Costa Concordia, a Miami sei passeggeri chiedono danni per 460 milioni di dollari
ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 14:05
Miami - (Adnkronos) - La battaglia partita dal Codacons. Il legale: "Non c'è nessuno che sia uscito illeso da quella nave, che abbiano o no riportato danni fisici, l'ansia, lo stress che hanno vissuto li accompagnerà per sempre". Il Comitato naufraghi siciliani: ''A noi offerto un risarcimento ridicolo''. Proseguono le ricerche dei dispersi, stop ai lavori sui serbatoi. Giglio, 14mila euro per ogni passeggero
Miami, 28 gen. (Adnkronos) - Una richiesta di risarcimento per 460 milioni di dollari è stata presentata al tribunale di Miami da un gruppo di sei passeggeri della Concordia sopravvissuti al naufragio al Giglio. "Non c'è nessuno che sia uscito illeso da quella nave, che abbiano o no riportato danni fisici, l'ansia, lo stress che hanno vissuto li accompagnerà per sempre", ha dichiarato, si legge sul Miami Herald, Marc Bern, l'avvocato di questi passeggeri. La causa è stata intentata in Florida dove ha la sua sede principale la Carnival, il gruppo americano proprietario di Costa Crociere. Bern, un avvocato di New York, ha spiegato che rappresenta "centinaia" di passeggeri e che, insieme ad un altro studio newyorkese, si starebbe orientando per una serie di cause multiple invece che un'unica class-action. Quella di Miami non è la prima causa presentata negli Stati Uniti per la vicenda della Concordia: giovedì Gary Lobaton, un membro dell'equipaggio peruviano, ha presentato una richiesta di risarcimento di almeno 100 milioni di dollari ad un tribunale di Chicago.
L'azione è partita dal Codacons a cui si erano rivolti i sei passeggeri Usa. L'associazione dei consumatori spiega infatti di aver lanciato in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, ''un'azione collettiva a Miami, negli Usa, contro la Costa Crociere e la Carnival, diretta a far ottenere a tutti passeggeri internazionali coinvolti il giusto risarcimento per tutti i danni subiti''. ''Data la scarsissima tutela che hanno i diritti nel nostro Paese, anche in sede giudiziaria e con transazioni da elemosina - afferma il presidente Carlo Rienzi - abbiamo ritenuto giusto almeno tentare la strada della serieta' e della dignita' delle persone, che non si possono certo ritenere risarcite da 11.000 euro per un così evidente pericolo di vita che segnerà tutta la loro esistenza, e la strada della punizione esemplare di comportamenti inammissibili che solo attraverso condanne esemplari potranno cessare".
Intanto il Comitato naufraghi siciliani protesta contro l'offerta della compagnia di dare a ciascun passeggero della Concordia un risarcimento di 11mila euro. ''Non accetteremo le proposte ridicole della Costa per i risarcimenti''. A dirlo è Giuseppe Lanzafame, presidente del Comitato che si dice ''indignato, sia per l'offerta di 11 mila euro formulata da Costa, sia perché 16 organizzazioni che dovrebbero tutelare i consumatori e sono finanziate con i contributi dello Stato, hanno accettato una offerta del genere''.
''Come comitato naufraghi siciliani - aggiunge - facciamo presente che non c'è proporzione tra le sofferenze subite per la colpa e la leggerezza della Costa Crociera e la misera somma oggi proposta. L'offerta è nata da una trattativa sbrigativa, quasi da mercato, e sembra fatta apposta per approfittare dei soggetti più deboli, quelli, cioè, che hanno perso tutto, soldi, vestiti, valigie ed anche la speranza di una bella vacanza. Con questa la proposta indecente, Costa sembra volerci dire che o vi prendete 11 mila euro oppure mi dovete fare causa e poi non c'è niente di sicuro. Ma la realtà è ben diversa: anche se si accetta l'offerta di Costa si può chiedere dopo lo stesso un ulteriore risarcimento se ci si dovesse ammalare successivamente o se i nostri figli non riusciranno a dormire la notte per lo shock subito".
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