Da Dumas a Hemingway, ad Acciaroli due grandi della letteratura
ultimo aggiornamento: 06 settembre, ore 12:30
Salerno - (Adnkronos) - La presenza del Nobel per la Letteratura è tramandata da vecchi pescatori, testimoni del tempo. Ma il 15 settembre del 1860 approdò ad Acciaroli anche il romanziere francese per portare circa 400 fucili ai Mille di Garibaldi
Salerno, 6 set. - (Adnkronos) - Arrivando da Salerno seguendo la statale sulla costa, superate le colline di Licosa, la nota sirena del mito, si scorge su un lembo di terra che si protende in mare la Marina di Acciaroli. Dove si racconta che Dumas, il famoso romanziere francese, il 15 settembre del 1860 approdò ad Acciaroli con la goletta 'Emma' per portare circa 400 fucili ai Mille di Garibaldi, presi in consegna da Leonino Vinciprova, uomo di fiducia dell'eroe dei due mondi.
Tra le memorie, leggendarie e popolari, vi è anche quella della presenza di Ernest Hemingway, tramandata da vecchi pescatori, testimoni del tempo. Il centro si caratterizza per la chiesa di Sancta Maria dell'Acciarolo sul lido e la torre che i normanni edificarono verso la fine del XII secolo. Tali proprietà appartennero ai potentissimi principi Sanseverino di Salerno, insieme a una fascia di terra che ripercorre il fiume Iandolo fino al monte Stella, poi passate ai Capano di Pollica nel XVII secolo.
Il primo riferimento ad Acciaroli risale al 1165. Il toponimo si riferisce a un arbusto spinoso della famiglia delle rosacee, simile al biancospino, ma esiste anche un'origine greca, azale, che indicherebbe un approdo "senza tempesta". L'importanza del luogo deriva dal fatto che esso fu sede di una dogana fino al XIX secolo. Particolari di Acciaroli, ma da molto tempo scomparse per la massiccia riorganizzazione portuale del 1970-73, erano le tipiche case in pietra erette su scogli affioranti dal mare che disponevano, all'altezza del primo piano, di una passerella per superare il dislivello che le distanziavano dalla strada.
La via Vecchia s'imbocca dal porto in più punti, e, tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo, fu affiancata ad un livello superiore dall'attuale via Pubblica e gli abitanti si agganciarono ad essa con ballatoi aerei di legno, poi rifatti in cemento, da cui deriva, in alcuni punti, una soluzione edilizia di originalita' e suggestione.
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