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"In Italia stipendi troppo bassi, sfiducia per la politica e cresce l'uso di psicofarmaci"

ultimo aggiornamento: 29 gennaio, ore 15:45
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il 'Rapporto Italia 2010' dell'Eurispes punta il dito contro la "frattura fra la politica e il paese reale" e denuncia i "preoccupanti segnali di disagio" fra i cittadini. "Paese immobile per colpa di una politica senza progetti". Disoccupazione record a dicembre: +8,5%. Oltre 2 milioni senza lavoro in Italia
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Roma, 29 gen. (Adnkronos/Ign) - Un Paese "senza progetto", in "perenne transizione", che paga "un costo altissimo" per l'economia e "rischia per la sua tenuta democratica". L'Eurispes, nel Rapporto Italia 2010, descrive "una sorta di cantiere aperto, che non si riesce a chiudere perche' nessuno ha le idee chiare su cosa si deve costruire" e denuncia "una frattura fra la politica e il paese reale".

L'Eurispes guarda soprattutto alle conseguenze un sostanziale immobilismo sta producendo. Questo, spiega il presidente dell'Istituto, Gian Maria Fara, "soprattutto considerando che mantenere il cantiere aperto comporta un costo altissimo per la nostra economia ed un rischio per la tenuta stessa della democrazia". L'istituto, che "non ha timore di essere accusato di eccessivo allarmismo", dal suo osservatorio coglie "segnali preoccupanti di disagio, di distacco, quando non di ostilita' nei confronti delle Istituzioni che aspiranti capipopolo vorrebbero cavalcare".

E' infatti la mancanza di un progetto che "segna pesantemente il presente, mortifica le attese degli italiani e impedisce di immaginare e costruire il futuro". Proprio per segnalare la mancanza di un progetto, Fara denuncia il fatto che il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali non riesca ogni anno a spendere circa la meta' della propria dotazione, come emerge dai dati contenuti nel Rapporto di quest'anno. "Da piu' parti si segnala l'assenza di risorse adeguate per la ricostruzione del centro storico de L'Aquila. Che cosa aspetta il Ministero ad utilizzare lo strumento giuridicamente previsto della rimodulazione della spesa e a destinare una percentuale anche minima (5%-10%) alla ricostruzione della citta'?", si chiede Fara, evidenziando che "in una logica di proiezione triennale si renderebbero disponibili tra i 70 e 150 milioni di euro che darebbero un forte stimolo alla ripresa economica e sociale".

Sul fronte politico, secondo l'Eurispes, "diventa sempre piu' folta la schiera degli aspiranti alla successione di Berlusconi. Politici, imprenditori, grandi commis, tecnocrati a vario titolo preparano piani ed elaborano strategie per arrivare a Palazzo Chigi". Il problema, sostiene Fara, e' che "nessuno di loro comunque sembra interessato a costruire la propria candidatura sulla base di un serio progetto politico". D'altra parte, "nemmeno l'opposizione di sinistra appare in grado di immaginare un disegno di governo per il Paese". Cosi', si evidenzia nel rapporto Italia 2010, "gli antagonisti di Berlusconi alla fine ne legittimano il metodo: fare politica senza un progetto per il futuro. E' questa la vera anomalia alla quale hanno dato un contributo le classi dirigenti di questo Paese".

Il Paese, nonostante tutto, non e' fermo. Negli ultimi quindici anni l'Italia "e' cambiata profondamente, nel bene e nel male, ma in maniera del tutto spontanea". In particolare, "mentre il Veneto, la Lombardia, l'Emilia Romagna diventavano la macroregione piu' ricca d'Europa mentre la Calabria e alcune altre zone del Mezzogiorno sono diventate ancora piu' povere precipitando in un sottosviluppo alimentato e governato dalle organizzazioni criminali".

In sostanza, "mentre gli altri paesi europei elaboravano serie ed efficaci politiche industriali, investivano con lungimiranza nelle nuove tecnologie e nei settori strategici, la spesa pubblica italiana veniva dispersa nel sostenere iniziative senza futuro". Lo spreco diffuso che caratterizza la spesa pubblica, secondo l'Eurispes, "ha creato una situazione non piu' governabile". Anche perche' "gli sforzi di Tremonti al centro sono del tutto vanificati dalle voragini aperte dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni diventati ormai centri di spesa incontrollabili".

In questa situazione, gli italiani, già alle prese con la crisi economica, sono sempre più pessimisti (a vedere il bicchiere mezzo vuoto sono ora il 47,1% dei cittadini contro il 37,6% di due anni fa).

Difficile essere ottimisti quando, come segnala l'Eurispes, gli stipendi degli italiani sono il fanalino di coda dei paesi industrializzati: "A parita' di potere d'acquisto, l'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi monitorati, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco piu' di 14.700 euro'', davanto solo a Portogallo (19.150), Repubblica Ceca (14.540), Turchia (13.849), Polonia (13.010), Slovacchia (11.716), Ungheria (10.332) e Messico (9.716)''.

In mancanza della progettualità politica comunque, i comportamenti dgli italiani si adeguano ai tempi che cambiano. I single in tre anni sono aumentati del 10% e rappresentano una fetta di business sempre più importante per le imprese (anch perchè, in rapporto, consumano decisamente di piu' - circa il 50% - di un nucleo familiare classico).

Aumentano gli immigrati in Italia e crescono anche i matrimoni misti, che nel 2010 registreranno un incremento di circa il 32% rispetto al 2007''. Gli stranieri residenti in Italia nel 1991 erano 356.159 (lo 0,6% della popolazione); dieci anni dopo, nel 2001, erano 1.334.889 (il 2,3%), un milione in piu'. Dopo quasi un altro decennio i cittadini stranieri residenti in Italia hanno raggiunto quota 3.891.295, ovvero il 6,5% del totale dei residenti (dati Istat al 1° gennaio 2009). Solo nell'ultimo anno si e' registrato un aumento del 13,4% della presenza straniera in Italia, inferiore comunque al +16,8% dell'anno precedente. ''La crescita -viene rilevato- e' legata in particolar modo agli immigrati provenienti dai paesi Ue di nuova adesione, in primo luogo la Romania''.

Fra gli italiani infine, cresce il consumo di droghe, psicofarmaci e alcol. Vino, birra e superalcolici uccidono ben 24 mila italiani l'anno, senza contare la mortalita' per incidenti stradali legati al consumo di alcol, stimata tra il 30% e il 50% del totale.

Fra gli studenti italiani tra i 15 e i 16 anni d'età cresce anche l'uso di sedativi e tranquillanti: il consumo di farmaci psicoattivi, tra i giovanissimi del nostro Paese, è infatti significativamente più alto che nel resto d'Europa: 10% contro 6%.

Aumenta vertiginosamente la vendita di droga via internet: negli ultimi 6 mesi del 2008 gli accessi a siti dedicati alla vendita di stupefacenti sono passati dal 40% al 60%.

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avantiveloce ha scritto (29/01/2010 - ore 17:59) segnala un abuso
ugc
A dimostrazione del fatto che alle volte le cose vanno male davvero. In questo paese siamo convinti che alla fine si aggiusta tutto, e il risultato è questo. L'aspetto più preoccupante della vicenda è che la maggioranza delle persone si aspetta che "qualcuno" faccia "qualcosa". Sappiamo bene chi sono i "qualcuno"; immaginiamoci il "qualcosa" che può venirne fuori. Persino la finanza internazionale sta rivedendo le proprie basi etiche, avendo compreso che il vecchio sistema non poteva funzionare. Noi invece abbiamo una classe politica la cui massima espressione è il salotto di Vespa. E le storie soft-core di microburocrati priapisti con l'intelligenza di una lumaca. Auguri.
ugc
Hugo_mi ha scritto (01/02/2010 - ore 23:25) segnala un abuso
ugc
Speriamo che non tassino gli psicofarmaci invece e, in aggiunta, legalizzino lo spinello. Così dimentichiamo e allontaniamo da noi ogni tentativo di passarli per le armi dal primo all'ultimo.
ugc
Oscar ha scritto (03/02/2010 - ore 12:32) segnala un abuso
ugc
La mancanza di lavoro è cosa sicuramente preoccupante, però non credo la si risolva personalmente prendendo psicofarmaci, ma tirandosi su le maniche e cercando di adattarsi a fare, seppur per un certo periodo, quello che prima non si sarebbe fatto. I nostri nonni prima e i nostri padri dopo, quando non solo mancava il lavoro, ma c'era pure la miseria, si sono dati da fare, a volte anche emigrando o cambiando città, pur di trovare un' occupazione. Chi assume droghe è già un perdente per definizione, se poi aspetta che siano sempre gli altri a risolvergli i problemi, forse resterà in eterno ad aspettare. A volte il "treno" passa e bisogna salirci sopra, ma se non passa, la strada bisogna farla lo stesso con le proprie gambe. Anche se so che è dura...
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