News > Cronaca > Dalla Fracci a Zanussi gli artisti da Benedetto XIV: ''Siate annunciatori di speranza a umanità''
Circa 260 tra registi, cantanti, attori ricevuti oggi dal Pontefice
'Il giudizio universale' di Michelangelo nella Cappella Sistina
Dalla Fracci a Zanussi gli artisti da Benedetto XIV: ''Siate annunciatori di speranza a umanità''
'Il giudizio universale' di Michelangelo nella Cappella Sistina
ultimo aggiornamento: 21 novembre, ore 18:11
Città del Vaticano - (Adnkronos/Ign) - L'appello del Papa durante l'incontro nella Cappella Sistina: ''La fede non toglie nulla al vostro genio, non abbiate paura di confrontarvi con la sorgente prima e ultima della bellezza e di dialogare con i credenti''. Tra i presenti anche Nanni Moretti, Raul Bova e Antonello Venditti
Città del Vaticano, 21 nov. (Adnkronos/Ign) - Da Nanni Moretti a Carla Fracci, da Raul Bova ad Arnaldo Pomodoro, dai Pooh a Antonello Venditti fino al regista polacco Krzystof Zanussi, erano circa 260 gli artisti convenuti questa mattina in Vaticano per incontrare Benedetto XVI.
''Cari Artisti - ha detto il Papa - vorrei rivolgervi anch'io, come già fece il mio predecessore, un cordiale, amichevole ed appassionato appello. Voi siete custodi della bellezza; voi avete, grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell'umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di suscitare sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e dell'impegno umano''.
''Siate perciò grati - ha affermato Benedetto XVI - dei doni ricevuti e pienamente consapevoli della grande responsabilità di comunicare la bellezza, di far comunicare nella bellezza e attraverso la bellezza! Siate anche voi, attraverso la vostra arte, annunciatori e testimoni di speranza per l'umanità! E non abbiate paura di confrontarvi con la sorgente prima e ultima della bellezza, di dialogare con i credenti, con chi, come voi, si sente pellegrino nel mondo e nella storia verso la Bellezza infinita!''.
''La fede non toglie nulla al vostro genio - ha aggiunto - alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre, li incoraggia a varcare la soglia e a contemplare con occhi affascinati e commossi la meta ultima e definitiva, il sole senza tramonto che illumina e fa bello il presente''.
''L'arte, in tutte le sue espressioni - ha osservato -, nel momento in cui si confronta con i grandi interrogativi dell'esistenza, con i temi fondamentali da cui deriva il senso del vivere, può assumere una valenza religiosa e trasformarsi in un percorso di profonda riflessione interiore e di spiritualità''. ''Una funzione essenziale della vera bellezza, già evidenziata da Platone - ricorda -, consiste nel comunicare all'uomo una salutare 'scossa', che lo fa uscire da se stesso, lo strappa alla rassegnazione, all'accomodamento del quotidiano, lo fa anche soffrire, come un dardo che lo ferisce, ma proprio in questo modo lo 'risveglia' aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente, mettendogli le ali, sospingendolo verso l'alto''.
''L'espressione di Dostoevskij che sto per citare - ha detto ancora Ratzinger - è senz'altro ardita e paradossale, ma invita a riflettere: 'L'umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui'''. ''Gli fa eco - ha aggiunto Ratzinger - il pittore Georges Braque: 'L'arte è fatta per turbare, mentre la scienza rassicura'''.
''Troppo spesso la bellezza che viene propagandata è illusoria e mendace, superficiale e abbagliante fino allo stordimento e - sottolinea il Pontefice -, invece di far uscire gli uomini da sé e aprirli ad orizzonti di vera libertà attirandoli verso l'alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi di speranza e di gioia''.
''Il Giudizio Universale, che campeggia alle mie spalle - ha detto Ratzinger - ricorda che la storia dell'umanità è movimento ed ascensione, è inesausta tensione verso la pienezza, verso la felicità ultima, verso un orizzonte che sempre eccede il presente mentre lo attraversa''. ''Michelangelo - afferma ancora - offre così alla nostra visione l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine della storia, e ci invita a percorrere con gioia, coraggio e speranza l'itinerario della vita''. ''La drammatica bellezza - ha spiegato il Pontefice - della pittura michelangiolesca, con i suoi colori e le sue forme, si fa dunque annuncio di speranza, invito potente ad elevare lo sguardo verso l'orizzonte ultimo''.
''Protagonisti di questo incontro siete voi, cari e illustri artisti - ha sottolineato ancora Benedetto XVI - appartenenti a Paesi, culture e religioni diverse, forse anche lontani da esperienze religiose, ma desiderosi di mantenere viva una comunicazione con la Chiesa cattolica e di non restringere gli orizzonti dell'esistenza alla mera materialità, ad una visione riduttiva e banalizzante''. ''Voi rappresentate il variegato mondo delle arti e proprio per questo , attraverso di voi - ha concluso - vorrei far giungere a tutti gli artisti il mio invito all'amicizia, al dialogo, alla collaborazione''.
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