Nessuna dichiarazione spontanea da parte dei due imputati
Rosa e Olindo Bazzi
Erba, Rosa e Olindo al processo d'appello: ''Dimostreremo la nostra innocenza''
Rosa e Olindo Bazzi
ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 08:07
Milano - (Adnkronos/Ign) - I coniugi Romano, condannati all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Como, scrivono ai giornalisti: ''Speriamo che gli errori commessi in I° grado vengano al pettine''. L'accusa: ''Non esistono piste alternative''. Marzouk: "Non li perdonerò mai". Garlasco, "contro Stasi nessun movente". Ecco come il gup ha smontato l'accusa
Milano, 17 mar. (Adnkronos/Ign) - Si è svolta mercoledì la prima udienza del processo d'appello per Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Como per la strage di Erba. Maglione grigio e pantaloni scuri per lui, giubbotto chiaro per lei, Rosa e Olindo sono rimasti in silenzio durante l'udienza. Interpellati dal presidente della Corte Maria Luisa Dameno sull'eventualità di rendere dichiarazioni spontanee entrambi hanno rifiutato questa opportunità.
I coniugi hanno scritto però una lettera agli inviati del Tg1 e Tg2. ''Speriamo che al processo d'appello tutti gli errori commessi dal giudice di primo grado verranno al pettine - scrivono Rosa e Olindo nella missiva -, potendo così dimostrare la nostra innocenza''. ''Sentimenti calpestati, diritti violati, negati, da chi li dovrebbe garantire. Violenze gratuite a una nostra debolezza psicologica'', continuano i due coniugi. ''Perseguitati e gettati in uno stato di disperazione, hanno cercato di imporre una loro verità, impedendo sistematicamente alla nostra difesa di esercitare''. Eppure ''nonostante tutto - concludono - abbiamo fiducia nella giustizia''.
Sorpreso Carlo Castagna, familiare di tre delle vittime della strage di Erba, che commenta: ''Siamo increduli''. ''Non si mettono d'accordo neanche con il loro avvocato - sottolinea -. Queste cose avrebbero dovuto dirle in aula''. Mentre Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre di Youssef, a proposito della lettera osserva: ''Riapre le ferite''.
"Impossibile dimenticare" sottolinea Azouz. "Non li perdonerò mai" ribadisce mentre il suo sguardo incrocia quello di chi gli ha sterminato la famiglia. Il tunisino dice di avvertire "un odio assurdo da parte di Olindo". Il suo è "uno sguardo cattivo, mentre lei non mi ha neanche guardato" spiega. Quanto alla sentenza, per Azouz non ci sono dubbi: "E' già scritta, il giudice confermerà l'ergastolo".
In aula, oltre al padre Carlo, anche i figli Giuseppe e Pietro Castagna. ''Hanno fatto insinuazioni pesanti ed assurde per le quali sto pensando a eventuali querele. Accuse che fanno male al fisico'', ha detto Pietro replicando alla difesa di Olindo e Rosa, che nei giorni scorsi ha insinuato un suo possibile coinvolgimento nel quadruplice omicidio. ''Stanno dicendo che avrei ucciso mia madre, mia sorella e mio nipote. Stavolta - ha concluso - hanno esagerato''.
All'inizio dell'udienza, per circa un'ora e mezza il presidente della Corte Dameno ha ricostruito quanto accaduto la sera del quadruplice omicidio . Davanti alle Corte d'appello di Milano il presidente ha anchenegato la rinnovazione del dibattimento chiesta dalla difesa dei coniugi Romano.
Poi è iniziata la requisitoria dell'accusa . Per il procuratore generale di Milano Nunzia Gatto non c'è nessun dubbio sulla colpevolezza dell'ex netturbino e della moglie. ''Vi dimostrerò - ha detto - che non esistono piste alternative''. Quanto all'attendibilità del supertestimone, messa in discussione dalla difesa, nessun dubbio per il procuratore generale: ''La memoria di Mario Frigerio è perfetta''.
Nella sua requisitoria l'accusa ha cercato di dimostrare la capacità di intendere e volere per i due coniugi: ''La ferocia non è di per sé un elemento sufficiente per potere dire che persone feroci e crudeli siano incapaci di intendere e volere''. Ha ricordato il monitoraggio costante da parte degli psichiatri per entrambi: Olindo in un anno ha sostenuto 42 visite psichiatriche, ben 46 quelle per Rosa. Per entrambi, però, ''la problematica è vedersi''. Inoltre, sottolinea il procuratore, dei consulenti della difesa ''nessuno ha trovato elementi psichiatrici validi su cui fare una relazione. Se una relazione in questo senso non c'è, allora c'è solo una spiegazione''.
L'aula è rimasta off limits a telecamere e fotografi. La presidente della Corte Dameno infatti è stata chiara: "Non si deve trasformare quest'aula in un set. Niente processo mediatico, non sarà concessa la ripresa di video all'interno dell'aula". Se nel processo di primo grado Olindo e Rosa erano stati più volte ripresi e fotografati, oggi telecamere e fotografi resteranno dunque 'a bocca asciutta'. La seconda udienza del processo si terrà venerdì.
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