Enav, Casini: ''Una storia lunare''. Tremonti sentito come testimone
ultimo aggiornamento: 22 novembre, ore 21:51
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il leader dell'Udc: ''Di Lernia? Mai visto e conosciuto. Ho fiducia nella magistratura e non credo al complotto''. Guarguaglini: ''Mai creato fondi neri né dato ordini di elargire somme di denaro a politici e/o partiti''. Monti in campo su Finmeccanica: serve una rapida soluzione
Roma, 22 nov. (Adnkronos/Ign) - ''Dichiaro in modo categorico di non aver mai creato fondi neri di non aver mai elargito né dato ordini di elargire somme di denaro a politici e/o partiti''. Il presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini respinge l'accusa di essere stato a conoscenza del giro di appalti e tangenti scoperchiato dall'inchiesta su Enav-Finmeccanica, sulla scia dei racconti dell'ex consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola e dell'imprenditore Tommaso Di Lernia .
''Guarguaglini - si legge in una nota dell'azienda - ribadisce che il sig. Lorenzo Cola non è mai stato il suo braccio destro, come invece riportato da alcuni organi di informazione. Infine, esprime fiducia nell'operato della magistratura, che ha già fatto chiarezza sul caso Digint che non ha visto coinvolto nessun dirigente o manager di Finmeccanica''.
Nei giorni scorsi, intanto, si apprende che l'ex ministro Giulio Tremonti è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal pm romano Paolo Ielo che indaga sugli appalti Enav. In ballo c'è una dichiarazione di Lorenzo Cola. Parole a cui Tremonti ha replicato, spiegando di aver incontrato l'ex consulente di Finmeccanica ''una sola volta'' nello studio a palazzo Giustiniani di Giulio Andreotti ''per parlare d'Europa''. ''In quella sede e solo in quella sede, non altrove e non dopo, - si legge in una nota dell'ex ministro - ho avuto occasione di incontrare il sig. Cola. Fattami dal Cola l'ipotesi di un viaggio negli Stati Uniti d'America ho cortesemente declinato avendo in quel Paese altre, diverse opportunità di incontro. Tutto qua".
Smentite e querele arrivano anche da altri protagonisti della vicenda. A cominciare dall'ex senatore Franco Bonferroni, membro del consiglio di amministrazione di Finmeccanica, accusato di aver ricevuto 300mila euro. ''Non ho mai ricevuto somme di denaro dal Signor Cola né da altri - afferma Bonferroni - Le dichiarazioni che, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, lo stesso Cola avrebbe rilasciato al pm di Roma Ielo sono false, mi stupiscono grandemente e mi procurano molta amarezza. Ho dato incarico al mio legale, Romano Corsi del Foro di Reggio Emilia, di querelarlo immediatamente''.
Dell'inchiesta Enav ha parlato anche Pier Ferdinando Casini, il cuo nome comparirebbe nei verbali di interrogatorio di Cola e Di Lernia. ''Di Lernia? Mai visto e conosciuto. Per quanto mi riguarda questa storia è lunare. Non ho nemmeno un ufficio al partito. Ho fiducia nella magistratura e non credo al complotto'' ha detto il leader dell'Udc.
Quanto all'accusa di tangenti rivolta a Giuseppe Naro, tesoriere del partito, ''io mi fido di quello che dice Naro - ha affermato Casini - Ho piena fiducia nella magistratura, come è giusto che sia, perché un cittadino onesto e serio deve avere fiducia nei magistrati e non credo a complotti''.
A intervenire è anche il senatore Altero Matteoli, già ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha smentito ''ancora una volta di aver mai ricevuto finanziamenti o altre utilità, né in mio favore né per la Fondazione che ho l'onore di presiedere".
Intanto l'avvocato difensore di Guido Pugliesi, Francesco Scacchi, ha smentito ‘’categoricamente’’ che negli uffici dell'amministratore delegato dell'Enav si siano mai svolti incontri con politici, come ricostruito dall’imprenditore Di Lernia. ‘’Eventuali incontri con autorità politiche sono sempre avvenuti nelle opportune sedi istituzionali e quindi non presso gli uffici della società''.
Sul fronte della cronaca, intanto, Manlio Fiore, ex direttore commerciale della Selex S.I., arrestato sabato scorso nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Enav, è stato oggi sottoposto per oltre un'ora a un interrogatorio di garanzia dal gip Annamaria Fattori che aveva autorizzato il suo arresto. "Mai fatto false fatture e mai mi sono occupato di sovrafatturazioni", è stata la linea difensiva adottata da Fiore. I difensori decideranno nei prossimi giorni se ricorrere al Tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione o quanto meno gli arresti domiciliari per il loro cliente.
Anche Marco Iannilli, assistito dagli avvocati Fabio Lattanzi e Pier Giorgio Manca, è stato sottoposto oggi a Regina Coeli all'interrogatorio di garanzia da parte del gip Fattori. Il commercialista ha confermato di avere emesso fatture false per lavori mai eseguiti per un importo di 800mila euro. Le ammissioni fatte oggi da Iannilli potrebbero avere un effetto sull'accoglimento della prossima istanza di rimessione in libertà o di concessione degli arresti domiciliari che i difensori si apprestano a chiedere al Tribunale del Riesame.
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