Coccole e sostegno, contro la 'febbre da maturità' 4 regole per i genitori
ultimo aggiornamento: 16 giugno, ore 16:37
Roma - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Attacchi d'ansia, crisi di panico, notti insonni e metabolismo sfasato sono sintomi frequenti tra i maturandi. La psicologa: "In questa fase il ruolo di mamma e papà è fiondamentale". Non bisogna fare ai ragazzi troppe domande, è necessario sdrammatizzare, aiutarli nell'organizzazione e stimolarli allo svago
Roma, 16 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Attacchi d'ansia, crisi di panico, notti insonni e metabolismo sfasato sono i sintomi della 'febbre da esami'. Problemi classici per gli studenti che devono affrontare la maturità. Ma "con le coccole e il sostegno da parte dei genitori, il ragazzo che deve fare l'esame di maturità ha più possibilità di avere successo". Lo sottolinea Paola Vinciguerra, psicologa, presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). Che ha stilato quattro regole 'ad hoc', rivolte ai genitori dei maturandi. Un anno di studio sulle spalle, il caldo e l'atmosfera estiva, il pensiero a chi è già in vacanza, la paura di affrontare una prova carica di significati ed aspettative, rendono infatti difficile la concentrazione, e il rischio di fallire proprio alla battuta d'arrivo è in agguato.
"In questa fase fondamentale è il ruolo dei genitori - afferma la Vinciguerra - E' importante che i ragazzi avvertano il sostegno dei genitori, si sentano incoraggiati in un momento in cui, invece, sono stanchi e stressati. Comunichiamo loro la nostra stima per quello che sono, e non per il voto che prenderanno. Non facciamo paragoni con gli altri compagni che sono stati ammessi con un giudizio migliore". Ecco dunque le quattro regole per i genitori dei maturandi:
NON CONTROLLIAMO - Non bisogna fare ai ragazzi troppe domande : 'hai studiato?', 'sei preparato?', 'mi raccomando, studia, perche' all'esame manca poco'. Sono domande che creeranno ancora di più quelle aspettative e responsabilità che i ragazzi hanno già paura di deludere. Si sentiranno ancora più preoccupati e stressati, proprio perché dovranno evitare di deludere non solo se stessi ma anche i genitori.
SDRAMMATIZZIAMO - Innanzitutto bisogna cercare di ridimensionare il 'peso' dell'evento. Anche perché maggiore sarà l'ansia da prestazione, tanto più facile sarà arrivare al fatidico giorno con una paura congelante, che non permetterà di rendere nemmeno la più piccola parte della reale preparazione. "Ricordiamo ai ragazzi - consiglia l'esperta - che è una tappa che abbiamo affrontato tutti".
AIUTIAMOLI NELL'ORGANIZZAZIONE - Incoraggiare l'organizzazione dello studio: se durante l'anno l'impegno è stato costante, sicuramente sarà più facile riuscire a costruire una scaletta riportando argomenti e tempo a disposizione. Utile per gli studenti sarà inoltre studiare con i compagni di scuola per ripetere ad alta voce, confrontarsi e, perche' no, condividere ansie e paure.
STIMOLIAMOLI ALLO SVAGO - I genitori devono ricordare ai ragazzi anche i momenti di svago e le pause: la mente ha infatti bisogno delle giuste pause per mantenere la lucidità e assimilare meglio le nozioni. Riposare qualche minuto dopo un'ora di studio è un'ottima abitudine, così come svolgere un minimo di attività fisica ogni giorno, per riposare la mente e sciogliere le tensioni. Incoraggiate anche le uscite con gli amici, purché non sottraggano troppo tempo alla preparazione e al sonno. "I genitori - conclude la psicologa - sono i primi a dover gestire la propria ansia per non trasmetterla ai figli. I genitori devono soprattutto motivare i ragazzi che si apprestano a sostenere l'esame di maturità. Bisogna ricordate loro che l'esame valuta la preparazione e non la persona. E portarli a pensare che, per quanto importante sia la prova da affrontare con massima serietà, non è il fallimento di un esame a determinare il fallimento della vita, o le reali potenzialità di una persona".
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