Non indossava il giubbotto di salvataggio
Giglio, trovato il cadavere di una donna. 17esima vittima, membro dell'equipaggio
ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 20:50
Roma - (Adnkronos) - I sommozzatori hanno trovato il cadavere di una donna, potrebbe essere la barista peruviana. Il bilancio sale a 17 vittime accertate (VIDEO). Interrotti per il maltempo i lavori sui serbatoi per lo svuotamento del carburante. Tra Usa e Italia la battaglia dei risarcimenti. A Miami sei passeggeri chiedono danni per 460 milioni di dollari. Accordo raggiunto tra Costa e consumatori: 14mila euro per ogni naufrago. I sub nel relitto (VIDEO - FOTO 1 - 2)
Roma, 28 gen. (Adnkronos) - E' di 17 morti e 16 dispersi il bilancio aggiornato ad oggi del naufragio della Costa Concordia. I sommozzatori della Guardia di finanza hanno trovato infatti , sul ponte 6 della nave, il cadavere della 17esima vittima: si tratta di una donna che indossava la divisa dell'equipaggio, ed era senza salvagente.
La salma è stata recuperata ma non ancora identificata. L'unico membro dell'equipaggio che però mancava ancora all'appello è quello della 26enne barista peruviana Erika Fani Soriamolina, che venne vista da molti testimoni mentre salvava decine di passeggeri; quasi certamente il corpo rinvenuto è il suo, ma si attende ancora il responso ufficiale. In giornata è stato identificato anche il cadavere di una vittima recuperato nei giorni scorsi, è quello di una donna di nazionalità tedesca. Le operazioni di ricerca dei dispersi vanno avanti, con palombari, sub e sommozzatori impegnati a perlustrare il relitto. Il maltempo invece ha provocato da questa mattina lo stop alle operazioni preparatorie per lo svuotamento dei serbatoi. le onde alte oltre un metro hanno costretto i tecnici a stoppare i lavori e rientrare in porto per ragioni di sicurezza la nave Pontone 'Meloria'. A causa del mare mosso e dei venti forti previsti fino almeno a martedì, le operazioni di 'defueling' slitteranno alla metà della prossima settimana, probabilmente a mercoledì.
Fino a oggi i tecnici della Smit Salvage e della Tito Neri avevano praticato dei fori di 16 centimetri necessari ad aspirare il carburante e a iniettare contemporaneamente acqua calda nelle cisterne per bilanciare la stabilità dello scafo. Il pompaggio del carburante durerà almeno 3 settimane per le cisterne poste sull'esterno dello scafo -è stato spiegato- mentre per i serbatoi posti all'interno le operazioni di defueling saranno più lunghe e complicate.
I tecnici confidano che le cisterne siano intatte, e che la nave sia sufficientemente stabile sullo scoglio su cui è adagiata. Il piano prevede circa tre settimane per svuotare le cisterne collocate sulla parte esterna dello scafo, mentre ci vorrà molto più tempo per aspirare il combustibile stivato nei serbatoi interni. Il carburante dovrà essere preriscaldato per renderlo più fluido. Inoltre, al fine di preservare la stabilità dello scafo, durante l'aspirazione sarà pompata dell'acqua calda nella nave all'interno delle casse che andrà a riempire lo spazio del carburante.
Una volta aspirate le 2400 tonnellate di carburante dai serbatoi, la Costa Concordia verrà rimossa. Lo ipotizza Max Iguera, rappresentante in Italia della Smit Salvage, la società olandese che insieme alla Tito Neri ha ricevuto l'incarico di aspirare il combustibile dalle cisterne. Non si aspetterà, dunque, la bonifica di altri elementi inquinanti, per questioni di tempo. ''Compiere una rimozione capillare dei cosiddetti inquinanti secondari, come oli lubrificanti, pitture e solventi, può avere una durata lunghissima'', spiega Iguera, secondo cui ''è probabile che le due cose'', cioé ripulitura e rimozione ''vadano in parallelo o si tenda a privilegiare le operazioni di rimozione della nave, con i restanti inquinanti minori al suo interno. Certamente - precisa - sull'ipotesi di rimozione della nave stiamo lavorando''. Un'operazione che ''comunque durerà alcuni mesi, nella migliore delle ipotesi'', spiega Iguera. Ancora prematuro, al momento, parlare di metodo per rimuovere la Costa Concordia: c'è chi ipotizza di rimetterla in asse e poi rimorchiarla fino al cantiere navale più vicino, e chi pensa a smontarla in pezzi da caricare su chiatte.
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