Il procedimento a carico di Berlusconi riprenderà esattamente dal punto in cui era stato sospeso
Caso Mills, si riparte il 4 dicembre con nuovi giudici. Ma "Berlusconi è in Cdm"
ultimo aggiornamento: 27 novembre, ore 17:20
Milano (Adnkronos) - Per il presidente del Consiglio sono validi tutti gli atti formati nel corso del dibattimento fino al momento della separazione processuale dei due imputati. Ghedini: "Atti efficaci non vuol dire che siano utilizzabili"
Milano, 27 nov. - (Adnkronos) - E' stata fissata al 4 dicembre prossimo l'udienza di ripresa del processo a carico di Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, nell'ambito del cosiddetto caso Mills. Lo ha ufficializzato questa mattina il collegio della decima Sezione penale presieduta da Nicoletta Gandus dopo aver formalmente dichiarato l'astensione del precedente tribunale a giudicare il presidente del Consiglio poiché, avendo già condannato il coimputato David Mills è dioventato incompatibile. Saranno altri giudici, quindi, sempre della decima Sezione penale a proseguire la causa nei confronti del premier.
Ma Silvio Berlusconi non sarà presente in aula. Lo hanno annunciato i suoi difensori, Niccolò Ghedini e Piero Longo. Per quella data, fanno sapere i legali, il premier è impegnato in Consiglio dei ministri. Del resto già nel processo sui 'diritti tv' i legali del leader del Pdl avevano indicato come prima data possibile per una presenza di Berlusconi in aula il 18 gennaio del prossimo anno. Nell'ambito della causa Mills, comunque, i legali formalizzeranno il legittimo impedimento a comparire nei prossimi giorni.
Sono validi per il presidente del Consiglio tutti gli atti formati nel corso del dibattimento fino al momento della separazione processuale dei due imputati in seguito al ricorso in Corte Costituzionale sul lodo Alfano, cioè il 4 ottobre dello scorso anno. Lo ha dichiarato con una comunicazione il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro.
Il giudice ha rilevato "l'efficacia degli atti formati prima della dichiarazione di astensione (del collegio presieduto da Nicoletta Gandus ndr) fondata quest'ultima su particolarissima causa". Questo significa che, secondo l'intenzione dei giudici milanesi, il 4 dicembre prossimo il procedimento a carico di Berlusconi riprenderà esattamente dal punto in cui era stato sospeso. Una decisione sulla quale, è facile prevederlo, i difensori del premier 'daranno battaglia'.
"Il fatto che gli atti siano stati dichiarati efficaci non vuol dire che siano utilizzabili", afferma inoltre Ghedini il quale spiega che per utilizzare quegli atti è necessario il loro consenso. "Di volta in volta - dichiara Ghedini - si deciderà quindi se dare il consenso o meno all'utilizzo degli atti già formati". "Il collegio presieduto da Nicoletta Gandus separò la posizione di Silvio Berlusconi da quella di David Mills, quando entrò in vigore il lodo Alfano, per non assolvere Berlusconi", afferma Longo il quale spiega come "le dichiarazioni rese da Mills in istruttoria (ritenute dai giudici prova della sua colpevolezza ndr) non potevano essere utilizzate perché Mills stesso non è mai venuto in aula a confermarle. Quindi, per utilizzarle, ci sarebbe stato bisogno del nostro consenso di difensori che invece non ci fu. "Mills - aggiunge Longo - è stato condannato perché avrebbe confessato, ma la confessione da sola non basta, ci vogliono i riscontri che, secondo noi, non sono mai arrivati". Quella che arrivò, invece, conclude Longo "fu una ritrattazione di cui i giudici non hanno tenuto conto".
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