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Il cibo, confezionato a dovere, arriva a casa entro 24/48 ore

Grilli fritti e stomaco di pesce, gli italiani 'mangiano strano' comprando online

Un piatto thailandeseUn piatto thailandese
ultimo aggiornamento: 21 marzo, ore 16:36
Roma (Adnkronos) - Boom di siti web, nati nel nostro paese, che vendono cibi provenienti da mezzo mondo. E che registrano incrementi di fatturato fra l'80% e il 110%. I prodotti più gettonati sono quelli 'classici' della cucina giapponese e thailandese
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Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - Grilli fritti da gustare come snack davanti alla tv, stomaco di pesce, uova 'cent'anni' dal forte odore di zolfo e ammoniaca, fiori di Lilium secchi, pasta istantanea all'anatra o Durian, frutto del Sud Est asiatico dal caratteristico odore di piedi. Non solo spaghetti e lasagne: ora gli italiani 'mangiano strano'.

Ma senza bisogno di andare al ristorante o nei negozi etnici, perché queste 'prelibatezze' arrivano, sempre più spesso, sulle nostre tavole viaggiando via internet. Lo testimonia il boom di siti web, nati nel nostro paese, che vendono online cibi provenienti da mezzo mondo. E che registrano incrementi di fatturato fra l'80% e il 110%. Ma a sorpresa, gli acquirenti non sono immigrati 'nostalgici' dei loro piatti tipici, bensì italiani nel 70-80% dei casi.

Ce n'è davvero per tutti i gusti. Scorrendo i 'cataloghi' online si trovano per lo più prodotti asiatici, provenienti da Thailandia, Corea, Brasile, Perù, Giappone, Messico, Vietnam, India, Cina o Malesia. E in alcuni casi, i siti suggeriscono anche ricette per cucinarli al meglio. E' il caso di www.shopthai.eu, con sede a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, e www.asiaminimart.it, con sede a Ivrea, i primi siti ad aprire nel nostro Paese che offrono centinaia di prodotti da ordinare con un 'click'. Si paga con carta di credito, postepay, bonifico bancario o contrassegno, e il cibo, confezionato a dovere, arriva a casa entro 24/48 ore.

"L'idea di aprire un sito per la vendita online - racconta all'Adnkronos in uno spiccato accento emiliano, Jui Seeharat Conforto, thailandese sposata con un italiano e residente nel nostro paese da 20 anni - è nata, nel 2007, perché molte persone leggevano le mie ricette pubblicate su Internet e mi chiedevano dove comprare gli ingredienti, difficili da trovare soprattutto nelle città di provincia. Così, insieme a mio marito, che lavora come webmaster, abbiamo pensato che la vendita online potesse avere un mercato". E così è stato. "La nostra clientela è cresciuta in poco tempo, con un incremento di fatturato, in 3 anni, del 110%". E, a sorpresa, i clienti sono "per il 70% italiani, per il 20% ristoranti o negozi etnici e il 10% è rappresentato da immigrati, soprattutto thailandesi".

Gli italiani, dunque, sperimentano i cibi più strani e sconosciuti ai nostri palati: insetti fritti, manioca acida, pesce Gourami fermentato, zuppa di nidi di uccello, pescegatto affumicato, gamberi secchi nigeriani, snack salse o preparati per dolci di ogni genere. Piatti spesso dal nome impronunciabile, ma descritti in italiano sul sito, con tanto di ricette o consigli di massima su come cucinarli. E che - a quanto racconta Jui - una volta superato lo scetticismo iniziale, "hanno un sapore delizioso e sono molto apprezzati".

I prodotti più gettonati però sono "quelli 'classici' della cucina giapponese e thailandese, ultimamente molto di moda in Italia. Vendiamo infatti molto riso e alghe per preparare il sushi, latte di cocco per i dolci, tanti tipi di curry", spiega ancora Jui Seeharat Conforto.

Boom di vendite anche per il sito asiaminimart, che nel 2009 ha registrato un aumento di vendite dell'80% rispetto al 2008. Anche in questo caso la clientela parla soprattutto italiano: "otto clienti su 10 sono connazionali, in maggioranza residenti in cittadine o paesi del Nord Italia", riferisce Corrado Sirolla, che insieme alla moglie thailandese è titolare di un negozio e del sito con sede a Ivrea.

Ma quanto si spende online per il cibo etnico? "Gli ordini vanno da un minimo di 10 a un massimo di 300 euro, con una media di circa 30 euro a cliente. A comprare in rete sono soprattutto privati, mentre per negozi o ristoranti il sito serve più che altro da vetrina per consultare i cataloghi e scoprire le ultime novità arrivate da mezzo mondo".

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ugc
remoboys ha scritto (21/03/2010 - ore 22:21) segnala un abuso
ugc
Nel nostro Paese ci son cibi e alimenti sani e genuini, c'è chi mangia schifezze poi va in ospedale per curarsi le piaghe nello stomaco causate da cibi contaminati da metalli pesanti radioattivi,avvelenati da sostanze chimiche che contaminano quei paesi,ma mangiate braciole,lasagne,tortelloni, prosciutto e salame.
ugc
ugc
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