Chiesa valdese, svolta storica in Italia: verranno benedette le coppie gay
ultimo aggiornamento: 27 agosto, ore 15:27
Roma - (Adnkronos) - L'avallo arriva al termine di un lungo dibattito durante il Sinodo che si sta svolgendo a Torre Pellice. Sarà possibile farlo solo con il consenso delle singole chiese locali: "Riconoscimento e condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana". Usa, ex capo repubblicano fa outing e si schiera a favore dei matrimoni gay
Roma, 27 ago. (Adnkronos) - Per la prima volta una in Italia una Chiesa cristiana, la Chiesa evangelica valdese, ha dato il suo avallo alla benedizione delle coppie gay, sia pure previo il consenso delle singole chiese locali. Si tratta di una novita' assoluta e del primo segnale di apertura, anche nel nostro Paese, a un riconoscimento delle unioni omosessuali da parte di una comunita' cristiana.
Il Sinodo valdese, infatti che si tiene in questi giorni a Torre Pellice, in provincia di Torino, ha sancito, al termine di un lungo dibattito, la possibilita' di dare la ''benedizione'' alle coppie dello stesso sesso. ''A conclusione di un lungo, articolato ed approfondito dibattito'' si afferma infatti in un comunicato, nella tarda serata di mercoledi', ''il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha approvato con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso sesso, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni''.
''Una clausola impostasi - si spiega - data l'impossibilita' emersa nel corso delle discussione di un 'si' incondizionato reputato ancora prematuro. L'accento e' posto infatti sul percorso di maturazione delle stesse coppie e delle rispettive comunita' locali. La decisione e' stata presa con 105 voti favorevoli, 9 contrari, e 29 astenuti''. ''Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andra' ancora meglio definito, soprattutto per quanto attiene il rapporto tra le chiese e le stesse coppie omoaffettive'', e' stato a caldo il commento del presidente del Sinodo, Marco Bouchard.
''Il Sinodo - si spiega - riconosce le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle chiese locali, ed invita al rispetto delle diverse sensibilita' dei membri di chiesa''.
Al tempo stesso il Sinodo ''consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana, esprime con forza la sua convinzione che le parole e la prassi di Gesu', cosi' come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all'accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all'amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto''.
Di conseguenza, il Sinodo chiede alle chiese di approfondire la riflessione sulla realta' omosessuale all'interno delle chiese stesse e della societa'. Chiede inoltre che, ''ove sorelle e fratelli membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano la benedizione di una unione omosessuale, si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si senta libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi''. E alle istituzioni politiche del nostro paese rivolge una richiesta ben precisa: ''attenzione verso la situazione di discriminazione delle persone gay-lesbiche-bisex e transessuali, e in particolare la regolamentazione dei diritti delle coppie di fatto''.
Dal governo, però, arriva un segnale chiaro: non ci sarà confronto su questo argomento. Lo assicura Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunita', che avverte dal meeting di Rimini di Comunione e liberazione: "Non è un tema che rientra nel programma di Governo, quindi dubito che ci sara' un confronto su un tema come questo, visto che ce ne sono altri all'ordine del giorno che che sono stati individuati come prioritari soprattutto in una fase cosi' delicata e complessa che il nostro Paese si trova ad affrontare". "Personalmente sono favorevole al riconoscimento di tutti quei diritti di cui le categorie discriminate non possono godere appieno. Non sono favorevole al riconoscimento delle coppie omossessuali. Non si possono equiparare - conclude - due cose che sono naturalmente diverse".
Alla decisione della chiesa valdese plaude Vladimir Luxuria: "Per fortuna esistono ancora alcune, poche per la verita', religioni che si aprono ai propri fedeli non chiedendo loro di stravolgere la propria natura sessuale", dice all'Adnkronos sottolineando come l'indicazione espressa dalla Chiesa Valdese e' la dimostrazione che non dovrebbe esistere alcuna incompatibilita' tra fede religiosa e identita' sessuale". "La Chiesa Cattolica, piuttosto che incolpare il 'relativismo etico', dovrebbe chiedersi se i tanti giovani gay, lesbiche e trans che perdono la fede - conclude - non siano costretti a farlo dalla politica di discriminazione che la Chiesa continua a portare avanti".
Gli fa eco Franco Grillini, responsabile nazionale di gaynet: "I 105 voti favorevoli alle unioni gay del Sinodo Valdese indicano un orientamento piuttosto netto, di cui siamo grati ai Valdesi". "La presa di posizione del Sinodo - sottolinea ancora Grillini - mi rende molto felice, intanto perche' smentisce in modo radicale ed esplicito tutte le teorie dell'estremismo Vaticano sul fatto che riconoscere diritti dei gay leda il diritto degli altri. Forse la chiesa cattolica adesso capira' che non ha il monopolio della cristianita'". Il consenso delle singole chiese locali, che il Sinodo ha dichiarato necessario per celebrare l'unione e', per Grillini: "una prova del fatto che la chiesa valdese e' organizzata secondo principi democratici, quanto di piu' lontano dall'assolutismo del Vaticano"
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