'esame tossicologico fatto dai medici legali.
Nella vicenda Marrazzo Cafasso è stato il personaggio incaricato di 'piazzare' il video girato in via Gradoli relativo all'incontro tra l'ex presidente della Regione Lazio e il trans Natalie. Cafasso, come risulta dall'inchiesta, prese contatto con una redattrice del quotidiano 'Libero', ma l'affare non andò in porto. Secondo la versione dei carabinieri finiti sotto inchiesta fu Cafasso stesso l'autore del filmato che riprendeva Piero Marrazzo in compagnia della trans, ma in Procura non si ha in proposito alcuna certezza.
Cafasso era legato a un trans, Jennifer, che era con lui al momento della morte. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che sta svolgendo l'inchiesta sulla vicenda Marrazzo lo ha già sentito un paio di volte per raccogliere ulteriori elementi, insieme quelli emersi dall'autopsia e dall'indagine tossicologica sul defunto, per valutare le circostanze della morte.
Intanto, proseguono le indagini sulla morte di Brenda, trovato morto il 20 novembre scorso nell'appartamento di via Due Ponti. In serata saranno completati gli accertamenti di natura scientifica sul computer portatile trovato nel lavandino dell'abitazione. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo potrà avere una prima indicazione di quanto contenuto nei files dell'apparecchio e sarà quindi in grado di disporre ulteriori accertamenti.
Contemporaneamente anche dal punto di vista medico-legale si avranno i primi risultati dell'indagine tossicologica per stabilire se a provocare la morte del trans possono avere contribuito sostanze venefiche, alcol, droga o altro. La Procura prosegue le indagini nell'ipotesi di omicidio volontario tenendo conto del fatto che la sera di sabato scorso secondo i risultati dell'autopsia il decesso è stato conseguente all'ossido di carbonio respirato da Brenda e provocato dall'incendio che si è sviluppato nel piccolo appartamento. Comunque soltanto a fine settimana si potranno avere le prime indicazioni più precise.
Un'altra indagine di natura chimica è stata disposta dal magistrato per accertare quali siano state le cause dell'incendio. La consulenza è già stata affidata ad un esperto il quale esaminerà i due bagagli trovati davanti la porta d'ingresso dell'appartamento e dalla cui combustione si sono sviluppate le fiamme. Gli investigatori cercano poi di spiegare altri fatti. In particolare si tratta di risolvere la questione del secondo telefonino per il momento non trovato, che avrebbe sostituito quello rubato a Brenda la sera dell'8 novembre scorso quando fu aggredita e rapinata.
Nell'appartamento di via Due Ponti sono stati trovati un cellulare e due schede. Un'altra circostanza da chiarire è quella delle chiavi dell'appartamento di via Due Ponti. Un mazzo è stato trovato nella casa, un altro è stato sottratto durante l'aggressione dell'8 novembre, ma del terzo non è stata trovata traccia.
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