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''A questo punto può venire chiunque a parlare su di me, possono venire dieci, cento Spatuzza''
Dell'Utri: ''Da Spatuzza affermazioni allucinanti, Cosa nostra vuole buttare giù il governo''
ultimo aggiornamento: 04 dicembre, ore 15:11
Roma - (Adnkronos) - Il senatore del Pdl, già condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, reagisce alle accuse formulate oggi a suo carico dal pentito di mafia Gaspare Spatuzza: "Che ne so io chi ci sta dietro Spatuzza. Ci sono delle persone, i pm, che ne so io. Ma non fatemi dire altro, non dicendo dico tutto''
Roma, 4 dic. (Adnkronos) - In un'aula al seminterrato del Palazzo di giustizia superblindato depone l'ex boss mafioso di Brancaccio Gaspare Spatuzza, che da un anno e mezzo collabora con i magistrati di mezza Italia e che accusa, tra gli altri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri. E in una pausa del processo d'appello a suo carico, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, proprio Dell'Utri ha detto che "la mafia ha l'interesse a buttare giù un governo che sta lottando contro la mafia".
Spatuzza, ha aggiunto il senatore, "è un pentito della mafia, non dell'antimafia". Cosa Nostra ''ha tutto l'interesse a buttare giù un governo che sta lottando contro la mafia come mai nel passato. Sono dati oggettivi - ha detto il senatore - c'e' stato il massimo dei latitanti catturati, il massimo dei beni sequestrati, il massimo delle pene severe contro i condannati'' per reati mafiosi.
Ai giornalisti che gli chiedevano se nel 2001 Forza Italia, quando vinse le politiche in Sicilia con 61 seggi a 0, potesse essere stata votata pure dai boss, Dell'Utri ha risposto: "Ma che ne so? Puo' essere anche che la mafia ha votato nel 2001 per noi, purtroppo non gli hanno ancora tolto il diritto di voto. Ma, d'altronde, ha votato anche per Orlando". E sottolinea: "E' una cosa fuori dal mondo. Si rischia di impazzire".
"Non ci sono mai stati incontri con i Graviano, non li conosco, non ho mai saputo addirittura chi sono" aggiunge il senatore che, sulla presunta frequentazione con Provenzano, precisa: "Ma sta scherzando? Io non conosco nessuno, conoscevo Vittorio Mangano. Qualcuno dice che mi ha mandato bigliettini, che lo ho incontrato, sono cose assurde, è un teatrino, perche' teatro sarebbe troppo". Quanto alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, il senatore è netto: "Non me le spiego, mi fanno ridere".
"Secondo Spatuzza - sottolinea poi Dell'Utri - io e Berlusconi saremmo dei delinquenti sanguinari. Ha detto delle cose allucinanti. A questo punto -ha detto ancora il senatore- può venire chiunque a parlare su di me, possono venire dieci, cento Spatuzza. Ognuno viene qua e parla". Quindi tornando sulle parole del collaboratore di giustizia che ha detto: ''Avevo paura di pentirmi perché il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi e il ministro era Alfano che è il vice di Dell'Utri'', il senatore regisce: ''Il ministro Alfano legato a me un tubo... Alfano è un signore che ha fatto la sua carriera. Sostiene che aveva paura di Berlusconi? Beh, finalmente fa paura a qualcuno''.
Ma chi c'è dietro al pentito Spatuzza? "Che ne so io chi ci sta dietro Spatuzza. Ci sono delle persone, i pm, che ne so io. Ma non fatemi dire altro, non dicendo dico tutto", ha affermato Dell'Utri che riferendosi ancora alle dichiarazioni di Spatuzza, ricorre ad una metafora: "Cosa volete che vi dica? Oggi c'è maltempo e domani ci sarà bel tempo".
Quanto all'imputazione di 'concorso esterno in associazione mafiosa' che lo ha visto già condannato in primo grado, Dell'Utri chiede ''la sua regolamentazione. Oggi il reato è fuori dal codice, invece mettiamolo nel codice e regoliamolo" perché "così come è oggi, il concorso esterno è lasciato all'interpretazioni di chiunque. Questo è devastante".
Gli echi della deposizione di Spatuzza sono 'approdati' anche al Consiglio dei ministri di questa mattina. Silvio Berlusconi, riferiscono fonti ministeriali, avrebbe definito la vicenda un'assurda macchinazione nei suoi confronti, anche perché il suo governo è quello che più di tutti ha fatto del contrasto alla mafia uno degli obiettivi più netti e coerenti. Il premier, riferiscono le fonti, avrebbe ceduto la parola al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per fare il punto della situazione, snocciolando tutti i risultati conseguiti dall'esecutivo fino ad ora nella lotta contro il fenomeno mafioso. Maroni avrebbe detto che da quando si è insediato questo governo sono stati arrestati 8 mafiosi al giorno, compresa la domenica.
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