''L'ora del decesso va anticipata almeno di un'ora rispetto a quanto si è detto''
Stefano Cucchi
''Cucchi è morto per abbandono terapeutico''
Stefano Cucchi
ultimo aggiornamento: 26 novembre, ore 19:40
Roma - (Adnkronos) - E' la conclusione alla quale sono giunti i cinque parlamentari del comitato 'Verità per Stefano' che stamattina hanno fatto un'ispezione nel reparto detenuti dell'Ospedale Pertini dove il geometra romano è deceduto. La sorella Ilaria: ''Non possiamo più tollerare che si parli delle sue debolezze''. Il 9 dicembre secondo incidente probatorio
Roma, 26 nov. (Adnkronos) - Stefano Cucchi è morto "per abbandono terapeutico" un'ora prima rispetto a quanto denunciato e "senza che nessun medico lo avesse visitato". E' la conclusione alla quale sono giunti cinque parlamentari del Pd-Pdl del comitato 'Verità per Stefano Cucchi' che stamattina hanno fatto un'ispezione nel reparto detenuti dell'Ospedale Pertini dove il geometra romano è deceduto. "Stefano è morto per abbandono terapeutico - ha detto il presidente del comitato Luigi Manconi - C'è anche una sorta di confessione da parte di un medico che dopo cinque giorni dal ricovero al Pertini scrisse per ben due volte che Cucchi rifiutava di nutrirsi fintanto che non lo avessero fatto parlare con il suo difensore. Insomma un atto di protesta per un mancato diritto".
I cinque parlamentari, inoltre, dopo aver parlato con il direttore del reparto detenuti, dopo aver visto alcune celle e parlato anche con i detenuti e con due medici di turno, sono giunti alla conclusione che, riferisce Melania Rizzoli, parlamentare ma anche medico ospedaliero, "l'ora della morte di Cucchi va anticipata almeno di un'ora rispetto a quanto si è detto". Sotto accusa, come afferma la radicale Rita Bernardini, anche "la mancata refertazione. Ci risulta che Stefano - ha affermato Bernardini - abbia avuto sei visite e che i medici avessero registrato le ecchimosi sul suo corpo ma non c'è stata alcuna denuncia all'autorità giudiziaria dei traumi riscontrati". Un aspetto che, ha sottolineato, sarà oggetto di un'ulteriore interrogazione parlamentare. Insomma, i cinque parlamentari del comitato 'pro Stefano' ritengono che la morte del geometra sia stata frutto di una "profonda trascuratezza e sottovalutazione delle condizioni fisiche".
Dall'ispezione del reparto detenuti del Pertini, inoltre, stando a quanto hanno riferito i parlamentari, è emerso che l'unica morte senza un'apparente spiegazione è proprio quella di Cucchi. "Il reparto con 22 posti letto - ha spiegato la Rizzoli - ha aperto nel 2005 e da allora ci sono stati solo quattro decessi incluso Cucchi. L'unico caso di morte inaspettata è quello di Stefano visto che gli altri tre sono morti per malattia terminale". E "alla gravissima colpa dei medici" ha sempre creduto anche la famiglia di Cucchi. "Del resto - ha detto la sorella Ilaria - senza lesioni mio fratello non sarebbe mai arrivato al Pertini. Il suo corpo poi parla da solo. Non possiamo però più tollerare che si parli delle sue debolezze e dei suoi rapporti familiari che nulla hanno a che vedere con la sua morte".
Proprio sulla colpevolizzazione della vittima, Luigi Manconi ha avuto l'impressione che "sia stata usata come attenuante per le gravi sottovalutazioni dello stato di salute di Stefano. Da parte della procura - ha sostenuto Manconi - queste colpevolizzazioni non solo non sono state scoraggiate, ma a me pare siano state incoraggiate e sostenute. Se è vero sarebbe grave". La famiglia di Cucchi e il Comitato nato proprio per far luce sulla sua morte attendono risposte. "Il Dap ha aperto un'indagine interna - ha affermato Ilaria Cucchi - attendiamo l'esito".
La conferenza stampa per far luce sulla morte di Stefano Cucchi è stata inoltre l'occasione per denunciare le gravi condizioni in cui versano le carceri italiane che, ha osservato Rita Bernardini, "sono incostituzionali". Per questo il suo gruppo ha avviato da alcuni giorni uno sciopero della fame per chiedere la calendarizzazione di una mozione in cui il Parlamento si impegni a discutere sul sistema carceri. In proposito Luigi Manconi, pur sottolineando che ogni caso è a sé, ha denunciato che "l'omissione di soccorso è un fatto ricorrente nelle carceri".
Intanto è stato fissato per il 9 dicembre prossimo l'incidente probatorio per dar forza di prova alle dichiarazioni di un albanese che la mattina del 16 ottobre scorso era in cella con Stefano Cucchi e che avrebbe udito mentre diceva di essere stato picchiato. L'incidente probatorio si svolgerà davanti al giudice dell'indagine preliminare Luigi Fiasconaro che oggi ha fissato l'udienza.
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