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''Si doveva evitare che morisse''
Stefano Cucchi
Cucchi, Alfano: ''Stefano non autorizzò a informare la famiglia''. La replica: assurdo
Stefano Cucchi
ultimo aggiornamento: 03 novembre, ore 16:35
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il giovane è morto sei giorni dopo l'arresto. Il Guardasigilli riferisce al Senato: ''Firmò per non autorizzare la diffusione delle informazioni sulle sue condizioni di salute''. La sorella: ''Voglio vedere questo documento''. Il padre: "In ospedale parlarono di condizioni 'tranquille'". Commissione parlamentare sul Ssn apre un’inchiesta
Roma, 3 nov. (Adnkronos/Ign) - "Si doveva evitare che morisse. Uno Stato democratico assicura alla giustizia e può privare della libertà chi delinque ma nessuno può essere privato del diritto alla salute". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano riferendo in Senato in merito al caso di Stefano Cucchi, il 31enne arrestato la sera del 15 ottobre scorso, perché trovato in possesso di stupefacenti, e poi deceduto all'ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre.
In quella settimana la famiglia di Stefano non riuscì ad avere notizie del ragazzo. ''Si è data applicazione - ha spiegato il ministro - all'accordo previsto dalle Asl secondo cui nessuna informazione può essere data a familiari e parenti senza l'autorizzazione del magistrato. Questo divieto può essere superato dall'autorizzazione firmata dal detenuto. Da quanto si evince dalla documentazione Stefano Cucchi ha firmato per non autorizzare alla diffusione delle informazioni sulle sue condizioni di salute ai familiari''.
Su questo caso la Procura indaga per omicidio preterintenzionale. ''Sia chiaro che ai cittadini tutti e alla famiglia Cucchi in modo speciale dovrà essere fornito ogni dettaglio di verità con la garanzia che eventuali responsabili dell'evento saranno chiamati ad assumersi le proprie responsabilità senza sconto'', ha assicurato il Guardasigilli.
Alfano ha anche ricordato che sono due i grandi filoni dell'indagine della Procura: ''Una riguarda le lesioni per accertare che siano accidentali o provocate e la loro eventuale efficienza causale rispetto alla morte. La seconda grande questione oggetto delle indagini è l'eventuale mancata alimentazione''.
''Secondo quanto riferito dal ministero delle Difesa - ha proseguito Alfano - la fase dell'arresto e quella della successiva perquisizione si sono svolte senza concitazione e senza particolari contatti fisici''.
Il Guardasigilli ha inoltre riferito che la morte, ''purtroppo, recita il virgolettato dei sanitari, è sopraggiunta in maniera improvvisa e inaspettata''. Il paziente, stando alle dichiarazioni dei sanitari, ''si è mantenuto sempre lucido ed è stato in grado di decidere''. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, inoltre, ha aggiunto Alfano, ''hanno deontologicamente rispettato la volontà del paziente''.
''Il governo è in prima linea per accertare la verità - ha infine assicurato il ministro della Giustizia - sentiamo il dovere di impegnare tutte le energie per accertare chi, anche con comportamenti omissivi, abbia portato a questo tragico evento''.
Da parte della famiglia, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha commentato le parole di Alfano osservando, a proposito della mancata autorizzazione del ragazzo a dare informazioni sulle sue condizioni, che si aspetta ''di vedere questo documento e la sua firma. Non ne sapevo niente''. La donna ha quindi annunciato querela nei confronti dei medici del Pertini ''per le voci diffuse sul conto di mio fratello''. Quindi ha precisato che ''mio fratello non era un tossicodipendente semmai un ex tossicodipendente che si stava riabilitando''.
"E' assurdo pensare che con la schiena rotta, in quelle condizioni, Stefano Cucchi abbia firmato un documento simile'' ha dichiarato il legale della famiglia, l'avvocato Fabio Anselmo ai microfoni di CNRmedia. ''Se fosse anche vero, sarebbe stata necessaria una visita psichiatrica nei suoi confronti e i parenti dovevano essere comunque chiamati. Invito poi il personale dell'ospedale Pertini a ripensare a quanto dichiarato all'inizio di questa vicenda".
Intanto, l'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ha deciso all'unanimità, nella seduta di oggi, di avviare un'indagine sull'appropriatezza e sulla qualità delle cure somministrate a Stefano Cucchi.
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