News > Cronaca > Al via il Congresso dell'Italia dei Valori. E Di Pietro querela il 'Corriere della Sera'
Iniziative legali anche contro Mario Di Domenico
Al via il Congresso dell'Italia dei Valori. E Di Pietro querela il 'Corriere della Sera'
ultimo aggiornamento: 05 febbraio, ore 17:21
Roma - (Adnkronos) - Il leader dell'Italia dei Valori replica alle accuse lanciate dal quotidiano: "Mai visto quell'assegno". Con l'intervento di De Magistris si apre il primo congresso del partito: "Appoggio Di Pietro ma non reprimiamo il dissenso interno". Di Pietro scherza sulla cena con Contrada. E Bersani lo difende: "Polverone" (VIDEO)
Roma, 5 feb. (Adnkronos) - "Escludo di aver mai visto, ricevuto ne' tanto meno incassato, ne' personalmente ne' per conto dell'Italia dei Valori, l'assegno a firma Bianchini che il 'Corriere della Sera' ha pubblicato in data odierna e che, per stessa ammissione dell'interessato, era invece da ben nove anni nelle mani di Mario Di Domenico senza che lo stesso ne avesse titolo. Per questa ragione sia io che l'Italia dei Valori provvederemo a querelare Mario Di Domenico e anche il 'Corriere della Sera' considerando ingiustificato che vengano pubblicate notizie senza effettuarne i dovuti riscontri". Lo si legge in una nota del presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Spiace constatare che la stessa scorrettezza e' stata usata dal 'Corriere della Sera' anche in riferimento alla pubblicazione di alcune foto scattate nella caserma dei carabinieri, in cui sono stato ripreso non solo insieme a Contrada ma anche ad alcuni ufficiali dell'Arma, affermando che le stesse sarebbero state volutamente occultate mentre io non ero neppure a conoscenza della loro esistenza'', sottolinea Di Pietro.
Si apre oggi intanto il primo congresso dell'Italia dei Valori. Lo slogan scelto è 'L'alternativa per una nuova Italia'.
L'obiettivo, come spiega il leader Antonio Di Pietro nella mozione con cui si candida alla presidenza, e' quello di passare da un movimento d'opinione che si riconosce nel suo leader, ad un partito d'azione strutturato con una classe dirigente scelta attraverso un normale processo democratico.
Fra i primi ad intervenire oggi l'europarlamentare Luigi De Magistris, che in vari frangenti viene indicato come un potenziale concorrente per la leadership a Di Pietro ma che per queste assise ha deciso di non presentare alcuna candidatura e di schierarsi a fianco dell'ex pm di Mani pulite. De Magistris dice quindi sì alla leadership di Di Pietro, ma chiede di non reprimere il dissenso interno sottolineando la necessita' di creare un partito con una classe dirigente che sappia rispondere alle attese della base e anche all'eventuale dissenso che puo' manifestarsi.
"Doveva essere il giorno della sfida a duello tra me e Di Pietro -sottolinea De Magistris- io chiarisco subito, come feci in un esecutivo un po' turbolento, che approvo la mozione Di Pietro. Credo che Antonio Di Pietro debba essere alla guida di un grande movimento politico che impedira' il disegno autoritario del nostro Paese. Sono convinto che dobbiamo passare da movimento politico a partito d'azione, per farlo dobbiamo realizzare una squadra, e' inutile creare dei finti dualismi, delle sfide a duello. Fin qui non ho visto divergenze che potessero portare ad un cambiamento di rotta".
A questo punto De Magistris lancia pero' un monito: "nei confronti di Italia dei valori -afferma- c'e' una aspettativa straordinaria e una critica molto piu' severa. Dobbiamo essere molto attenti a non creare differenze tra il dire e il fare, non solo nella leadership nazionale, ma anche a livello regionale". L'ex magistrato confessa che, "girando il Paese" ha "raccolto dissenso: l'invito che sento di fare -ammonisce- e' non reprimiamo il dissenso interno. Se c'e' qualcuno che non e' d'accordo bisogna dialogare e bisogna capire le cose che non vanno. Non dobbiamo avere paura del nuovo che avanza anche all'interno del nostro partito".
Infine un riferimento alle polemiche scoppiate in questi giorni dopo la pubblicazione delle foto che ritraevano Antonio Di Pietro con bruno Contrada: "Anch'io -ironizza De Magistris- faccio parte di una cellula di qualche servizio, dei servizi cubani probabilmente visto che guardo un po' piu' a sinistra". Poi aggiunge: "Italia dei Valori e' un partito che sta difendendo la Costituzione e professa l'attuazione della Costituzione. Questo da' fastidio ai poteri forti che stanno lavorando al dopo Berlusconi. Rischiamo di passare da Berlusconi a Gianni Letta, da Berlusconi al compagno Fini".
articoli correlati
tutte le notizie di Cronaca
| micaria ha scritto (05/02/2010 - ore 16:15) | segnala un abuso |
| Siamo in attesa che l'amico Obama e la sua Cia faccia filtrare qualche notiziola sul Nostro e poi ci faremo delle grasse grosse risate!!! | |
| micaria ha scritto (05/02/2010 - ore 14:59) | segnala un abuso |
| Di Pietro querela?! Ma come non era andato al Consiglio europeo per accusare Berlusconi che con le sue querele aggredisce la libertà di stampa?!! | |
| zeru_tituli ha scritto (06/02/2010 - ore 17:41) | segnala un abuso |
| Ma come ! Non era lui a criticare le querele del Premier contro la stampa? Quella stampa sulla cui libertà ha fatto una imponente manifestazione?Il buon Di Pietro non ci finirà mai di stupire,almeno fino a quando non diventerà "console onorario " del DP. | |
| AndreaM.84 ha scritto (06/02/2010 - ore 17:01) | segnala un abuso |
| micaria ti sfugge un piccolo dettaglio: Di Pietro non è presidente del Consiglio nè riveste una carica istituzionale, ergo il discorso che stai facendo non ha il benchè minimo senso. Inoltre è stato calunniato, visto la storia assurda che hanno messo su, e come tutti I PRIVATI CITTADINI, ha voluto difendere il suo diritto a non essere denigrato. | |
| Oscar ha scritto (08/02/2010 - ore 19:31) | segnala un abuso |
| A rieccoci con i 2 pesi e 2 misure. Il "povero" Di Pietro può querelare senza che la libertà di stampa ne soffra. Ma fatemi il piacere! Questo novello Robespierre non farà cadere le teste, poiché l'unica che cadrà sarà sicuramente la sua. E' solo questione di tempo. Poco... | |
| yesbeppecan ha scritto (05/02/2010 - ore 18:30) | segnala un abuso |
| Se ne sentono di panzane su Tonino... poi LIBERO se ne intende!!! Farina è stato radiato dall'Ordine dei Giornalisti il 29 marzo 2007, dopo avere ammesso di aver collaborato, al tempo in cui era vicedirettore di Libero, con i Servizi segreti italiani fornendo informazioni e pubblicando notizie in cambio di denaroUn mese prima, il 16 febbraio 2007, si era dichiarato colpevole del reato di favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta sul rapimento dell'ex imam di Milano, Abu Omar, patteggiando la pena di sei mesi di reclusione. W DI PIETRO W LA COSTITUZIONE! | |
|
|
|



























