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Al termine della cerimonia a Ciampino

Kabul, La Russa assicura: ''Lega pronta a rifinanziare la missione''.

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ultimo aggiornamento: 21 settembre, ore 12:15
Roma - (Adnkronos) - Il ministro della Difesa: "Nato e Usa prevedono di aumentare i militari del contingente internazionale ma non devono essere per forza italiani''. I feretri accolti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (FOTO). Benedetto XVI: ''Profondo dolore''. Ieri il rientro dei quattro feriti. Polemiche per la pubblicazione delle foto choc. Invito di Alemanno: "Una bandiera tricolore alla finestra". Domani i funerali solenni(VIDEO). Sei anni fa Nassiriya
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Roma, 20 set. - (Adnkronos/Ign) - "Il contingente militare internazionale in Afghanistan puo' essere anche aumentato, ma non necessariamente con un numero piu' alto di truppe italiane". E' quanto tiene a puntualizzare il ministro della Difesa, Ignazio La Russa intervenendo nel corso della trasmissione 'In mezzora' condotta da Lucia Annunziata su Raitre.

"Che la Nato e gli Usa possano prevedere e imporre una maggiore presenza del contingente internazionale e' nell'aria, anche per arrivare, con un maggiore controllo del territorio, a imboccare una strada che porti a una 'afghanizzazione' della situazione e dunque per favorire il momento della chiusura della missione in Afghanistan - premette La Russa - Ma questo non vuol dire automaticamente che il maggior apporto debba essere italiano. Spero in un coinvolgimento di altri Paesi o in un coinvolgimento maggiore di Paesi gia' presenti con un numero di militari inferiore al nostro".

Sulla polemica della Lega sul rientro dei soldati italiani dalla missione taglia corto: "Più che una polemica politica la definirei una diversità di opinioni", risponde poi il ministro della Difesa. "Ma sottolineerei piuttosto che non si è mai verificato in Italia un momento di cosi' ampia condivisione: tutto il Parlamento - ricorda - ha votato all'unanimità il rifinanziamento della missione in Afghanistan". Quindi, aggiunge, "fra un mese avremo la risposta: e si vedrà che la Lega non si impunterà perché tutto si può immaginare tranne il fatto che noi non dotiamo i nostri soldati delle migliori condizioni per poter compiere il loro lavoro". "E' anche importante un altro dato - aggiunge - è cominciato il momento della trasparenza; si sa che non siamo in Afghanistan solo per ricostruire; che per poter ricostruire l'Afghanistan c'è bisogno dell'uso della forza; e che siamo lì anche e soprattutto per tenere lontano da casa nostra il terrorismo. Questo chiarisce la necessità della missione".

"Non vedo perche' debba cambiare la nostra missione in Afghanistan". E' quanto puntualizza il generale Vincenzo Camporini, capo di stato maggiore della Difesa, al termine della cerimonia all'aeroporto militare di Ciampino - alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dei presidenti dei due rami del Parlamento Renato Schifani e Gianfranco Fini, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e del ministro della Difesa Ignazio La Russa - per l'arrivo dall'Afghanistan delle salme dei sei paracadutisti italiani rimasti vittime dell'attentato terroristico a Kabul.

Spiega il generale Camporini: "La situazione sul terreno e' una situazione nota, attualmente all'esame ulteriore del nuovo comandante della missione Isaf, il generale Stanley McChrystal, che ha presentato un documento di valutazione ora all'esame della Casa Bianca. I risultati di questo esame si tradurranno poi in un comportamento sul terreno, che dipendera' da questa valutazione".

"La verita' a spizzichi e bocconi non serve a nessuno", ha poi detto il generale Camporini. "Abbiamo inviato un team del Ros e sta collaborando a queste indagini in loco, ascoltando tutti coloro che devono essere sentiti e raccogliendo tutte le evidenze che esistono. Preferisco non fare illazioni e aspettare i risultati di questa indagine", ribadisce il generale Camporini.

"L'imboscata - sostiene poi il generale - era contro la coalizione: non credo che stessero cercando in particolare la bandiera italiana". "L'ostilita' dei gruppi degli insorti -ribadisce il generale Camporini- e' contro la presenza internazionale, non contro quella di singoli Paesi".

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