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Il corpo in Italia entro una decina di giorni

Francia, Frattini vede famiglia italiano morto in carcere: ''Ci ha aiutato molto''

ultimo aggiornamento: 02 settembre, ore 18:32
Roma - (Adnkronos) - Al termine del colloquio con il ministro degli Esteri alla Farnesina la madre del ragazzo non ce l'ha fatta a parlare. Al suo posto ha parlato suo fratello Marco e zio del giovane morto nel penitenziario di Grasse: ''Il ministro ci ha ben consigliato e ci ha dato la possibilità di riflettere sull'indagine che è stata aperta in Francia e si è messo a disposizione per il rientro della salma, per eseguire una nuova autopsia'' (VIDEO)
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Roma, 2 set. (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incontrato oggi la madre di Daniele Franceschi, l'italiano di 36anni morto in carcere a Grasse, in Francia.

La donna, Cira Antignano, accompagnata dal fratello Marco e dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini, al termine dell'incontro durato circa 20 minuti, di fronte alle telecamere è apparsa provata: "Non mi sento bene. Non ce la faccio", sono state le sue uniche parole.

Al suo posto ha parlato invece lo zio di Daniele. "Il ministro è stato molto gentile, ci ha aiutato molto - ha detto Marco Antignano - ha seguito sin dall'inizio la vicenda, ci ha ben consigliato e ci ha dato la possibilità di riflettere sull'indagine che è stata aperta in Francia e si è messo a disposizione per il rientro della salma, per eseguire una nuova autopsia".

Il rimpatrio della salma, ha spiegato, avverrà "quando le autorità francesi avranno concluso la loro indagine. Si parla di 10-12 giorni". Quanto alla collaborazione del governo francese per fare luce sulla morte del ragazzo italiano, "sembra che il ministro degli Esteri francese - ha detto Antignano- abbia dato grande disponibilità grazie all'interessamento del nostro ministro degli Esteri".

"E' a disposizione, oltre che quello di Roma, anche il dipartimento di Medicina legale della Versilia per fare, eventualmente se necessario, una terza autopsia da mandare come perizia al magistrato francese".

Ha annunciato dopo l'incontro con Frattini il sindaco di Viareggio. Rispondendo a chi gli chiedeva perche' i medici italiani non abbiano potuto assistere all'autopsia svolta in Francia sul corpo del ragazzo, Lunardini ha risposto: "Era un'autopsia richiesta non dall'autorita' giudiziaria ma dall'autorita' carceraria. Erano presenti due medici francesi, che l'autorita' carceraria ha ritenuto sufficienti". Parlando poi della reazione della comunita' viareggina, il sindaco ha aggiunto: "La comunità si è stretta tantissimo intorno alla famiglia, sono sostenuti e aiutati da tutti. E' stata una bella reazione da parte della citta'".

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