News > Cronaca > Condanna a 14 anni per il generale Ganzer e interdizione in perpetuo da pubblici uffici
Diversi sono gli episodi contestati che i giudici hanno ritenuto prescritti
Condanna a 14 anni per il generale Ganzer e interdizione in perpetuo da pubblici uffici
ultimo aggiornamento: 12 luglio, ore 19:21
Milano - (Adnkronos/Ign) - Il comandante del Ros, processato per presunte irregolarità in operazioni antidroga condotte negli anni '90, dovrà inoltre pagare 65mila euro di multa. Lui: ''Decisioni sul futuro spettano ai miei superiori''. Sette anni e 10 mesi all'ex colonnello Obinu. Assolti invece dall'accusa di associazione a delinquere
Milano, 12 lug. (Adnkronos/Ign) - Quattordici anni di reclusione per aver guidato "un gruppo dedito alla commissione di una serie indeterminata di illecite importazioni, detenzioni e cessioni di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish e pasta di cocaina, utilizzando la struttura, i mezzi, le relazioni e l'organizzazione dell'Arma dei Carabinieri, abusando della propria qualità di pubblici ufficiali, avvalendosi in modo strumentale delle norme che regolano la consegna controllata, l'acquisto simulato, il ritardato sequestro ed arresto da parte degli operatori di polizia giudiziaria''.
Per quella che è stata definita come una "banda in divisa" il Tribunale di Milano ha condannato oggi Giampaolo Ganzer , generale a capo dei Ros, alla condanna esemplare di, appunto, 14 anni di reclusione e 65.000 euro. L'ufficiale che da trent'anni è uomo dell'Arma e delle istituzioni, che ha indagato contro il terrorismo e contro il crimine organizzato, a un certo punto della sua professione, per "carriera, visibilità, prestigio" avrebbe forzato le norme della legge, trasformando la caccia ai narcos in una partita dove tutto era lecito e dove in nome del risultato si potevano importare, raffinare, vendere chili e chili di droga, destinati a perdersi nel mercato sotterraneo gestito dai clan.
Il generale, da parte sua, preferisce non commentare la decisione del Tribunale di Milano. Raggiunto dall'ADNKRONOS, il comandante del Ros esprime con cortesia il proprio riserbo. Quanto al futuro, "quelle sono decisioni che spettano esclusivamente, come sempre, ai miei superiori", risponde il generale.
Altri 7 anni e 10 mesi sono stati invece inflitti a un secondo generale, Mauro Obinu, anche lui ai vertici dei Ros prima di entrare nell'Aise. E condanne non meno pesanti sono andate ad altri 11 tra ex ufficiali e attuali ufficiali dell'Arma, condannati a pene che vanno dai 14 anni di Ganzer, appunto, a 1 anno e mezzo per Bruno Zanda. Il verdetto più grave è stato inflitto però a Bouchaaya, il cosidetto "confidente trafficante" al quale i giudici hanno inflitto 18 anni di carcere e 80.000 euro. Quattro sono invece le assoluzioni concesse a tre trafficanti e a un carabinieri, Antonio Gallace.
Il Tribunale ha inoltre condannato Ganzer e Obinu, tra gli altri, all'interdizione pepetua dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'espiazione della pena. Mentre è arrivata l' assoluzione dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, uno dei reati più gravi previsiti dal codice, e per questo i giudici non gli hanno inflitto quei 27 anni chiesti dai pm. Tutti gli imputati condannati, sembra dire il Tribunale, anche se la spiegazione arriverà in sentenza, si sono mossi illegalmente ma senza una regia unica, si sono fatti prendere la mano ma non all'interno di un sistema.
Dopo quasi cinque anni di processo, 12 udienze di requisitoria e anni di indagini e di trasferimenti del fascicolo per mezza Italia, è arrivata dunque al termine uno dei procedimenti tra i più delicati degli ultimi tempi. Un procedimento nato a Brescia, poi trasferito per competenza a Milano, da qui spostato a Bologna e alla fine, per decisione della Cassazione, approdato definitivamente a Milano nel 2001, quando orami i termini erano scaduti e bisognava 'stringere il cerchio' velocemente.
Ed è proprio la prescrizione ad aver limato le condanne per molti degli imputati, Ganzer compreso, ed aver fatto tirare una riga, ad esempio, su un 'brutto episodio di cessione di armi (119 Kalashnikov, 2 bazuka, 2 lanciamissili e una marea di proiettili, ndr) consegnati, per poi essere sequestrati, ad una cosca calabrese nel maggio del 1994, in piena guerra tra cosche. Il conteggio delle pene, poi, ha registrato la 'limatura' di un'aggravante, l'uso delle armi, che i giudici hanno negato ritenendo probabilmente che il loro uso non e' stato finalizzato alla commissione dei reati.
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