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La rissa in sala parto
Messina, ispezione dei Nas al policlinico: farmaci pediatrici scaduti e animali morti
ultimo aggiornamento: 01 settembre, ore 19:46
Palermo - (Adnkronos/Ign) - Secondo il Nucleo anti sofisticazioni la struttura ''è interessata da carenze igienico-sanitarie, strutturali e tecnico impiantistiche tali da costituire pericolo per la salute dei degenti''. Denunciate in stato di libertà due persone. Interrogato Vincenzo Benedetto che nega: "Nessuno scontro fisico con il collega". Un collegio di esperti stabilirà se c'è un nesso con il blocco cardiaco del bimbo. Spunta un altro presunto caso di malasanità nella stessa struttura: aborto terapeutico senza assistenza nel bagno del policlinico . Inchiesta della procura e sette indagati. Roma, neonato morto al Policlinico Casilino: si indaga per omicidio colposo
Palermo, 1 set. - (Adnkronos/Ign) - Farmaci scaduti anche da due anni, sporcizia, calcinacci e polvere anche all'interno delle sale operatorie. E ancora: perdite di acqua dalle tubature e una carcassa di pipistrello ricoperta di ragnatele.
E' quanto hanno trovato oggi i carabinieri dei Nas nel corso di un'ispezione al Policlinico di Messina, teatro dellarissa tra due medici avvenuta giovedì scorso in sala parto, mentre una donna era in attesa di dare alla luce il suo primo figlio. Dalle 10 di questa mattina, su incarico del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, i militari del Nucleo anti sofisticazioni hanno dato corso ad una attività ispettiva presso l'ospedale 'G. Martino' di Messina, evidenziando che la struttura "è interessata da carenze igienico-sanitarie, strutturali e tecnico impiantistiche tali da costituire pericolo per la salute dei degenti e del personale operante in violazione alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e di degenza, nonché presenza di farmaci accantonati nelle corsie dei vari reparti e mancato rispetto dei percorsi sporco/pulito".
In particolare - riferiscono in una nota i Nas - è emerso che una delle tre sale operatorie del Reparto di chirurgia vascolare è risultata interessata da carenze strutturali, di personale ed igienico-sanitarie. In proposito, la direzione sanitaria dell'ospedale ha provveduto alla chiusura in autotutela della sala operatoria. Al Pronto soccorso pediatrico sono state trovate 50 confezioni di farmaci (non salvavita) scaduti da circa due anni; sono state rilevate carenze igienico-sanitarie e strutturali riconducibili a lavori di edilizia con presenza di calcinacci e polvere. Nell'Unità di terapia intensiva coronarica è stato addirittura rinvenuta la carcassa di un pipistrello ricoperta di ragnatele.
Nell'area della farmacia, i Nas hanno individuato un locale adibito a deposito di farmaci e dispositivi medici, in cattive condizioni igienico-sanitarie e strutturali e con la presenza di rifiuti speciali (toner e mercurio estremamente pericolosi per la salute pubblica). L'area interessata è stata sottoposta a sequestro con parziale possibilità d'uso dei locali, per via della presenza di medicinali utilizzabili. Nei corridoi seminterrati di collegamento tra i vari reparti, adoperati anche per il trasferimento dei degenti, sono stati invece rinvenuti accumuli di detriti, immondizia e materiali in disuso, nonché rilevate diffuse perdite d'acqua dalle tubazioni. I militari dei Nas hanno inoltre scoperto che il registro di entrata e di uscita dei medicinali ad azione stupefacente del Reparto di chirurgia generale ad indirizzo oncologico non era aggiornato da tempo. Per tale violazione sono state denunciate in stato di libertà due persone.
Intanto, questa mattina è durato due ore l'interrogatorio di Vincenzo Benedetto, uno dei due ginecologi coinvolti nella lite. Ad ascoltarlo il procuratore aggiunto di Messina Ada Merrino e il pm Federica Rende. "Non c'è mai stato nessuno scontro fisico con il dottore De Vivo", ha detto il medico conversando con i giornalisti all'uscita dalla Procura. "Tra l'altro lui è assegnatario di una borsa di studio - ha aggiunto - ed è proibito ad un assegnista fornire qualunque tipo di assistenza. Inoltre non c'è mai stata alcuna rivalità professionale con De Vivo".
Benedetto si è detto "dispiaciuto" per "l'Azienda sanitaria Policlinico che non merita una cosa del genere e per i colleghi che ci lavorano con difficoltà". Il ginecologo ha poi ribadito che il suo collega si sarebbe ferito da solo dando un pugno ad una vetrata. E prima di andarsene ha confessato ai giornalisti di avere ricevuto in questi giorni "centinaia di telefonate e di messaggi di solidarietà da parte dei colleghi". E ha ricordato : "Tutto questo ad appena due anni dalla pensione...".
Il medico, che è stato sospeso dall'incarico, così come l'altro ginecologo Antonio De Vivo, ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati perché "vuole dare un contributo all'inchiesta'', come ha sottolineato il suo difensore. Entrambi sono accusati di lesioni colpose.
Sarà un collegio di esperti a stabilire se c'è un nesso tra la lite tra due medici scoppiata nella sala parto del Policlinico di Messina e le complicazioni della puerpera, Laura Salpietro, 30 anni. La Procura ha nominato due periti, Domenico Arduini, docente di Medicina neonatale a Roma e il medico legale Giuseppe Ragazzi di Catania.
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