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Da ieri non si hanno più sue notizie

Evaso dall'ospedale di Locri Antonio Pelle: è considerato il capo dell'omonima cosca

ultimo aggiornamento: 15 settembre, ore 15:22
Reggio Calabria - (Adnkronos/Ign) - Era stato scarcerato ad aprile per motivi di salute e nei giorni scorsi era stato ricoverato. Avviata un'inchiesta


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Reggio Calabria, 15 set. (Adnkronos/Ign) - Antonio Pelle, 49 anni soprannominato 'Vancheddu' o 'la mamma', è evaso dall'ospedale di Locri. Antonio Pelle era stato condannato a dieci anni per coltivazione di canapa indiana e in primo grado a 13 anni (al termine del processo con il rito abbreviato) per l'inchiesta Fehida, che ha riguardato gli scontri tra le famiglie Pelle-Vottari e Nirta-Strangio che sono culminati nella strage di Duisburg.

Era stato scarcerato ad aprile per motivi di salute. Nei giorni scorsi era stato ricoverato in ospedale, ma da ieri non si hanno più sue notizie.

Sull'evasione è stata avviata un'inchiesta. ''L'indagine è della procura di Locri, la Dda la segue per la personalità di Antonio Pelle che è stato condannato a 13 anni per associazione mafiosa, porto e detenzione di armi ed è ritenuto il capo della cosca Pelle-Vottari - ha affermato il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone - Quali misure erano state disposte, quali sono state eseguite, quali in ipotesi non sono state eseguite è l'oggetto dell'accertamento che sta svolgendo la procura di Locri''.

Ad Antonio Pelle, evaso dall'ospedale di Locri, era stata diagnosticata una cachessia, cioè lo stadio terminale di una grave forma di anoressia che gli causava debolezza e problemi di deambulazione. Era arrivato a pesare sotto i cinquanta chilogrammi.

Era stata la procura generale della Corte d'Appello di Reggio Calabria a chiedere un parere a un perito, il quale aveva ritenuto che non esistesse una struttura carceraria compatibile con il suo stato e favorendo quindi il suo trasferimento agli arresti domiciliari. Il suo avvocato Giulia Dieni aveva già ottenuto la sospensione dei due processi di secondo grado e il declassamento dal 41 bis a detenuto ordinario, sebbene in condizioni di particolare sicurezza.

Antonio Pelle ha due procedimenti pendenti, dinanzi alla Corte d'Appello per la condanna a dieci anni per droga e dinanzi alla Corte d'Assise d'Appello per i 13 anni di condanna nel processo Fehida. Entrambi sono stati sospesi per incapacità dell'imputato di stare in giudizio e a breve si sarebbe tenuta un'ulteriore udienza in cui il suo legale avrebbe chiesto nuovamente la sospensione.

La procura di recente aveva creato un pool di esperti per verificare se Antonio Pelle avesse costituito un disegno premeditato oppure se la patologia era reale. In particolare erano stati disposti una serie di accertamenti, tra cui l'elettromiografia, al fine di stabilire se avesse subito dall'anoressia i danni fisici che lamentava.

Il sospetto è infatti che Pelle abbia scelto deliberatamente di dimagrire per essere scarcerato. Resta il ragionevole dubbio che, avendo problemi di deambulazione, sia stato aiutato da qualche complice a lasciare l'ospedale di Locri e far perdere le proprie tracce.


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