Presentato oggi all'Università Cattolica
Gli italiani sempre meno sportivi: solo uno su cinque fa un po' di attività fisica
ultimo aggiornamento: 16 marzo, ore 20:29
Roma - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dal rapporto Osservasalute emerge che oltre un abitante del Bel Paese su tre è in sovrappeso. Si risparmia poi sempre più su dieta e soprattutto sul dentista. Gli anziani appaiono sempre più soli, lo è uno su quattro
Roma, 16 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente. E questo rende i cittadini del bel Paese sempre più grassi: oltre uno su tre è in sovrappeso. E' quanto rileva il Rapporto Osservasalute (2009), la cui settima edizione è stata presentata oggi a Roma, all'università Cattolica.
Si va approfondendo, inoltre, il gap tra Nord e Sud del Paese, con il settentrione più attento alla salute, meno grasso e sedentario. Il Mezzogiorno, invece, presenta crescenti fattori di rischio per malattie cardiovascolari e tumori, che infatti, proprio nelle regioni meridionali registrano un aumento di incidenza.
Le conseguenze della crisi economica si fanno sentire anche sulla salute degli italiani, soprattutto se si guarda il loro sorriso: sotto il peso della scarsa disponibilità finanziaria, infatti, il ricorso alle cure odontoiatriche, in nove casi su dieci a carico dei cittadini, è stato un 'lusso' che solo poco più di una famiglia su tre (il 39,7%) si è potuta permettere. Anche a tavola gli italiani sembrano costretti a dover fare economia. Per molti di loro la dieta mediterranea è divenuta troppo costosa da seguire e conseguenza si consuma poca frutta e verdura: solo il 5,6% dei connazionali mangia le cinque porzioni giornaliere raccomandate.
C'è molta solitudine poi in Italia. Niente moglie, né figli o nipoti per oltre un anziano su quattro:vive da solo il 27% di tutti gli 'over 65'. Il fenomeno è rilevante soprattutto al Nord e interessa in particolare le donne: infatti, mentre solo il 13,6% degli uomini di 65 anni e oltre abita in solitudine, tra le donne il dato è quasi tre volte maggiore (37%). E la solitudine rappresenta spesso un fattore di rischio, oltre che di emarginazione sociale, per l'insorgenza o l'aggravamento di patologie serie e invalidanti che possono a loro volta condurre alla perdita dell'autosufficienza, al confinamento e, nella maggior parte dei casi, alla necessita' di assistenza ulteriore anche nello svolgimento delle normali attivita' della vita quotidiana.
Secondo il rapporto ci sono comunque più anziani soli al Nord che al Sud. Il primato va alla Provincia Autonoma di Trento (solo il 33% degli 'over 65'), mentre valori superiori al 30% vengono registrati anche in Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria. Al contrario, valori particolarmente contenuti caratterizzano la Basilicata, dove la quota di anziani che vivono soli e' pari a 23%: seguono le Marche (23,5%) e l'Abruzzo (23,8%).
L'Italia si conferma un Paese composto sempre più da 'over 65' anche se cresce leggermente il tasso di fecondità. Il confronto tra il tasso di fecondità totale, stimato per il 2007 e quello degli anni precedenti mostra come, per l'Italia nel suo complesso, continui una seppur lieve ripresa, imputabile sia all'aumento della fecondità delle donne in età avanzata che all'apporto delle madri straniere. Ma il tasso di fecondità totale, pari a 1,4 figli per donna in età fertile, si attesta su valori particolarmente bassi e inferiori al livello di sostituzione, ossia quello di circa 2,1 figli per donna, che garantirebbe il ricambio generazionale.
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