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Chiesa, Governatorato Vaticano: ''Amarezza per le asserzioni di monsignor Viganò''

ultimo aggiornamento: 04 febbraio, ore 14:36
Città del Vaticano - (Adnkronos) - Per la Santa Sede le affermazioni rivelate dalla "pubblicazione abusiva" delle due lettere indirizzate al Papa e al Segretario di Stato Bertone ''non possono non causare l'impressione che il Governatorato sia un'entità inaffidabile, in balia di forze oscure''


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Città del Vaticano, 4 feb. (Adnkronos) - "Grande amarezza" per "asserzioni frutto di valutazioni erronee" o che "si basano su timori non suffragati da prove, anzi apertamente contraddetti dalle principali personalità invocate come testimoni" viene espressa dalla presidenza del Governatorato dello Stato-Città del Vaticano, dopo la "pubblicazione abusiva" delle due lettere di monsignor Carlo Maria Viganò: la prima indirizzata a papa Benedetto XVI il 27 marzo 2011 e la seconda dell'8 maggio seguente diretta al Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.

Per il Governatorato Vaticano, "le asserzioni in esse contenute non possono non causare l'impressione che il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, invece di essere uno strumento di governo responsabile, sia un'entità inaffidabile, in balia di forze oscure". Quindi, "dopo attento esame del contenuto delle due missive", la presidenza del Governatorato ritiene "suo dovere" dichiarare pubblicamente che "le dette asserzioni sono frutto di valutazioni erronee, o si basano su timori non suffragati da prove, anzi apertamente contraddetti dalle principali personalità invocate come testimoni".

Senza entrare nel merito delle singole affermazioni, il Governatorato replica che "i bilanci preventivo e consuntivo, dopo essere stati approvati dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, vengono regolarmente sottoposti alla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, la quale li esamina nei propri uffici e li fa esaminare anche dal suo collegio di revisori internazionali. La Prefettura stessa ha, del resto, la possibilita' di esaminare in ogni momento, senza preavviso, la documentazione di tutti gli Uffici del Governatorato nello stesso iter della sua produzione". Inoltre, "gli investimenti finanziari del Governatorato, affidati a gestori esterni, subirono rilevanti perdite durante la grande crisi internazionale del 2008. Secondo criteri contabili stabiliti dalla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede in aderenza ai criteri stabiliti in Italia, dette perdite vennero distribuite anche sull'esercizio del 2009, che segno' quindi un passivo per 7.815.000 euro. Va per altro rilevato che, a prescindere dalle perdite finanziarie, la gestione economico-funzionale del Governatorato resto' in attivo".

Quanto al passaggio dal risultato negativo di 7.815.000 euro del bilancio consuntivo del 2009 al risultato positivo finale di 21.043.000 euro del 2010, "fu dovuto principalmente a due fattori", precisa il Governatorato Vaticano, ovvero "alla gestione degli investimenti finanziari del Governatorato e in misura ancor maggiore agli eccellenti risultati dei Musei Vaticani". La replica riguarda anche gli appalti per nuove opere di un certo rilievo, come il restauro in corso del Colonnato di piazza san Pietro o la costruzione della fontana di san Giuseppe, che si ricorda "vengono assegnati con regolare gara e dopo esame da parte di una commissione ad hoc", mentre per i lavori di non grande entita', "la direzione dei servizi tecnici si avvale del proprio personale o anche di ditte esterne qualificate, ben conosciute, sulla base di prezziari in uso in Italia". La presidenza del Governatorato Vaticano esprime dunque "piena fiducia e stima agli illustri membri del comitato Finanza e gestione" confidando di "poter continuare ad avvalersi del loro consiglio anche in futuro"; e conferma la sua "piena fiducia nelle Direzioni e nei vari collaboratori, essendosi rivelati infondati, dopo accurato esame, sospetti e accuse, come del tutto infondata sino ad apparire risibile la notizia, debitrice di un certo giornalismo assai poco serio, secondo la quale sarebbero state effettuate intercettazioni telefoniche e ambientali all'interno di un procedimento meramente amministrativo e disciplinare".


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