Una passione, quella per la battaglia contro la malaria, "cominciata per caso, per un'opportunità di lavoro''
Flaminia Catteruccia
Flaminia Catteruccia, l'italiana a caccia della zanzara Ogm antimalaria
Flaminia Catteruccia
ultimo aggiornamento: 10 agosto, ore 20:20
Roma - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Uno spray per sterilizzare specie 'cattive' l'obiettivo del 'cervello' rientrato in Italia, all'università di Perugia, dopo aver lavorato per anni all'Imperial College di Londra (VIDEO)
Roma, 10 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Ha dichiarato guerra alla zanzara che trasmette la malaria da 15 anni, vincendo in laboratorio diverse battaglie che hanno aperto la strada a nuove strategie, basate sulla manipolazione genetica, per arrivare alla sterilizzazione di questi insetti. Con l'obiettivo finale di giungere, entro 10 anni, all''arma letale': uno spray in grado di rendere infertili le specie 'cattive'. Sono molti i successi già collezionati, nonostante la giovane età, da Flaminia Catteruccia, 43 anni, biologa molecolare. Un 'cervello rientrato' in Italia, all'università di Perugia, dopo aver lavorato per anni all'Imperial College di Londra, dove ancora ha un gruppo di lavoro con il quale ha pubblicato nei giorni scorsi un importante studio, firmato insieme a un altro italiano, Andrea Crisanti, docente dell'ateneo perugino.
"Abbiamo scoperto che un maschio della specie anopheles, sterilizzato in laboratorio, potrebbe essere un'alternativa efficace all'uso degli insetticidi per combattere la diffusione della malaria. Questo perché questi individui, anche se non fertili, trasmettono comunque alla zanzara femmina il messaggio di aver fecondato le uova. E visto che le femmine si accoppiano solo una volta nella vita, 'sostituire' i maschi fertili con quelli sterili è sicuramente una strategia vincente". Ciò che serve ora è sviluppare un metodo rapido per modificare geneticamente i maschi, spiega all'Adnkronos Salute Catteruccia, che dal prossimo anno, pur continuando a lavorare a Perugia, realizzerà le sue ricerche anche nella prestigiosa università statunitense di Harvard, a Boston.
"I colleghi americani sono molto interessati a questi studi e sono lusingata di poter lavorare con loro", spiega ancora la scienziata. Fino ad oggi gli studi di Flaminia Catteruccia hanno permesso di capire in che modo è possibile modificare geneticamente le zanzare - nel primo studio, 15 anni fa, il suo gruppo di lavoro riuscì a inserire un gene fluorescente nel Dna, per riconoscere al microscopio le zanzare Ogm da quelle normali - ma anche di comprendere meglio il loro comportamento riproduttivo.
Elementi fondamentali per arrivare al vero obiettivo. "Spero si possa mettere a punto una sostanza in grado, attraverso uno spray, di sterilizzare le zanzare, maschi e femmine, che trasmettono la malaria". Un prodotto da poter usare, per esempio, insieme agli insetticidi, e che potrebbe rappresentare la soluzione definitiva al problema. I tempi? "In laboratorio le cose, a volte, possono procedere lentamente ma anche avere improvvise accelerate. Poi, però, ci sono i tempi per le verifiche e i test prima dell'impiego sul campo. Credo, comunque, che in 10 anni l'obiettivo potrebbe essere raggiunto", aggiunge Catteruccia.
In questo modo si potrebbero cancellare completamente le zanzare 'cattive' e battere la malaria che uccide 800.000 persone l'anno, soprattutto bambini. "Esistono migliaia di specie di zanzare, ma solo una trentina trasmettono la malaria e vivono soprattutto in zone localizzate del globo. Il punto è eliminare solo queste".
La passione per la battaglia contro la malaria "è cominciata per caso - conclude la ricercatrice - per un'opportunità di lavoro. Ma, alla fine mi ha molto appassionata, perché si tratta di un ambito che coinvolge diversi 'attori': il parassita, l'uomo, la zanzara che si presenta, a sua volta, con due elementi diversi tra loro, il maschio e la femmina. Questo complesso sistema pone sfide e domande interessati che rendono la ricerca più avvincente".
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